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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2005

                     1/7/2005 - DOTTORGIANNONI 1

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L’opinione del dottorgiannoni
Caro Nanni BR>sembrerebbe che il berlusca ed il suo codazzo non vada più di moda, neanche in Sicilia, che è tutto dire, vedi gli ultimi ballottaggi nei comuni siciliani ( neanche a Catania c’è stato lo stesso entusiasmo d’un tempo), ma dalla parte politica cui vorrei tenermi si fa di tutto per far risuscitare chi sembra già morto.
Un dire per non dire e viceversa che dà il voltastomaco, che non fa capire un tubo, un uscire rinculando facendo finta di entrare in caserma (motivazione di una consegna militare), un armeggiare di alambicco, un continuo masturbarsi (vedi caro Nanni che so essere anche forbito e rispettoso della buona decenza). Una politica intrisa di politichese, incomprensibile ai più. Tra l’altro personaggi che hanno già portato a sconfitte elettorali sarebbe meglio che si fossero messi da parte. Sì, l’ho già scritto in passato, anche D’Alema, pur se devo riconoscergli una buona verve dialettica, anche Rutelli col suo parlare dalla lingua arrotolata, rotondo e curiale, dallo stile radicaleggiante (sembra che i radicali siano stati ad una scuola di dizione e di un particolare modo di esprimersi, sono copia l’uno dell’altro, con a capo Pannella, gli stessi aggettivi e verbi ridondanti che a me, non so se anche ad altri, fanno “calar ’e vuallere” come direbbe un napoletano).
Una politica di vecchio stampo che ha fatto il suo corso, un batti e ribatti stantio ed astioso che non guarda la sostanza. In fondo penso che fare un solo partito del centro sinistra mi sembra presto, meglio presentarsi separati in un’unica lista con i propri simboli cercando eventuali apparentamenti, (anche la “Margherita” mi sembra sia tale) e con un programma comune su cui si sia tutti d’accordo, anche minimo, (tanto per far meglio del berlusca ci vuol poco), capace di parlare alla gente su propositi concreti. Chiedo troppo?
A mio parere i DS, portano ancora il peso degli sbagli imperdonabili del vecchio P.C.I. e sono tanti. Non basta dire non siamo più comunisti ma socialisti (almeno nel nome, ma per me “Socialismo” ha un significato più alto, per me anche Boselli è socialista solo di nome) il nome non basta per cancellare di un botto il passato. D’altra parte il dire sempre del Rutelli di essere stato sempre anticomunista mi fa pensare in qualche modo al berlusca come anche, Rosi Bindi, che non vuol morire da socialista. Comunque neanche io voglio morire da democristiano, chiaro no? (E non mi si voglia nascondere che il sogno di tanti non sia quello di rifare la vecchia “madama”, lì per lì ero per dire “maitresse”)
Io penso ad un partito di sinistra senza capiclasse, senza “Pierini” presuntuosi (vedi in “Lettere ad una professoressa” della scuola di Barbiana), in cui tutti gli onesti, i capaci, i volonterosi, i desiderosi di pace e di giustizia possano trovare la loro casa, non gli scansafatiche, gli egoisti, i papponi e gli arrivisti, e che si possa stare insieme chi è più o meno moderato, in libertà e totale rispetto reciproco, a dibattere idee e progetti sociali con grande disponibilità di animo e poi mettersi al lavoro, coerentemente alle idee.
Non soltanto a cincischiare ipocritamente per assicurarsi poltrone. Tutto qui e non è poco.
Non mi dilungherò su Papi vecchi e nuovi. Su quello morto dirò che è sembrato più di apparenza che di sostanza. Un Papa di una casa vecchia ridipinta con colori pastello, di una chiesa vecchia che vorrebbe apparire giovane, sempre accentratrice, sempre censuratrice di teologia evangelica, sempre più curiale, sempre più “romana”, farisaica e bacchettona, che al posto di Romero mise un vescovo del l’”Opus Dei”, una chiesa di “Comunione e Liberazine”, una chiesa cui dicono di appartenere il cardinal Ruini, il Fini, il La Russa, lo Storace, il Gasparri, il Casini, il Pera, la Moratti ed il berlusca. Se la Chiesa è di costoro non è la mia, gliela lascio volentieri. Giovanni XXIII ha già cominciato a fare miracoli, presto lo faranno santo, è di moda rammentarlo anche alle sagre del cacio pecorino, tutto fa brodo. No comment su quello nuovo.
Ora parliamo di quattrini. In un paese che economicamente va male, non son io, che non mi intendo di economia, a dirlo ma illustri economisti e si ha il coraggio di sbraitare che chi prende mille euro al mese (e per tanti sarebbe grassa) costei e costui si devono contentare e non chiedere aumenti ma non si dice a chi prende dieci, venti, cinquanta, centomila e più euro al mese che deve diminuire la sua ingordigia Anzi son proprio certuni di questa genia a parlare alla gente, per farsi belli, che non si va avanti. Ipocriti!
Senza contare le spese inutili, che continuano, per ingrassare profittatori di tutti i generi e di tutti i colori. Sto scrivendo mentre a Roma si svolge la parata militare. Il costo? Costerà su dieci milioni di euro, sui venti miliardi di lire. Ci si può permettere? A parte che era bene sospenderla per degnamente piangere gli ultimi quattro militari morti in Iraq. La parata si svolge nella festa della repubblica che nacque nella speranza che non ci fosse più bisogno né di eserciti né di guerre. Io amo il mio paese ma non l’Italia dei muscoli come piace ai fascisti ma l’Italia della mente e del cuore. Ricordo bene cosa si pensava dell’esercito e delle milizie quando finì la guerra.
Spese inutili: è invalsa l’abitudine negli uffici pubblici, anche nei comuni diciamo, solo diciamo, di sinistra, di dare l’incarico della progettazione delle opere pubbliche ai privati (anche questa può chiamarsi mafia). Dove sono andati gli uffici tecnici dei comuni? Rinforziamoli, consorziamoli, se necessario, togliamo loro le insopportabili mansioni burocratiche che impediscono il lavoro scorrevole. Per rifare un marciapiede e mettere tre piante, levando quelle che c’erano ed erano un patrimonio pubblico, in via Garibaldi a Pontassieve, era giusto dover leggere sul cartellone che erano stati necessari tre o quatto architetti pagati certamente secondo le tabelle degli ordini professionali? E’ conveniente per noi cercare un posto di direttore in un ente pubblico o parapubblico agli ex sindaci, agli ex deputati e così via? E’ giusto che sindaci, assessori, deputati e consimili si taglino dalla torta il pezzo che desiderano senza controllo ? Nel decidere sugli aumenti c’è il vero “bipartisan”.
Oh, poter fare un referendum popolare!
Se ci leveremo di torno il berlusca chi dovrà governare l’Italia dovrà chiedere sacrifici, e che sacrifici, per rimettere in sesto la baracca. Voglio sapere con che faccia li chiederanno i nostri deputati che vogliono continuare a prendere quanto prendono. Ed alla mafia chi ci deve pensare?
La mafia, ora c’è anche quella russa da noi, non bastava la nostrana, impiega capitali enormi senza controllo per acquistare terreni, edifici, supermercati. Dappertutto. Ve lo siete mai chiesto il perché dell’aumento dei prezzi dei fabbricati? Non c’entrano nulla quei capitali fatti rientrare senza pagare il dovuto ed erano soprattutto delle varie mafie? I grandi mercati all’ingrosso da chi sono gestiti?
E’ solo l’italia dei disonesti che continua ad andar bene.
Ma ora devo levarmi un sassolino dalla scarpa, un sassolino entratomi a Pontassieve.
Caro Nanni, insieme portammo le brocche ed i bicchieri di vetro in comune. Era il dono per permettere a Pontassieve di servire da bere a chi avesse sete, nel consiglio comunale, l’acqua dell’acquedotto che a Pontassieve è bevibile. Come esempio ai cittadini, come invito al risparmio e come prassi per contrastare gli approfittatori vogliosi di monopolizzare l’acqua che deve continuare ad essere un bene pubblico, Accompagnavo il dono con la seguente lettera:
“Carissimo Sindaco”, non prendere questa mia iniziativa come una provocazione ma come un invito ad un atto di coraggio e di coerenza. E’ l’ora di non fare discorsi ma azioni sensate. Non bastano più le parole per convincere gli altri.
Mio fratello è solito dire che l’ortodossia deve corrispondere all’ortoprassi, parole che sembrano ostrogote. In parole povere: il credere a ciò che si pensa (l’ortodossia) deve corrispondere adeguatamente a cosa facciamo (l’ortoprassi).

SEGUE DOTTORGIANNONI 2