adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2005

                     12/5/2005 - DALL’E.I.A.R. alla R.A.I.

<<<

La libertà riconquistata
di Mauro Messeri

In occasione del 60° della Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo, ho ripensato spesso ai racconti dei miei colleghi tecnici della sede RAI di Firenze. Molti, purtroppo, non sono più con noi, ma nei lunghi anni di lavoro passati insieme - io ero tra i più giovani -, la loro memoria andava sovente al terribile periodo della occupazione tedesca - dall’ 8 settembre ’43 all’agosto ’44 - in cui la vita di un italiano valeva veramente poco, specie se impegnata a salvare altra gente oppure impianti e documenti che si presumeva importanti alla ricostruzione nel dopo-guerra. Interi trasmettitori radio, smontati, vennero infatti occultati alle ricerche dei tedeschi, sotterrandoli in terreni sulla via Bolognese, o nel sotto tetto della vecchia e gloriosa sede RAI di Piazza S. Maria Maggiore. I colleghi, alcuni dei quali si impegnarono poi direttamente nelle Brigate Partigiane per la liberazione di Firenze, mettevano piccoli, ma indispensabili, accessori degli apparati tecnici nelle borse, e furtivamente li portavano a casa. E’ facile immaginare quale pericolo corressero considerando che il palazzo - detto delle cento finestre - era presidiato dalla Feldgerdamerie tedesca giorno e notte.
Tuttavia questi rischi portarono ai lavoratori dell’EIAR - il nome RAI Radio Audizioni Italia - verrà nel dopo guerra -, da parte dei nuovi organi amministrativi e culturali insediati dal CTLN, un valoroso riconoscimento espresso anche dai comandi Militari Alleati. Un Maggiore dell’Intelligence Service USA, incaricato di coordinare il ripristino dei collegamenti radiofonici per l’Italia già liberata, quando a fine ’45 lasciò l’incarico, dette atto pubblicamente alla dedizione e competenza sulla attività dei colleghi di Radio Firenze. Una settimana dopo la ritirata delle armate naziste dal nostro territorio, la voce di un annunciatore poté trasmettere le testuali parole: “Qui è Radio Firenze. Questa è la voce di Firenze liberata. Alle nostre ascoltatrici e ai nostri ascoltatori, buon giorno....” Tanta gioia nei fiorentini ed anche un barlume di speranza per le popolazioni del Mugello e dell’Appennino, ancora costrette a subire le rappresaglie tedesche e fuggire al crepitio della mitragliatrice.
Intanto il radiocronista Amerigo Gomez e il tecnico Victor De Santis, che hanno registrato in “diretta” - su una apparecchiatura a disco, montata su un triciclo - le varie fasi dell’emergenza recandosi spesso in prima linea, decidono di concludere il loro documentario sonoro con le parole del Cardinale Elia Dalla Costa e il canto del TE Deum, durante una solenne celebrazione in un Duomo strapieno di popolo, nel mese di settembre. Alla memoria parteciparono anche molti soldati alleati di stanza a Firenze ormai diventata una sicura retrovia del fronte di guerra. Ancora per alcuni mesi, i più duri di un inverno rigidissimo, si combatterà sugli Appennini, finché le formazioni partigiane e i poderosi eserciti alleati non dilagheranno nella pianura padana per giungere il 25 aprile 1945 alla liberazione di Milano e quindi dell’Italia intera.
Anche la RAI che a Torino, nella mitica sede di Via Arsenale 21, aveva la sua “capitale tecnica” ripristinò finalmente i collegamenti dello intero Nord-Italia con il resto del Paese. A guerra finita venimmo a sapere che l’impegno e i rischi dei colleghi di Radio Firenze non furono casi isolati, ma da Roma fino a Milano il desiderio insopprimibile per rendere l’informazione libera e democratica, dopo vent’anni di retorica di regime, fece compiere i tanti lavoratori - dai più umili fino al dirigente - azioni di notevole responsabilità per garantire la pronta ripresa e il futuro consolidamento dell’Azienda RAI. Questo era lo spirito di servizio verso il Paese e i cittadini; era l’anima nuova del vero servizio pubblico.
Oggi l’attuale maggioranza di Governo, nel duopolio Mediaset-RAI, tende a penalizzare la TV di Stato privilegiando, in particolare nella raccolta pubblicitaria, la TV di proprietà della famiglia del Capo del Governo. Nel procedere alla privatizzazione, a mio avviso non convincente, sarebbe saggio che i governanti ricordassero quanto la RAI, servizio pubblico, ha operato per la crescita educativa e culturale degli italiani contribuendo, in un certo senso, all’unità della Nazione.
Un doveroso ringraziamento quindi per coloro, che nei duri anni della guerra e del dopo-guerra, si impegnarono affinché tutte le opinioni potessero confrontarsi anche con durezza ma democraticamente. La funzione del Servizio Pubblico, la sua diversità dall’emittenza privata, la sua legittimazione giuridica e politica, sta proprio in questa garanzia. Diceva Benedetto Croce:”....... la libertà al singolare esiste soltanto nella libertà al plurale.....”.
E’ soprattutto per questo che si sono battuti gli uomini liberi che hanno varato, quasi 60 anni orsono, la Costituzione della Repubblica Italiana.