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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2002

                     13/5/2002 - L'OPINIONE DEL DOTTORGIANNONI

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Caro Nanni,

gli avvenimenti (e che avvenimenti !) si susseguono l’uno all’altro, si accavallano, ci gettano nel più cupo dolore e poi ci fanno esultare e poi ci opprimono in un susseguirsi di emozioni che tolgono il fiato. Ma nonostante tutto questa è stagione di speranza, guai farci prendere dallo sconforto.
Purtroppo ciò che accade in Palestina getta un’ombra truce su ciò che avviene in casa nostra, su ciò che avviene nel resto del mondo, tutto va in secondo piano, l’Afganistan, le torri gemelle, Berlusconi, l’Euro. E la stampa insieme alla televisione, come sempre, danno dei fatti un’immagine distorta, in un primo tempo si è tentato di far passare i giornalisti rimasti intrappolati nella Basilica della Natività a Betlemme come ostaggi dei Palestinesi..
Tu conosci da sempre la mia passione per Israele; vissi sette anni fa la splendida avventura del mio viaggio di quaranta giorni in quella regione che culminò col partecipare , due giorni prima di partire, alla entusiasmante manifestazione per la pace nella immensa piazza di Tel Aviv, (in quella piazza dove in seguito sarà ucciso Rabin), a cantare, a gridare “Pace”, “Shalom”, “Salam”, tanto vuol dire la stessa cosa, insieme a palestinesi ed israeliani; hai letto il diario di quel viaggio. Ma ora il mio stato d’animo non è più quello. Non c’è ragione che giustifichi l’attuale sosperchieria dell’esercito di Israele, lo strapotere che umilia con determinazione un popolo di inermi, che uccide senza misericordia chi gli si para davanti, armato o no, che lega i polsi con strettissimi laccioli di sottile ma resistentissima plastica giovani e vecchi rei
di essere palestinesi, scene che ricordano il ghetto di Varsavia. Ed i bulldozer che sventrano case, che disselciano strade, che disfanno aeroporti, cannonate che distruggono cose fatte con immensi sacrifici.
Il tutto eseguito lucidamente seguendo una strategia terroristica fine a sé stessa che avvilisce ed opprime in confronto della quale le azioni di disperati che vanno a suicidarsi perdono spessore ed importanza, basterebbe fare il conto delle vittime civili palestinesi e di quelle israeliane. Mi turba il fatto che in Europa siano state danneggiati centri di culto ebraici però voglio ricordare che anche la piazza di fronte alla Basilica della Natività a Betlemme è un luogo sacro, lì i carrarmati a sparare non ci devono stare.
E non mi si dica che Israele è uno stato democratico perché lì si fanno le elezioni. Fare le elezioni e vincerle non significa avere il diritto di fare ciò che si vuole, anche Hitler aveva vinto democraticamente le elezioni. Al disopra delle elezioni e della democrazia c’è il diritto degli altri, c’è il rispetto per gli altri, c’è l’osservanza di una legge morale altrimenti non si parli di democrazia e di vittoria democratica. Anche il nostro Berlusconi insieme alla sua équipe non fa che dire “abbiamo vinto ed allora tutti zitti possiamo fare quello che ci pare”. Possono proprio farlo? Siamo seri!
Caro Nanni, lo so che parlare di casa nostra, oggi, sembra stonato, l’ho già detto. Però la nostra vita continua e deve continuare.
Non si può lasciare sotto silenzio l’uccisione del povero professor Biagi, un feroce e vigliacco atto di fanatici in preda ad una folle ambizione di onnipotenza e di onniscenza, straboccanti parimente di imbecillità e di arrogante presunzione, incapaci di vivere coscientemente e pacificamente le lotte, purtroppo dure, cui le persone civili si devono sentire impegnate per difendere diritti faticosamente conquistati. Ed il dolore per quella morte mi si è tramutata in rabbia e schifo di fronte allo spettacolo avvilente di grossi quanto squallidi personaggi della maggioranza, veri avvoltoi, che pensavano di utilizzare per i loro fini quella morte.
Venivano a dire che quella esecuzione era frutto dell’odio che sindacati e gente di sinistra, quelli dei girotondi in particolare, avevano gettato a piene mani; venivano a dire che per il bene della patria e per bene onorare l’assassinato si doveva sottostare ai patti che loro proponevano; che si doveva smettere di protestare; che era giunto il momento e l’ora dell’amore, lo disse solennemente Berlusconi che per dimostrarlo è andato a strabaciare ufficialmente il povero Putin ( al Berlusca manca proprio il senso del ridicolo); venne fuori il tentativo di irridere sulla straordinaria e grandiosa manifestazione romana della CGL giudicata fuori luogo e tacciata come scampagnata a ufo cui si rimproverava di essere “politica”.
Caro Nanni anche la dabbenaggine ha un limite, anche l’imbecillità ma costoro superano ogni limite.
Non sanno che ogni atto pubblico è politico, cioè riguarda la “polis”, la comunità, non sanno che pure un medico che cura fa un atto politico nel senso che il suo “fare” è inserito in maniera corretta o no nell’ambito di una proficua assistenza sanitaria, così l’insegnante, così tutti. Che vuol dire che le azioni sindacali non devono essere politiche? Vogliono farci intendere che la Confindustria non sia politica? Forse nel loro meschino pressappochismo circa la lingua italiana sbagliano vocabolo ed usano il “politico” al posto del “partitico” ma stiano attenti che se “partitico” ha in sé, oggi, un significato piuttosto dispregiativo ( i partiti purtroppo ne hanno fatte di cotte e di crude) il termine “politico” sta riacquistando solennemente valore, stiano attenti a sbeffeggiare chi pacificamente e serenamente manifesta per strada la propria coscienza politica perché quest’altra volta porteranno con loro, minimo, altre due persone; io ho fatto il “girotondo” intorno alla RAI, e al prossimo girotondo ne porterò dieci, quanto è vero che sono il dottorgiannoni. E tutti faremo così. Oggi è quanto mai sacrosanto manifestare il dissenso. Pubblicamente. E dissentire non vuol dire odiare; tra l’altro, o chi si credono di essere per essere odiati?
Vedi Nanni, anche se sconfortato dai fatti di Palestina e di casa nostra purtuttavia sento in me un entusiasmo nuovo quanto antico, sento che viviamo un momento fecondo; pensa a quanti si sono riavvicinati alla politica attiva, quelli del Palavobis, quelli del Palasport , quelli dei Girotondi ed io sono uno di quelli e nel trovarci ci siamo riconosciuti, ci siamo salutati sorridenti come vecchi amici, e venivamo da sponde diverse ma tutti convinti che era l’ora di cambiare.
E’ questo che dà noia al Berlusca & company (tra l’altro hai notato come non sopportano l’essere presi in giro? a questo proposito, questa volta da psichiatra, vorrei suggerire a quelli di sinistra di creare un piccolo comitato, provinciale, regionale, nazionale, come si vuole, di gente capace di prendere per il culo il Berlusca & company, avrebbe un effetto dirompente, credimi; tra l’altro offrono mirabilmente il ... fianco). E di tutta questa gente i partiti dell’Ulivo ne devono tenere conto. Come anche della
gente dei Social Forum. Ne devono tenere conto quelli che guidarono l’Ulivo alla sconfitta, non voglio loro male ma per il bene di tutti si devono fare da parte, parlo di D’alema, parlo di Rutelli. E già che ci sono, sai chi mi piacerebbe tanto che in futuro fosse a capo dell’Ulivo? La grande Rosi Bindi, sia perché è donna, sarebbe una mossa splendida, ma anche perché è di una onestà adamantina e di una acuta preparazione culturale e politica. Ci pensi un dibattito fra la Rosi Bindi ed il cavaliere? non avrebbe da andare a Barcellona per prendere la cacaiola.
Ti saluto, caro Nanni; avevo preparato una lunga e precisa analisi clinica sulla psicopatologia di Berlusconi, sarà per un’altra volta. Abbiti i migliori auguri.

dal tuo dottorgiannoni.