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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2005

                     1/7/2005 - MONTAGNA FIORENTINA

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di Stefano Prosperi*
IL PIANO DI SVILUPPO DELLA MONTAGNA FIORENTINA

Giovedì 12 maggio si è svolta a Sandetole (Dicomano) la 2° Conferenza di Programma della Comunità Montana Montagna Fiorentina. Intorno a questo ente oggi c’è un’attenzione e una considerazione molto positiva, segno che la scelta voluta fortemente alla fine degli anni 90, dagli amministratori e dalle forze politiche di questo territorio, in particolare i DS, fu una scelta coraggiosa e insieme saggia e lungimirante.
I protagonisti della vita pubblica e della società locale si sono confrontati, in questa sede, sulla Montagna Fiorentina che sarà.
Il dibattito sulle linee guida del Piano di sviluppo, l’atto fondamentale di programmazione della Comunità Montana, presentato dalla giunta, ha impegnato per mesi il nostro ente, gli amministratori, i comuni, le categorie, i sindacati, le commissioni consiliari. Si è sviluppata la discussione dentro e tra i partiti di maggioranza, in un percorso a mio parere giusto di partecipazione e condivisione delle scelte e dei progetti. Questo dato qualifica in modo positivo il lavoro svolto e fa sentire più “nostra” la CM.
I tre assi (Ambiente, Coesione, Innovazione) sui quali si basa il Piano hanno una loro concretezza e sono i veri assi di sviluppo della Montagna Fiorentina. Oggi la CM, strutturata in base alla legge come ente di secondo grado, ha una sua propria identità, che deve essere rafforzata e consolidata, ma che mostra un dinamismo inedito. L’ente è dotato di funzioni proprie, funzioni delegate, e gestisce insieme ai comuni alcuni servizi, facendo della programmazione e del coordinamento il suo punto di forza. È necessario che venga consolidato il sistema solido di relazioni che è stato felicemente individuato come sistema “ad anelli”: un nucleo fondamentale costituito dai comuni della CM, un primo anello di relazioni con i territori vicini (Mugello, Valdarno, il Sud-Est, la cintura fiorentina) infine il sistema socio-economico e produttivo della Toscana centrale (con Firenze capitale regionale, con la sfida importante dell’area metropolitana).
La necessità che oggi tocchiamo con mano, dell’unione tra le forze territoriali, tra i comuni, tra le comunità, per fronteggiare la crisi economica che stiamo passando, ma anche un nuovo sistema di relazioni che sta nascendo, che non è più solo tra piccoli e grandi, ma tra soggetti dotati di pari dignità, nella misura in cui funziona il sistema delle alleanze e delle relazioni. I soggetti pubblici e privati, le associazioni, le imprese, i sindacati, la società civile si riorganizzano e cambiano le proprie strategie, dimensionandosi a seconda delle esigenze, adattandosi ai tempi e alle sfide della società moderna.
La nostra zona, la Montagna fiorentina deve essere protagonista di questi tempi.
Come già veniva indicato nel documento conclusivo del Congresso dei DS della Valdisieve, nel marzo del 2002, bisogna ribadire che è stata intrapresa la via giusta. Quella di fare della coesione territoriale un elemento di valore. Oggi non sono più né comprensibili né convenienti le battaglie di retroguardia di neo-campanilismi comunali o territoriali. Il sistema di relazioni sta nella collaborazione tra zone contigue e affini, nel comune senso di appartenenza e nello sviluppo di sistemi di area vasta più competitivi. In questo senso la MF si può ritrovare a svolgere un ruolo centrale incardinata com’è tra la città e due territori “forti”, per diversi motivi, come il Valdarno e il Mugello.
La CM sarà sempre di più il luogo privilegiato dove i comuni elaborano e sviluppano le politiche di area, si trovano, si cercano, collaborano, mettono insieme le energie e fanno squadra, sistema, rete di relazioni, in vista di un comune scopo, sarà il luogo della programmazione e della gestione dei servizi associati, intesi come servizi ai comuni, alle imprese e alle persone, ai nostri cittadini. Questa è la sfida del futuro.
La CM diviene sempre più luogo ideale della sussidiarietà, dove si progettano e si concordano specifiche azioni per dotare tutto il territorio di una serie di servizi, a vantaggio delle aree più deboli, dove i comuni montani sono considerati come portatori di un valore aggiunto che è ambientale e che deve essere sociale, abitativo, produttivo di qualità della vita e dei servizi.
Ma nelle condizioni attuali, di una finanza pubblica che stenta a trovare le risorse per gli enti locali, per i territori, per i cittadini, anche i territori tradizionalmente forti hanno bisogno di unirsi di fare massa critica con i comuni limitrofi, di approfittare di una comunanza di valori di idee di programmi che sono stati sanciti alle elezioni dello scorso anno e fortemente premiati dai cittadini, che hanno sonoramente rifiutato il modello berlusconiano di governo, sia nazionale che locale, dove anche qui si stenta a capire quali siano le proposte delle destre per il nostro territorio. Questo ci onora come maggioranze politiche ma ci carica di una grande responsabilità.
La CM inoltre si inserisce nel sistema della programmazione regionale. Questo le dà un carattere di apertura, di spazio vitale e di considerazione, che non ci deve però fare perdere di vista la nostra dimensione, non piccola, ma che necessita di creare le alleanze e le relazioni di cui sopra.
Oggi il territorio si lega fortemente con le produzioni locali col sistema economico. Questi elementi si integrano e si devono reciprocamente rafforzare. È questa la sfida per competere sui mercati nazionale e internazionale. È la vocazione della MF. È per questo che si ha un forte bisogno di politiche omogenee, che siano parte di un complessivo disegno di sviluppo della comunità in cui viviamo e che rappresentiamo.
Questo discorso vale anche per il sistema di welfare locale per la coesione e l’inclusione, per le politiche sociali. Nei decenni passati sono state poste le basi per l’allargamento e la difesa dei diritti di cittadinanza dei lavoratori e delle classi sociali più svantaggiate. Oggi non dobbiamo essere avulsi dal mondo che ci circonda. Sentiamo fortemente la missione di ricercare e rispondere a quei nuovi bisogni che la società ci richiede, di rispondere a un mondo del lavoro che cambia a ritmi vertiginosi e che crea nuove sacche di povertà e di disagio. L’azione degli enti locali come prima emanazione della cittadinanza comunitaria della popolazione della MF è uno dei fattori decisivi per aiutare il superamento di una crisi che non vede soluzioni a breve termine. Siamo, e parlo come consigliere di un comune della MF (Pelago), i primi I governi locali non sono stati tradizionalmente sordi a questi stimoli, soprattutto nel nostro territorio. Credo che anche questo carattere evidenzi la profonda differenza tra le scelte nazionali e quelle locali che oggi ci troviamo davanti. Perciò abbiamo bisogno di un sistema pubblico coeso e di un sistema privato che stia dentro questo ragionamento portando le proprie specificità.
Nelle politiche pubbliche di questi anni, stimolate soprattutto dal nostro partito e nella stessa programmazione degli enti locali vi è questo disegno di integrazione. Per questo convince molto la progressiva integrazione dei servizi, con le opportunità che ci dà la regione, sulla gestione associata. Ma anche i temi dei servizi pubblici locali come la gestione dei cicli integrati di acqua e rifiuti sono un campo non distaccato da questo ragionamento e sembra che le ultimissime vicende in merito confortino queste affermazioni (accordo sulla gestione dei rifiuti dei comuni della Valdisieve e del Valdarno).
Come è importante sottolineare la questione della mobilità nel nostro territorio, che è soprattutto mobilità pendolare, come testimonia la recentissima indagine IRPET, alla base del Piano di Sviluppo della CM. Le infrastrutture hanno bisogno di uno scatto verso la modernizzazione dei collegamenti viari. È il momento per cogliere l’occasione di programmare e, dove serve, potenziare e realizzare insieme le infrastrutture che necessitano per il nostro territorio, come è stato già fatto negli anni scorsi: la strada statale 67, che deve essere completata con il collegamento tra S. Francesco e Dicomano, la nuova viabilità veloce Firenze-Pontassieve, ma anche il potenziamento dell’asse ferroviario, che nei prossimi anni avrà l’opportunità di divenire un vero collegamento metropolitano di superficie. Tutto questo lo possiamo fare nel rispetto del nostro territorio, consegnatoci dalle generazioni passate e che noi dovremo consegnare a quelle future modernizzato e preservato nelle sue bellezze, qualità ambientali e paesaggistiche.
Credo che vi siano gli strumenti per farlo, tutti insieme coerentemente e con il sostegno che meritano progetti “lunghi” e idee di ampio respiro come quelle che si colgono nella lettura del piano di sviluppo della nostra Comunità Montana.
*Consigliere CM Montagna Fiorentina
Segretario DS Valdisieve