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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.7 - DICEMBRE 2004

                     20/12/2004 - EDUCARE ALLA PACE

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di Mauro Messeri

Scriveva Ernesto Balducci, pochi anni prima della tragica morte, presentando un suo libro “Il Vangelo della Pace”: ...... il tema della Pace torna continuo nelle mie omelie, e torna non per artificio o per forzata programmazione, ma spontaneamente, in ragione della mia stessa fedeltà ai pensieri e ai sentimenti quotidiani. Di continuo mi vado chiedendo in che modo mettermi al servizio della pace. I modi possibili sono molti, ma se c’è un modo di sua natura confacente al ministro della parola di Dio è quello di dare libero sfogo alla profezia di Colui che nell’inviarci nel mondo ha detto: prima di tutto dite: Pace........”
Queste parole richiamano tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti, a lottare per preservare il genere umano dal continuo succedersi di guerre e di violenze.

E’ violenza la “Guerra preventiva”, lo sono gli attentati terroristici, lo sono le torture e i tagli della gola, ma è anche violenza lo sfruttamento dell’uomo sull’altro uomo quando viene ridotto al rango di sotto specie in nome di una sfrenata accumulazione delle ricchezze destinate sempre a pochi. Attenzione anche ai tanti episodi di violenza all’interno delle così dette “nazioni civili”, dove le donne i disabili, gli emarginati, specie in certe zone sono sovente vittime.
Educare alla pace ed alla non violenza, significa partire dalla quotidianità, dal nostro essere nella società ad ogni livello. Tutte le domeniche, in molti campi di calcio, tra le così dette tifoserie, si scatena della vera e propria guerriglia urbana con numerosi feriti.
Il comportamento nel traffico stradale, nei rapporti verso i nostri simili, assomiglia più ad una giungla che ad una società civile. Non c’è da meravigliarsi, ci sono in giro videogame in cui il giocatore accumula più punti in base a quanti pedoni riesce a centrare guidando un’auto virtuale. Perfino tra condòmini, nonostante la vicinanza, si accendono violenti liti per futili motivi che degenerano talvolta in risse e reazioni estreme.
La coscienza collettiva e quella individuale sono possedute dal demone della violenza che genera una pulsione irresistibile verso l’aggressività.
La cronaca di tutti i giorni ci mostra come in alcune città, la violenza si sviluppa come una catena della quale non si riesce a capire quale sia il primo anello. E’ necessario allora spezzare questa catena per uscire, tutti quanti, da questa spirale che attanaglia la società.
Educare alla pace e alla non violenza. Questo è l’impegno che tutti, famiglie, scuola, associazioni sportive laiche e religiose che siano, devono assumere verso i giovani, innanzitutto con l’esempio e la testimonianza.
In conclusione: giusto partecipare ai cortei per la pace, ma contemporaneamente respingere i cosidetti “espropri proletari” - ricordi di un tragico passato -.
E’ doveroso contestare aspramente le guerre preventive che finiscono per alimentare ancor di più il terrorismo, ma bisogna pure condannare senza tentennamenti i dittatori, intrisi di fanatismo ideologico, che tuttora governano vari Paesi del mondo, e con l’incubo della pena di morte per i dissidenti.
Se vogliamo definirci “costruttori di pace” è necessario riscoprire il rispetto del nostro simile, la virtù del sereno confronto delle idee, ed agire con propria onestà di coscienza.
Credere in queste possibilità è condizione indispensabile a perseguire un’autentica pace tra gli uomini e tra le nazioni