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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2005

                     8/11/2005 - CULTURA IN TOSCANA

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di Mariella Zoppi*
Obbiettivi e programmi culturali per la Toscana

Le politiche culturali della Regione Toscana hanno già assunto da diversi anni un profilo dinamico ed innovativo capace di ben rappresentare il confronto con la realtà nazionale, con l’Europa e con il mondo. Sono almeno tremila anni che la nostra terra si pone come uno dei principali crocevia del “traffico” di idee, di linguaggi, di popoli diversi, ed ogni “mutazione”, ogni nuovo apporto ha sempre contribuito ad arricchire la nostra identità, affinando, in particolare, la nostra specialissima abilità nel tradurre il pensiero in opere d’arte universalmente ammirate. E non parlo soltanto dei capolavori che mai finiamo di scoprire nelle chiese maggiori, nei musei o nei magnifici palazzi dei signori, ma anche delle mura di un castello, delle cantine di una grande fattoria, delle piazze in cui si tengono i mercati, delle biblioteche, dei teatri dove risuonano da secoli le note, il canto, le risa di un pubblico festoso.
tradizione, è l’eredità di un passato straordinariamente prodigo di ingegno e di bellezza. Un bene che va doverosamente tutelato, recuperato con cura sempre maggiore e studiato sempre meglio. Ma oggi, l’impegno delle Istituzioni, e in primo luogo dell’Assessorato alla Cultura Regionale, è far crescere la partecipazione dei cittadini, estendere al massimo il contatto con l’esperienza artistica, affiché si moltiplichino le occasioni per comprendere i movimenti, gli intrecci, le contraddizioni, così come le grandi speranze che animano tutti gli uomini.
Per fare questo, oltre che collaborare, come spesso avviene, con le tantissime associazioni culturali che nelle province e nei comuni promuovono mostre, festivals, ricerche storiche, rappresentazioni sceniche, dobbiamo guardare alla Toscana come ad un laboratorio in cui si definiscono stabili obiettivi di sistema, sviluppando, in ogni settore, una forte attenzione alla contemporaneità, alla necessaria interazione tra presente e passato, praticando una concezione della cultura come terreno in continua trasformazione, un “ipertesto” in grado di innescare progetti di conoscenza e di sperimentazione.
Gli interventi previsti ed attuati dalla Regione Toscana nel settore della cultura tendono quindi ad assumere forti connotazioni di “processi di rete”: la rete bibliotecaria, le reti museali, la rete per l’arte contemporanea, la rete dei centri interculturali, il circuito dei piccoli teatri, il coordinamento del teatro in carcere. Reti policentriche, aperte, in espansione, che ci consentono di rispondere a quel diritto fondamentale di cittadinanza che è il diritto alla cultura.
Lo stesso sito web dell’Assessorato alla Cultura (www.cultura.toscana.it) è stato ripensato in funzione di questo orientamento complessivo della politica culturale regionale, e solo nell’ultimo anno i visitatori sono stati più di 400.000, grazie all’inserimento delle banche dati ed ai servizi in rete (libri, musei, arte contemporanea). Con gli stessi obiettivi, è stata incrementata e qualificata la produzione editoriale dell’Assessorato, con la pubblicazione di una rivista trimestrale “Culturae”, e lo sviluppo di collane al servizio dei diversi processi culturali: oltre cento libri, dagli inventari alle guide, dagli itinerari ai repertori, che possono essere richiesti direttamente all’Assessorato alla Cultura.
Conoscere e far conoscere: ogni operazione finanziata è stata improntata a questo principio. Diffusione e condivisione del sapere: questi sono gli obiettivi principali che abbiamo perseguito attuando una politica di decentramento culturale che ha interessato tutta la Toscana.
C’è un dato che mi fa molto piacere richiamare: il monitoraggio delle attività svolte nel settore dello spettacolo nel corso del 2004 non solo dà conto del maggiore sostegno della Regione alle nuove produzioni, che ha interessato più di 1.500 progetti, ma rivela un indotto occupazionale che tocca circa 12.000 persone. Sottolineare questo indice occupazionale serve a dimostrare, se ancora vi fossero dubbi, che lo spettacolo non è solo cultura e divertimento, ma genera lavoro. E questa non è un’occupazione di basso profilo, è colta, creativa, intelligente, che ci aiuta a pensare ed a riflettere, che ci accompagna nella nostra partecipazione alla vita sociale e democratica, forte di un sistema che, nella regione, si fonda su quasi 200 teatri attivi, dei quali oltre la metà ha compagnie residenti.
E visto che parliamo di numeri, non posso non ricordare che la rete delle biblioteche toscane di pubblica lettura riunisce 269 unità e che ad esse sono collegate le biblioteche universitarie e quelle dei maggiori Istituti di cultura, con le quali condividiamo una politica comune di acquisto di periodici specializzati ed il prestito a distanza, esteso, grazie al finanziamento regionale, a tutta la Toscana. Le nostre biblioteche stanno cambiando, non sono più solo centri di conservazione dei libri, ma sono diventate centri di aggregazione sociale e culturale. Per tutti: studenti, ricercatori, bambini, donne, anziani.
Non meno importante è la costruzione – ancora in atto – della rete dei musei. Un’impresa “colossale”, visto che parliamo di oltre 500 fra musei, gallerie e raccolte. La Regione siede al Tavolo istituzionale a fianco del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e sul territorio sono state avviate molte azioni per arrivare a “sistemi operativi” (biglietti unici, informazioni ed orari coordinati etc.) fra istituzioni pubbliche, statali o di ente locale, ecclesiastiche e private. La verifica e la messa a punto degli standards museali a cui stiamo lavorando conferirà al sistema toscano un imprimatur di qualità e di sicurezza di livello europeo. È un lavoro lungo e impegnativo: ad oggi solo il 2% dei musei toscani è in regola con gli standards ministeriali, ma i progetti in corso di attuazione sono molti e soprattutto c’è un’adesione convinta alla necessità di formare un sistema basato sull’alta qualità dei servizi offerti.
Tra i migliori esempi di una Toscana contemporanea ed aperta al confronto e al dialogo interculturale ricordo PORTO FRANCO, lo strumento più duttile e sensibile ideato dalla Regione per indirizzare, promuovere, creare modalità inedite di comunicazione tra mondi solo in apparenza distanti o contrastanti. La “poetica” di PORTO FRANCO, un progetto avviato nel 1999, ricerca soprattutto l’incontro tra persone, linguaggi, esperienze, identità. Le tematiche scelte sono trasversali: dall’urbanistica all’ambiente, dalla sanità alla formazione, dalla vita degli immigrati al confronto generazionale e di genere. Interventi “di frontiera”, condotti su terreni sui quali sono ancora in pochi a spingersi, forse nel timore di smarrire le poche certezze su cui possiamo ancora contare.
Tutte queste cose non si possono fare da soli. Ma con l’aiuto e la collaborazione costante degli enti locali e dei soggetti interessati alla valorizzazione e alla crescita del territorio è stato possibile impostare una politica capillare di interventi diffusi, raggiungere ottimi risultati e definire realistiche prospettive di sviluppo anche in un momento in cui le risorse pubbliche sono più limitate.

Mariella Zoppi
*Assessore alla Cultura della Regione Toscana