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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.7 - DICEMBRE 2004

                     20/12/2004 - LAVORO FLESSIBILE

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Un anno dopo
di Giovanni Casalini
Sono ormai passati dodici mesi dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 276 (attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, ai sensi della legge 30), su come è cambiato il mondo del lavoro in Italia.
Oggi nel mondo del lavoro le figure contrattuali sono una “marea”. Eminenti giurislavoristi e giornalisti scrivono e parlano di “35”, “38” addirittura “44” di tipi di contratti, l’ultimo adempimento riguarda che dal 25 ottobre scorso è terminata l’era dei Co.co.co. Infatti da quella data sono ammesse solo le collaborazioni a progetto. Questo ci porta a considerare che la gamma dei contratti atipici è troppo larga e l’Italia è il paese con la più alta flessibilità in Europa.
Dinanzi a questa proliferazione dei lavori atipici è scontato dare una valutazione negativa, in quanto la precarietà del lavoro, diventa anche precarietà dell’esistenza, e comporta l’elevato rischio di entrare nel rango dei lavoratori e dei futuri pensionati poveri.
Con la individualizzazione dei rapporti di lavoro (vedi contratti di somministrazione, ecc.) si rischiano i contratti “ad personam” e in questa situazione si sa chi perde. “La delega mette sullo stesso piano padrone e lavoratore”, e qui si innesca un mondo da Far West dove vincono solo gli imprenditori.
In questo contesto si rende ardua la rappresentanza sindacale a tutela di questi lavoratori.
Un dato inconfutabile è che la “flessibilità” nel mercato del lavoro ha contribuito ad abbassare il reddito medio percepito di questi lavoratori, rispetto a quelli a tempo indeterminato.
Altro dato rilevato, come non mettere in evidenza il tema della contribuzione previdenziale per i periodi di non copertura contrattuale. Come ammortizzare la caduta di questi lavoratori che precipitano nei “buchi” del non lavoro? Altro tema riguarda l’indennità di disoccupazione, perché la cifra di 150 Euro al mese non può definirsi indennità. Come pure è risaputo che il proliferare del lavoro precario ha effetti negativi sulla qualità della vita. Nuoce anche alla salute: centinaia di medici e di operatori se ne stanno occupando in varie città italiane.
Perciò dobbiamo prendere atto che questa “flessibilità” è sinonimo di precarietà, visto che non vi è un quadro preciso di regole e di adeguati ammortizzatori sociali in presenza di un mercato del lavoro di questo tipo.
Su queste brevi riflessioni su un tema di così grande attualità, ne va del futuro dei nostri giovani in prima battuta, ci porta a pensare che il mercato del lavoro, nel futuro programma del centrosinistra dovrà avere la priorità, passando dalla abrogazione dell’attuale legge, per costruire regole in cui vi siano più diritti, più giustizia e dignità per i lavoratori.
Giovanni Casalini