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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2005

                     8/11/2005 - Ventanni della Italo Calvino

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di Enrico Boni
Vent’anni della scuola elementare Italo Calvino

A Pontassieve tra gli anni Settanta ed Ottanta la situazione delle scuole elementari, come della scuola materna, sotto il profilo dell’edilizia scolastica non era davvero confortante: il paese cresceva con il rapido sviluppo dei Villini dove i nuovi palazzi erano presto riempiti da famiglie giovani con tanti ragazzi in età scolare.
Il vecchio edificio della scuola Edmondo De Amicis non aveva più aule disponibili e le nuovi classi trovavano ospitalità nei fondi sfitti, sparpagliati in tutto il quartiere sud.
Il primo assestamento giunse quando si liberarono i locali della Pretura in Via Tanzini e i fondi di Piazza Mosca con il trasferimento della scuola materna nella nuova sede di Piazza Maltoni.
All’inizio degli anni Ottanta la situazione era per così dire assestata con le classi del primo ciclo in Piazza Mosca e quelle del secondo nella ex-Pretura, tutte classi frequentate da alunni del quartiere sud.
Era un periodo politicamente caldo, con i cittadini che avevano ritrovato la voglia di partecipazione, espressa a livello locale dai Consigli di Quartiere e, sul piano scolastico, dalle rappresentanze dei genitori ai quali i Decreti Delegati, se non avevano offerto poteri, avevano almeno acceso gli entusiasmi.
Erano ambedue rappresentanze molto combattive alle quali non poteva sfuggire la situazione insostenibile per i ragazzi del quartiere, costretti a vivere il tempo scolastico in ambienti precari e fatiscenti.
Nacquero così i primi comitati di lotta, sostenuti dal Consiglio di Quartiere, martellanti nel sostenere con petizioni, manifestazioni, assemblee, incontri con le autorità locali, l’urgenza di una scuola di quartiere ove veder educare serenamente i propri figli.
Quando la decisione fu presa dall’Amministrazione Colturale, non ci volle molto tempo per vedere l’opera realizzata, anche se con molti limiti strutturali e certamente non esemplare sotto il profilo architettonico e funzionale, certamente però adeguata allo stile urbanistico della zona.
L’anno scolastico 1985/86 segnò la realizzazione di un desiderio represso per molti anni con piena soddisfazione di tutti, dagli insegnanti che finalmente avevano una struttura in cui programmare nuove attività, ai genitori che avevano i ragazzi ad un passo da casa in una situazione tranquilla e sicura, per finire agli alunni che imparavano a conoscere il senso di appartenenza di un ambiente che era tutto loro e per loro.
La scuola fu battezzata con il nome dello scrittore Italo Calvino e si mise in mostra immediatamente per il coinvolgimento che fu creato con mostre e manifestazioni a cui partecipava tutto il quartiere.
Fu la prima scuola nel centro di Pontassieve a dar vita ad una sezione a tempo pieno, rispondendo ad una richiesta che era stata pressante, ma inascoltata, da diversi anni e, quando la Legge n. 148, fu introdotta la novità dei moduli, mentre alla De Amicis, a Sieci, a San Francesco di Pelago, ci si affrettava a smantellare il tempo pieno, fu l’unica a mantenere i due indirizzi proprio per rispondere alle esigenze di una scuola di quartiere.
Questa scelta però fece aumentare la pressione esterna, derivata anche dal fatto che gli alunni di Rosano, con la chiusura della loro scuola, venivano portati tutti alla Calvino, tanto da farla divenire, come la definivano scherzosamente gli insegnanti, un centro d’accoglienza per tutti quegli alunni che competevano ad altre sedi scolastiche e le cui famiglie, per esigenze di lavoro, avevano bisogno di collocarli fino alle sedici e trenta.
Il resto è storia recente: con un voto prima del consiglio interclasse, poi del Coniglio di Circolo, la scuola Calvino è totalmente a tempo pieno, con l’esaurimento (esce quest’anno l’ultima classe) delle sezione a moduli.
Rispetto alle prospettive iniziali ciò che è cambiato sta nel fatto che non è più la scuola del quartiere sud, anche se più della metà degli alunni hanno questa provenienza; oggi gli scuolabus portano ragazzi di Rosano e dintorni e dal quartiere nord, mentre bambini dei Villini fanno il tragitto inverso, con maggiori costi e disagi per le famiglie e la collettività.
Ma il problema maggiore è per la scuola non più adeguata alle esigenze che i programmi imponevano ed impongono, perché dentro ci sono soltanto aule e corridoi, nonostante gli sforzi compiuti dagli operatori per adattare gli spazi ad altre attività, ma il problema maggiore resta quello della mensa dove più di duecento ragazzi della scuola elementare devono mangiare in uno spazio ristretto e in fretta perché dopo poco è il turno della scuola media.
Comunque nei suoi primi venti anni la scuola Italo Calvino ha dato buone prove sotto tutti i profili; l’augurio è che continui a formare le giovani generazioni con lo stesso fervore con cui ha agito fino dall’inizio nonostante i problemi vecchi e nuovi che incontra nel suo cammino