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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2005

                     24/12/2005 - SANITA' A RISCHIO

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Dalla riforma della Costituzione, avremo 20 servizi sanitari.
Il 16 novembre scorso: una data da segnare sul calendario.
Con i soli voti del “Centro-Destra” il Senato della Repubblica ha approvato in ultima lettura, la riforma Costituzionale con la modifica di ben 55 articoli, salvo una bocciatura da parte degli italiani che dovranno dire si o no alla nuova Costituzione con un referendum. Di questa e le sue implicazione ne abbiamo parlato ampiamente, sempre su questo giornale, nel numero di agosto scorso. Oggi vorremmo soffermarci su alcuni aspetti di questa riforma, in particolare, l’esclusiva competenza alle Regioni su quattro materie, e nel merito sulla materia riguardante, l“Assistenza e organizzazione sanitaria”. Questa competenza porterà alla nascita di venti servizi sanitari. Uno diverso dall’altro.
Nel 1978 dopo un ampio dibattito e il via libero del Parlamento nacque nel nostro Paese il Servizio Sanitario Nazionale. A distanza di 27 anni, pur con lacune e contraddizioni funziona ancora, anche se l’Italia è in coda a quasi tutti gli altri partner europei sia come spesa pro capite, sia come percentuale sul prodotto interno lordo. I princìpi ispiratori del Servizio sanitario nazionale, universalismo delle prestazioni e solidarietà, nella loro attuazione, dovevano superare le discriminazioni, garantendo il diritto alla salute ad ogni cittadino secondo criteri di equità sociale ed uniformità del servizio da erogare. I princìpi sono diventati un correttivo, evitando che le differenze economiche fossero discriminanti a danno dei meno abbienti. Le linee nazionali in materia, hanno fatto in modo che i divari tra Nord, Centro e Sud, non risultassero incolmabili e il Servizio nazionale sanitario ha frenato la divisione della sanità in serie A, B e persino C. Non sono scomparse le differenze nelle prestazioni tra le varie zone, tuttavia lo sforzo è stato fatto sempre nel cercare l’equilibrio. Ebbene con questa riforma, rischiamo veramente di avere in futuro tanti servizi sanitari, quante sono le Regioni.
Questo rischio sarà concreto al momento che le Regione gestiranno in proprio le risorse economiche. Di conseguenza le zone più ricche d’Italia potranno camminare con le proprie gambe, senza dover aspettare interventi e decisioni statali; mentre le Regioni più povere saranno in grandi difficoltà per assicurare la stessa assistenza a tutti i residenti.
Federalismo non è sinonimo di egoismo, bensì di decentramento: di poteri, funzioni e risorse alle Regioni.
Mentre nella legge approvata si intravedono invece effetti disgreganti per il Paese. Stabilire per legge che alcuni cittadini (che vivono in Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia) saranno avvantaggiati rispetto agli altri di altre Regioni, come pure la stretta della Finanziaria 2006 sulla mobilità dei pazienti verso il centro nord del Paese, produrrà effetti devastanti per molti cittadini.
Giovanni Casalini