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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - OTTOBRE 2004

                     7/11/2004 - UNA GRANDE ALLEANZA DEMOCRATICA

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UNA GRANDE ALLEANZA DEMOCRATICA PER VINCERE
LE ELEZIONI POLITICHE DEL 2006
di Aleandro Murras


Stavo scrivendo questo articolo per il Laburista ed avevo iniziato a fare il resoconto crudo ma drammatico dei tre anni di governo Berlusconi, quando è arrivata la buona notizia della nascita della “Grande Alleanza Democratica” che comprende tutti i partiti dell’opposizione, tutti insieme da Bertinotti a Mastella ed allora ho avuto la sensazione che davvero questa può essere la volta buona per riuscire a mandare a casa Berlusconi e la sua compagnia.
Infatti, in questi tre anni:
* hanno peggiorato la situazione del Paese in tutti i settori: si è attivata una guerra tra le principali istituzioni, minata la laicità dello Stato, aumentato il divario tra redditi ricchi e gli altri, riaperta la forbice tra crescita del centro nord e quella del sud, accelerato il declino industriale e produttivo del Paese, dissestati i conti pubblici, realizzate contro-riforme in campo sociale e del lavoro.
* A livello istituzionale stanno approvando una riforma della Costituzione non solo pericolosa per l’unità dello Stato, ma assai poco federale, e su misura di Berlusconi, con un Presidente del Consiglio con poteri più ampi di quelli esistenti in qualsiasi altra repubblica presidenziale, lo scardinamento degli equilibri tra poteri e l’indebolimento del ruolo di controllo dell’opposizione.
* La riforma della giustizia è fortemente contrastata da tutta la magistratura per l’intenzione non sottaciuta di minare l’autonomia del potere giudiziario riportandolo sotto il controllo dell’Esecutivo.
* Il regolamento del conflitto di interessi, partorito dalla maggioranza, è un testo confezionato su misura per tutelare la paradossale situazione dell’on. Berlusconi, così come la legge Gasparri è figlia del conflitto di interessi del Presidente del Consiglio e colpisce il pluralismo sull’informazione.
* La politica economica, come si può valutare dall’esame delle prime tre leggi finanziarie e dai cosiddetti provvedimenti dei cento giorni è stata deleteria per i conti pubblici, per i bilanci delle Regioni e degli enti locali, per la correttezza dei rapporti tra Stato e cittadini.
* La politica “creativa” dell’ex ministro dell’economia ha infatti drogato il presente per lasciare in eredità un futuro pieno di problemi: condoni, sanatorie, cartolarizzazioni, contabilità creativa, hanno creato le condizioni per riattivare la dinamica del debito pubblico come è indicato dalla manovra della scorsa primavera e dalle dimensioni della finanziaria 2005.
* Per inseguire la ricetta neoliberista hanno attuato politiche redistributive e approvato una legge delega in campo fiscale che hanno aumentato le distanze tra i redditi medio-bassi e quelli alti, depresso il potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni non restituendo il drenaggio fiscale, spostato l’aumento della pressione fiscale sui cittadini dal livello nazionale a quello territoriale, mentre rendite e profitti hanno potuto aumentare le loro condizioni di privilegio fiscale.
* Con la politica di tagli hanno messo in crisi il settore della ricerca universitaria e non agevolato quella privata.
* Hanno trasformato la loro scelta di fondo a favore di un mercato senza regole, a fianco dell’idea di uno “stato
minimo” in scelte deleterie nel campo delle politiche sociali
* La sanità pubblica, sottofinanziata, si è indebolita notevolmente con il conseguente spostamento della domanda verso il privato, attestato dall’incremento velocissimo delle quote di spesa privata; la controriforma della previdenza pubblica da una parte ha scardinato i criteri equitativi, dall’altro ha assicurato, per quella integrativa, vantaggi al sistema assicurativo equiparando i fondi collettivi a quelli individuali; l’assistenza è stata lasciata senza linee di riferimento con la messa in mora della legge di riforma varata nella precedente legislatura; la politica sull’immigrazione come definita dalla legge Bossi-Fini ha fatto ripartire il fenomeno dell’irregolarità a causa di quote irreali e senza alcuna attenzione al criterio dell’accoglienza e dell’integrazione.
* La politica scolastica, definita dalla legge Moratti, è una politica scolastica classista, errata e inadeguata rispetto alle esigenze della civiltà del sapere.
* Sui problemi del lavoro, il Governo e la sua maggioranza hanno portato avanti un’opera di sistematico stravolgimento delle principali tutele individuali e collettive, comprimendo gli spazi democratici sui luoghi di lavoro, con un obiettivo chiaro: non riconoscere più l’esistenza di un rapporto equilibrato fra lavoratore e datore, costituzionalmente definito, ma consegnare all’impresa l’intera titolarità dei diritti connessi alla prestazione lavorativa e svuotare la contrattazione collettiva a favore dei contratti individuali; basando il modello di sviluppo sulla riduzione del costo del lavoro, sulla precarizzazione e non sulla qualità dei processi e dei prodotti, sull’innovazione, sulla valorizzazione delle professionalità, colpendo il mondo del lavoro dipendente e in particolare le donne e i giovani.
Stavo finendo l’articolo scrivendo che a tale disastrato panorama istituzionale, economico e sociale, le forze politiche di opposizione, la società civile organizzata, il sistema delle autonomie locali, le istituzioni sotto attacco, devono corrispondere con un programma alternativo e ora appresa la notizia sopra riportata constato con soddisfazione che l’arrivo di Romano Prodi alla testa della “Grande Alleanza Democratica”, ha portato, come primo risultato, nitidezza nella definizione dei problemi, chiarezza nella indicazione di percorso e una solida promessa di buon lavoro insieme. Tutti si sono detti d’accordo sullo scenario drammatico presentato da Prodi e sui passi da fare adesso e fra poco, per uscirne e lasciarlo alle spalle per sempre.
Tutti d’accordo con Prodi hanno detto chiaramente:
* Il progetto di riforme istituzionali è inaccettabile, da respingere nel metodo e nella sostanza, perché stanno creando un mostro giuridico.
* Questa è la finanziaria di un governo disperato, una pesantissima stangata.
* Perché la guerra possa finire ci vuole una conferenza di pace internazionale, la sostituzione delle truppe d’occupazione, il ritiro del contingente italiano.
* La grande alleanza democratica si presenterà in ogni elezione regionale con un solo candidato unitario.
Le elezioni primarie avranno luogo entro febbraio 2005
* Il 6 novembre ci sarà una grande manifestazione unitaria di tutta l’opposizione italiana.
Penso, da tanto ci aspettavamo questa convocazione e penso anche che finalmente l’opposizione tutta si unisca per ridefinire il disegno di un’Italia decente, pulita, civile, capace di ritrovare la sua immagine rispettata, la sua dignità, per dare un futuro al nostro Paese.