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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2005

                     16/9/2005 - COSTITUZIONE ITALIANA

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di Matteo Bessi
“LA COSTITUZIONE ITALIANA: CHE NE AVVERRÀ?”
IL CONTENUTO DELLA RIFORMA



Il testo ha conosciuto, il 23 marzo 2005, la seconda delle quattro approvazioni necessarie perché possa terminare l’iter legislativo. Qualora questo fosse portato a conclusione nelle aule parlamentari è già previsto il ricorso ad un referendum, richiesto dagli esponenti dell’opposizione, perché l’ultima parola spetti ai cittadini italiani.

Si tratta di un Progetto di amplissima portata che va a modificare la stessa forma di Stato e di governo della nostra Repubblica emendando 41 articoli della nostra Costituzione.
Oltre a diminuire il numero dei componenti delle due Camere, sebbene rispetto alla precedente proposta essi tornino ad aumentare 170 unità, si muta la composizione del nostro Parlamento, che si costituirà della Camera dei deputati, che manterrà le caratteristiche dell’attuale organo e si occuperà essenzialmente ed in ultima istanza delle materie di interesse nazionale, e del Senato Federale della Repubblica.
Questa Camera sarà, nell’intento del progetto di riforma, rappresentativa delle autonomie territoriali ed avrà l’ultima parola nelle questioni ascrivibili essenzialmente alle materie di competenza regionale.
Per l’approvazione di una legge occorrerà generalmente l’assenso di entrambe le Camere, ma, in caso di conflitto e di mancato successo delle procedure di conciliazione, l’una o l’altra possono autonomamente decidere a seconda della materia oggetto di discussione.
Viene inoltre modificato il sistema di checks and balances nel rapporto tra gli organi del triangolo istituzionale deputato al procedimento legislativo.
Il primo Ministro vedrà aumentati in modo considerevole i suoi poteri, a scapito del Presidente della Repubblica e della stessa assemblea legislativa.
Il capo del governo avrà infatti, anche formalmente, il potere di nominare i Ministri e potrà chiedere ed ottenere dal Capo dello Stato lo scioglimento della Camera dei deputati che si vedrà “costituzionalmente” ) subordinata per l’intera legislatura al perseguimento degli obiettivi del programma sulla base del quale il Governo è entrato in carica, senza possibilità di discostarsene pena la fine del suo mandato.
Viene così impedito il coinvolgimento dell’opposizione in caso di crisi di Governo, dal momento che la proposta di un sostituto Premier può essere avanzata esclusivamente dalla maggioranza uscita dalle elezioni di inizio legislatura.
Per quello che riguarda la forma dello Stato, si attua la cosiddetta “devoluzione”, assegnando competenza esclusiva alle Regioni su quattro materie espressamente previste dall’articolo 117:
a) Assistenza e organizzazione sanitaria
b) Organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche
c) Definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della Regione
d) Polizia amministrativa regionale e locale.
Viene inoltre confermato il principio secondo cui la competenza residuale, quella cioè sulle materie non espressamente attribuite allo Stato, spetta alle Regioni.
Queste ultime dovranno legiferare esclusivamente nel rispetto della Costituzione e dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario; * viene infatti soppresso ogni riferimento agli obblighi internazionali e data semplicemente+ la possibilità allo Stato di intervenire nel caso di mancato rispetto di norme o Trattati internazionali.
Modifiche incorrono anche per ciò che riguarda le norme relative alla Magistratura,, con l’abolizione di ogni vincolo di natura tecnica per la scelta dei componenti il Consiglio superiore della magistratura di competenza del Parlamento, e alla Corte Costituzionale, con un mutamento sostanziale rispetto alla disciplina dell’attuale articolo 135, che prevedeva una ripartizione in egual misura dei quindici giudici tra Presidente della Repubblica, Supreme magistrature e Parlamento.
Le nomine spetteranno infatti per quattro giudici al Capo dello Stato, per altri quattro alle Supreme Magistrature, mentre i restanti sette sono designati dalla Camera e dal Senato Federale, in numero di tre e quattro rispettivamente.
Appare chiaro da queste due disposizioni la volontà di accentuare il carattere politico dell’organo di garanzia costituzionale del nostro Paese, a scapito della sua natura tecnica.
In conclusione di questa breve ma doverosa introduzione, mi si consenta una considerazione più propriamente politica.
Si vuole qui sottolineare il diverso atteggiamento della maggioranza di centro - destra nei confronti di due processi che possiamo definire di revisione costituzionale.
Quantomeno accidioso durante il processo di scrittura da parte dell’Unione di quella che dovrà essere, se entrerà in vigore, la sua Costituzione per il prossimo futuro. Il Governo ha condotto con disinteresse anche la fase della ratifica del Trattato, perché totalmente concentrato, la calendarizzazione al Senato della Repubblica parla chiaro, a portare a termine prima delle consultazioni regionali, su richiesta pressante della Lega Nord, il suo disegno di modifica Costituzionale, incurante e sdegnoso dell’assenza di quel comune sentimento costituente nel Paese che dovrebbe accompagnare ogni modifica della Carta fondamentale dello Stato.
Nel decretare la severa sconfitta della Casa delle libertà alle ultime elezioni regionali i cittadini hanno voluto anche certamente sanzionare metodo e merito di una riforma che inciderebbe profondamente sulla loro vita quotidiana.

) Si vedano, in tal senso, gli articoli 70.4 e 88.4 del Progetto.
* Giova qui ricordare che nel progetto originario presentato dall’On. Bossi questo parametro di legittimità degli atti non era contemplato.
+ V. Articolo 120.
, V. Articolo 104.


Fonte: “Quaderni del Circolo Rosselli” n 2/2005.