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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2005

                     1/7/2005 - PONTE A SIEVE

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IL PONTE A SIEVE TRA XIV E XV SECOLO: CENNI STORICI
di Laura Biagi

Pontassieve - Porta fiorentina

Nel 1356 il comune di Firenze istituisce il Vicario della Val di Sieve con il compito di ispezionare e mantenere l’ordine pubblico all’interno della zona. Con la stessa provvisione vengono eletti gli ufficiali incaricati di costruire un castello o terra in Val di Sieve o nelle vicinanze, senza, però, specificarne l’esatta ubicazione. La scelta cade sul Ponte a Sieve, in quanto provvisto di tutte la caratteristiche necessarie al progetto, prima fra tutte, la posizione. Da qui si dipartono, infatti, tre fra le più importanti vie di comunicazione: la strada per il Casentino, quella (alternativa) per la Romagna e quella per l’alto Valdarno aretino. I lavori di fortificazione del Paese iniziano nel 1357 per concludersi, dopo diverse interruzioni, nel 1373. A sottolineare l’interesse da parte di Firenze per questa terra, nel 1399, viene deciso che il Ponte a Sieve diventi sede di un mercato settimanale con un conseguente aumento dell’afflusso di persone, prodotti e, soprattutto, denaro.
Il Paese si presenta come una realtà prevalentemente contadina, impegnata soprattutto nella coltivazione di grano e viti anche se, dal 1427 al 1469, le attività commerciali andranno sempre più espandendosi e faranno la loro comparsa, al fianco di albergatori, merciai e fabbri, anche calzolai, barbieri, barlettai e tessitori. Dall’analisi dei vari Catasti notiamo che i lavoratori della terra sono tutti residenti al di fuori della cinta muraria e nel castello è presente soltanto un numero esiguo di artigiani insieme alla chiesa di Sant’Agnolo e all’ospedale di S. Maria al Ponte a Sieve (oltre ad alcuni immobili appartenenti al Comune di Firenze e all’ospedale di Santa Maria Nuova); tutto ciò farebbe pensare che lo spazio all’interno delle mura venisse occupato dalla popolazione soltanto nei momenti di maggior pericolo. Tale ipotesi è avvalorata dalle parole di Matteo Villani nella sua Cronica (Libro III, Cap. 45) […] E in questo medesimo tempo ne fece porre il comune una di nuovo al Ponte a Sieve di costa ove si dice Filicaia, la quale è più per ridotto d’una guerra che per abitazione o per mercato che vi si potesse allignare […].
L’importanza di questa parte di Contado è certificata anche dalla presenza sul territorio di alcune tra le più importanti famiglie residenti a Firenze che, oltre ad avere molti possedimenti nella zona, intrecciano numerosi rapporti lavorativi con i suoi abitanti. Famiglie come Cerchi, Martelli, Arnolfi, Adimari e Filicaia sono proprietarie di poderi, case, terre e, attraverso il contratto di mezzadria, forniscono opportunità di lavoro agli abitanti del luogo.
L’opera intrapresa dai fiorentini in Valdisieve, oltre ad attirare sul posto diverse persone e nuove attività lavorative, contribuisce ad una valorizzazione del territorio che porterà il Ponte a Sieve a trasformarsi da piccolo centro contadino a stazione commerciale in continua ascesa.
Fonti: Introduzione in Statuti del Ponte a Sieve, a cura di P. Benigni e F. Berti, Pontassieve, 1982; I documenti per la storia del territorio, in “Le leghe di Diacceto, Monteloro e Rignano” a cura di I. Moretti, Studi storici artistici, 1988; Francesco Martelli, La comunità di Pontassieve e i suoi lanaioli, Sansoni Editore, 1983; ASF.