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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.7 - DICEMBRE 2004

                     20/12/2004 - Maria Maltoni

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di Roberto Del Buffa e Silvia Puri
Attualità di Maria Maltoni

Il 17 aprile scorso il Comune di Pontassieve ha ricordato con una giornata di studi la maestra elementare Maria Maltoni. Non è necessario attendere la pubblicazione degli atti, prevista per il 2005, per segnalare l’attualità delle sue riflessioni linguistiche e pedagogiche, così come non era necessaria la giornata di studi, intitolata “La pratica della comprensione: Maria Maltoni, una maestra accanto ai bambini”, per riscoprire il valore della sua proposta educativa, svolta per trentasei anni, dal 1920 al 1956, nella scuola di campagna di San Gersolè, nel comune di Impruneta.
Insieme ai suoi bambini la Maltoni realizzò infatti una delle esperienze più innovative della scuola elementare italiana, non solo in campo didattico, ma anche per l’impatto della sua attività sulla riflessione linguistica e letteraria del secondo dopoguerra.

Una scelta dei lavori degli alunni di San Gersolè fu pubblicata a Firenze nel 1949 (I diari di San Gersolè), anche per interesse di Giovanni Michelucci, ma l’esperienza della Maltoni divenne di rilievo nazionale solo quando fu ripresa dalla Einaudi e da Italo Calvino nel 1956 (I quaderni di San Gersolè), con una diversa selezione di testi e disegni e senza l’importante introduzione in cui la maestra esponeva, con il suo stile scarno e preciso, i rigorosi principi pedagogici cui si era attenuta. Calvino percepì chiaramente la rottura che i Quaderni proponevano sulla questione della lingua, anche se forse trascurò la novità della proposta pedagogica. Come osservò, ciò che colpisce di più degli scolari di San Gersolè è la precisione, quasi scientifica, della loro lingua, la concretezza che proviene dallo spirito d’osservazione. In questo senso un risultato significativo di tale esperienza era la dimostrazione della possibile trasformazione della lingua nazionale in una lingua concreta e precisa, libera dal verbalismo astratto e retorico della tradizione recente. In tale processo, a cui Calvino era particolarmente interessato, il dialetto poteva sorprendentemente incontrarsi col nuovo spirito scientifico, anticipando, in senso diametralmente opposto alle analisi catastrofiste di Pasolini, l’attività del “Gruppo di iniziativa e di sperimentazione nel campo dell’educazione linguistica”, guidato da Tullio De Mauro e Raffaele Simone all’inizio degli anni ‘70, con un richiamo all’esperienza di Don Milani e della Scuola di Barbiana per la centralità dell’insegnamento linguistico nell’istruzione di base.
In occasione del convegno di Pontassieve la rivista Silere, che ha collaborato all’organizzazione, ha ristampato l’introduzione della Maltoni ai Diari, accompagnandola da una precisa ricostruzione storica di Maria Rita Gerini e da altri materiali, diventati spunto per le varie riflessioni che nel corso dell’incontro hanno richiamato l’attenzione, se ancora ce ne fosse bisogno, su attualità e importanza storica della scuola di San Gersolè. Speriamo che gli atti del Convegno, che dovrebbero recuperare anche alcuni interventi di studiosi impossibilitati a partecipare, riescano a documentare, oltre al rilievo della sua proposta pedagogica, anche il valore della sua esperienza umana e politica, che, attraverso le discriminazioni professionali subite sotto il fascismo, condusse Maria Maltoni alla militanza nel Partito d’Azione e, ormai ritirata dall’insegnamento, all’esperienza amministrativa nel Comune di Pontassieve, dove fu eletta come indipendente nelle liste del Partito Comunista.

[ Che cosa deve considerare una scuola? Nella moltitudine dei fanciulli che anno per anno si trova ad avere dinanzi, la scuola deve tener presenti altrettanti uomini al loro posto nella vita e soprattutto al posto di lavoro che ognuno occuperà nel vicino futuro e a cui dovrà portare, non un bagaglio più o meno pesante e ingombrante di cognizioni, bensì a sapersi usare. La scuola deve portare a sapere usare di sé nel mondo più possibile vantaggioso; a sapere usare cioè, in un primo luogo il proprio genuino cuore e la propria genuina mente, e in secondo luogo, al servizio di essi, gli strumenti fisici che la natura ha dato ad ogni uomo, occhio e mano, resi obbedienti e precisi dall’esercizio, ai comandi della volontà.
Si eviteranno smarrimenti e perdite di tempo, se la scuola avrà cura sin dall’inizio di conservare l’occhio interiore di ogni fanciullo limpido e sereno e con quello abituarlo a guardare le cose e i fatti del mondo.
Avendo continuamente cura di ciò l’educazione si svolge in tre consecutivi tempi: Vedere (sempre più dettagliatamente) - penetrare (sempre più in profondità) - esprimere (con sempre maggiore evidenza e forza di carattere)............................]

Maria Maltoni
Queste citazioni sono tratte da
“Esperienza - Artigiana”. Fascicolo n°1 del 1949