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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - GENNAIO 2005

                     24/2/2005 - CONGRESSO DS

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di Aleandro Murras
UNA NUOVA SPERANZA PER L’ITALIA
Se si fosse in un Paese normale, con una stampa e una televisione normale, gli italiani, nei giorni in cui si è svolto il 3^ Congresso Nazionale dei Democratici di Sinistra con in simultanea il Consiglio Nazionale di Forza Italia avrebbero visto e constatato in diretta, che i DS, il Centro Sinistra, Prodi hanno un progetto per l’Italia e che Berlusconi non ha più sogni da vendere.
Dal confronto a distanza di questi due eventi, infatti, il Centrosinistra, i DS, Prodi emergono con un’immagine finalmente lineare, unitaria, positiva mentre, Berlusconi, con la sua assemblea convocata allo scopo di “oscurare” gli avversari, rimasto ad agitare spettri di comunismo con toni da telepredicatore invasato, è apparso di colpo molto piccolo, un nano politico non solo a confronto con i suoi avversari, ma accanto all’Italia, ai suoi cittadini preoccupati, ai suoi problemi che sembrano ormai sfuggire al controllo, accanto a operai e imprenditori che cercano di capire come mai non si vede il futuro, accanto a studenti, insegnanti, intellettuali, ricercatori che cercano di orientarsi nel vuoto, commercianti e piccole imprese a cui sfugge di mano il filo e il senso del contenitore Italia, dove la gente non compra, chi produce non vende, chi sa non può condividere il suo sapere, chi è bravo non può fare ricerca, chi costruisce non ha committenti o sostegni, mentre diminuiscono fino a sparire sicurezza e legalità.
In questi tre giorni si è ribaltata la situazione i DS, Prodi hanno dimostrato di avere progetti, visioni, soluzioni contro il declino italiano, per una nuova prospettive, un nuovo ruolo del Paese un sogno. Prodi il leader “riconosciuto” ha un sogno, dare un po’ di felicità al popolo italiano.
Berlusconi si è trasformato da “sorridente venditore di miracoli” in “profeta iettatore”; se vince la sinistra ha ripetuto e ha fatto ripetere all’infinito dai suoi in Italia regnerà “terrore, miseria e morte”. Ed il Berlusconismo si sa vince solo se riesce a vendere sogni non incubi, così è accaduto nel 1994, nel 2001, così è successo di nuovo con la promessa del taglio delle tasse, anche se in questo caso è bastato aspettare il 27 del mese per scoprire l’inganno.
Dal terzo congresso dei DS, invece, il senso comune dei potenziali elettori del centrosinistra, soprattutto dei più incerti, chiedeva maggiore unità e maggiore concretezza, e cosi è stato. I DS sono apparsi un partito in salute e in grado di sfidare Berlusconi e la destra. Sul piano dei numeri, innanzitutto.
Primo: l’ampia maggioranza che ha confermato il segretario del partito Piero Fassino e il presidente Massimo D’Alema dimostra che la profonda frattura del congresso di Pesaro è stata in gran parte ricomposta.
Secondo: leader molto amati dalla base come Veltroni, Cofferati, Bassolino, che tre anni fa non avevano votato la mozione Fassino- D’Alema, oggi fanno parte a pieno titolo del gruppo dirigente del partito e lo rendono molto più solido rispetto al passato.
Terzo: la minoranza che fa capo a Mussi e Salvi ha espresso contrarierà al progetto (approvato) di federazione con Margherita e SDI temendo la fine della Quercia e l’inizio del partito unico riformista; ma ha dichiarato i suoi no senza asprezze e lasciando aperta la strada alla gestione unitaria del partito auspicata da Fassino.
Quarto: la piattaforma politica illustrata da Fassino, il suo ancoraggio alla famiglia della socialdemocrazia europea, il nuovo welfare, il nuovo sapere, la formazione, la solidarietà, la pace sono apparsi condivisibili, quanto basta per attirarsi qualche critica di eccessiva genericità, ma nello stesso tempo per lasciare tutto lo spazio che serve a quello che sarà il programma dell’intera coalizione elaborato nella Fabbrica di Romano Prodi.
Il successo riscosso da Prodi è sotto gli occhi di tutti. Prodi si è affacciato al Congresso DS circondato dalla fama di leader in crisi, ostaggio dei partiti, in procinto di essere fatto fuori da un “probabile” complotto di dirigenti diessini, ne è uscito come leader indiscusso. L’applauso interminabile tributato dal congresso alle cose dette dal Professore vale più di qualsiasi investitura formale. Quando una personalità del mondo cattolico democratico può rivolgersi al popolo dei DS dicendo con la massima naturalezza “cari compagni”, vuol dire che il più è fatto, che il patto di governo tra il centro e la sinistra può rimettersi in moto.
Questo il significato profondo da cogliere dal congresso dei DS. Qualcuno ha osservato che a due mesi dalle elezioni regionali non poteva che essere un congresso elettorale; e nei congressi elettorali, si sa, tutti cercano di litigare il meno possibile. Ma se anche certi angoli sono stati smussati e certi personalismi sono rimasti nell’ombra davanti alla ferma determinazione di battere l’avversario e di vincere le elezioni, come non interpretare questo come un segno di piena maturità della sinistra italiana riuscita finalmente a scrollarsi di dosso quella fama di litigiosità e disunità che spesso in passato ne ha frenato le ambizioni?
Restano, certamente, alcune importanti questioni da risolvere e che il congresso DS ha messo tra parentesi. La richiesta, per esempio, di svolgere le famose primarie, la discussione tra i sostenitori e gli avversari della federazione riformista che investe l’intera coalizione e continua a creare forti sospetti nei partiti minori: Verdi, Comunisti italiani, Italia dei valori. Problemi, tuttavia, che la discussione avvenuta nel congresso DS fa apparire, oggi, meno difficili da risolvere. E che la vittoria alle prossime elezioni regionali potrebbe definitivamente scongelare. Ad un’Italia che andrà in massa a votare per paura dei “comunisti”, dopo averli visti governare per 5 anni, penso onestamente non ci possano credere più tante persone. Aleandro Murras