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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2005

                     12/5/2005 - DOTTORGIANNONI

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’opinione

Caro Nanni

fra un numero e l’altro del nostro “periodico non periodico”, al quale, lo sai bene, metterei volentieri il nome “Il Sinistro ( un cazzotto che risveglia, soprattutto a sinistra)”, succedono troppe cose. Per dirne di tutte devo essere il più possibile telegrafico: Dunque:
Ormai non fanno più notizia le giravolte del ballerino presidente del consiglio il cui mestiere è prendere per i fondelli chi l’ascolta, vedi il proposito di venir via dalla guerra in Iraq (che chiama pace), vedi quella di volersi tirar fuori dalle prossime elezioni (voleva dimostrare ai fessi che niente avevano di politico) e non l’ha potuto fare quando si è accorto che in tutti i modi doveva fare il piazzista per salvare il salvabile.
Le spese militari ed il continuare di foraggiare l’inutile guerra irakena. Quando ci si accorgerà che le spese militari hanno lo stesso valore delle mignatte sanguisughe della medicina dei secoli scorsi? Con ciò che si spende inutilmente avanzerebbero i soldi per fare un proficuo stato sociale; ci sarebbero per aiutare il terzo mondo.
L’ultimo soldato morto in Iraq: a chi la vogliono dare a bere la loro verità di quella morte? Basta aver fatto il militare ed essere andato ai tiri per sapere che al poligono chi spara, se il fucile si inceppa, lo deve dare subito all’armiere, unico responsabile, nel poligono, delle armi. Meno male che quello era un sergente bene istruito, non sapeva che l’arma deve essere sempre puntata verso l’esterno del proprio corpo. Per cui o non era preparato o è stato il solito fuoco amico o qualche cecchino da lontano o si è voluto ammazzare, capita. Non mi consta che abbiano fatto l’autopsia. Quel povero babbo poi mi ha fatto pena, soprattutto per il suo vantato orgoglio di aver dato un figlio alla “patria”, un figlio che aveva sempre avuto la passione di fare il militare. Ci siamo in tanti modi a questo mondo! Io fui felice che il mio Luca facesse l’obbiettore di coscienza, imprestando i suoi occhi ad un poveromo che li aveva persi a causa della guerra e che il mio Daniele, pur facendo controvoglia il servizio militare, lo abbia fatto come infermiere nella “vasellina”. Credo che per quel padre e per quel ragazzo sarebbe stato meglio se il figlio si metteva a fare il fornaio insieme al babbo D’accordo, doveva lavorare.
Per me fare il militare non è lavorare, è diverso dal fare il carabiniere o l’agente di polizia o il vigile. E chi è per la guerra mi ricorda le feci di un portatore di emorroidi, feci ( ma il vocabolo adatto sarebbe un altro) verniciate di sangue.
Un fatto da ricordare con gioia fra questa copia e la
precedente: la liberazione di Giuliana Sgrena. Ero a Roma con la mia Betta a quella commovente dimostrazione popolare per la sua liberazione, andai a riscontrare il corteo alla Bocca della Verità, feci zoppicando l’ultimo tratto fino a Piazzale Clodio, eravamo, tutti, commossi e tristi, però pieni di speranza.
Ricordo la felicità all’annunzio della sua liberazione tramutata in dolore, sdegno, rabbia per la morte del liberatore, del povero Calipari cui rivolgiamo tutti un sincero, reverente omaggio . Ricordo la falsa indignazione di chi ci governa (l’impronta dignitosa di questo giornale col suo “aplomb” all’inglese mi impedisce di chiamarli col nome appropriato) sembravano indignati ed ora stanno supinamente accettando l’insabbiamento delle indagini dell’esercito americano.
A proposito degli americani. Sia chiaro: non è che siamo antiamericani. E’ che chi guida la politica americana (e il suo esercito) fa di tutto per stare sulle scatole (si fa per dire) a tutto il mondo: seminatori di morte, altezzosi, irresponsabili, spocchioni, tronfi e ben pasciuti, presuntuosi.
Alla tiritera infinita della malattia del Papa. Mi dovete comprendere. Sapete bene come mi sono espresso anche su questo giornale riguardo al Papa. Ora viene adoprato come fumo agli occhi, vollero darci a bere che veniva ricoverato per un mal di gola quando il suo male era un altro; una sceneggiata indegna. Tutto fa brodo specie in questo periodo elettorale, anche la sua morte per nascondere i problemi. Sul Papa comunque ti dirò le mie considerazioni nel prossimo numero del “Laburista”.
Un’ultima cosa, regalerò al Comune di Pontassieve venti caraffe di vetro e quaranta bicchieri di vetro per levare di torno (è l’augurio) l’acqua minerale ed i bicchieri di plastica se sono usati, dal Consiglio Comunale. L’acqua della cannella a Pontassieve è buona e bevibile, non c’è bisogno di spese inutili. Il dono lo porterai tu, Nanni, con una mia gentile e cordiale lettera di accompagnamento che potrai pubblicare nel prossimo numero.
Sono stato lungo anche se telegrafico. Succedono troppi fatti. Della cosiddetta riforma costituzionale meglio non parlarne.
Un ciao
dal dottorgiannoni