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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2002

                     13/5/2002 - GAETANO PIERACCINI

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In occasione della festa del 25 aprile ci piace riproporre all’attenzione dei lettori, l’antifascista, il politico e il sindaco della liberazione di Firenze

GAETANO PIERACCINI

Gaetano Pieraccini, figlio di un medico, ottenne la laurea in medicina a soli 24 anni. Brillante assistente della Clinica Universitaria di Firenze, ben presto si rivelò non solo uomo di scienza e di cultura, ma anche fervente politico. Infatti, fin dall'università fu un militante del Partito Socialista lta!iano. Attento osservatore del mondo del lavoro, si dedicò all'attività propagandistica e organizzativa, ma non trascurò quella dello studioso e del medico. Nel 1902 era primario dell'Ospedale di S. Maria Nuova e nel 1905 venne più volte eletto consigliere comunale.
Antesignano dello studio della medicina sociale e sulla prevenzione delle malattie professionali, scrisse non solo numerosi trattati ma sviluppò la coscienza operaia nelle sue frequenti ispezioni nelle fabbriche e nei dormitori dei ferrovieri. Allo scoppio della guerra fu un acceso pacifista.
Nel 1921 fu deputato socialista alla Camera, nel 1922 venne bastonato perché si rifiutava di togliersi il cappello di fronte ai gagliardetti fascisti finché, nel 1924, fu allontanato dall'Arcispedale di S. Maria Nuova. Dopo l'assassinio di Matteotti, pubblicò tre volumi su <> trattato di genetica e eugenica, ma intensificò anche la sua collaborazione alla stampa clandestina. Nel 1925, nella notte in cui vennero uccisi gli esponenti socialisti Console e Pilati; anche la sua casa venne attaccata ma la porta resisté. Nel 1930 venne condannato al confino per un anno ma la sua fama è già tale che le pressioni internazionali costringono Mussolini a commutargli la pena in ammonizione.
Negli anni precedenti lo scoppio della seconda guerra mondiale, con la sua attiva presenza politica tiene vivo il movimento socialista fiorentino. I cartoncini in possesso dei frequentatori del suo salotto sono una specie di tessera del partito a Firenze. Negli anni di guerra la sua casa è il naturale punto di ritrovo di tutto il movimento antifascista.
Nei 45 giorni del governo Badoglio, Pieraccini è uno dei protagonisti del ritrovato clima di parziale libertà di quella breve stagione. Il Comitato lnterpartiti si riunisce regolarmente in casa Pieraccini ma, con l'occupazione nazista, è costretto a lasciare tutti gli i incarichi di partito: la sua figura è troppo nota. Lascia l'abitazione di via Bufalini e si rifugia in casa d'amici, in condizioni di semiclandestinità. Con l'avvicinarsi del crollo del regime repubblichino, il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, pensa naturalmente a Pieraccini come al futuro sindaco di Firenze liberata. Sul suo nome non c'è dissenso tra i diversi gruppi politici. L'11 agosto 1944, a 80 anni, Pieraccini è insediato sindaco in Palazzo Vecchio. L’Avanti di quel giorno riporta queste parole in prima pagina “il nome di Pieraccini simboleggia la presente rinascita della libertà, dell'onesto e del vero patriottismo in Firenze”. Nonostante questo le autorità alleate tentano di opporsi a quella figura carismatica in Palazzo Vecchio. Sapendo questo, offre le proprie dimissioni ma viene convinto dagli altri partiti a restare. Il 13 settembre 1944 viene insediato sindaco dal Governatore Militare Alleato. Uomo di onestà integerrima, non nasconde a sé e agli altri le difficoltà in cui si muove un'amministrazione comunale che ha le casse vuote.
Comunque, sotto la sua guida vengono riattivati i servizi essenziali, vengono creati i servizi municipalizzati e quelli per l'assistenza agli anziani e degli ospedalizzati. Con le elezioni della Costituente nel 1946 la maggioranza relativa va alla Democrazia Cristiana, Pieraccini, correttamente offre le sue dimissioni ma i cattolici lo invitano a restare nella carica di sindaco. Nel 1946, a 82 anni, si difende così al fuoco di fila di lodi cui è sottoposto in Consiglio Comunale: “Si è detto che sono un onesto; è il minimo che possa fare un uomo. Ho vissuto del mio lavoro; è un preciso dovere nella vita sociale......
Il 28 novembre di quello stesso anno, dopo le elezioni che hanno dato la vittoria al Partito Comunista, Pieraccini, il sindaco della Liberazione, passò il testimone al Sindaco della Ricostruzione Mario Fabiani.
Morì serenamente nel 1957 , a 93 anni.