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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2005

                     24/12/2005 - L'INTERNAZIONALE SOCIALISTA

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di Valdo Spini
L’Internazionale
socialista e il partito del socialismo europeo


Non capisco veramente il perché si sia accesa una specie di “delenda carthago” sull’Internazionale Socialista e sul Partito del Socialismo Europeo.
Nella condizione attuale del mondo di oggi non si può chiedere a queste organizzazioni più di quelle che possano dare, e quindi, esse non sono sostitutive di altre iniziative che possano e devono essere effettuate verso i democratici americani e altre forze. Ma l’Internazionale Socialista costituisce tuttora la più grande organizzazione non religiosa del mondo, mentre il Partito del Socialismo Europeo rappresenta un punto di riferimento importante per tutta l’opinione pubblica del centro-sinistra nel nostro continente. Lavorare per allargare, completare queste organizzazioni è senz’altro giustissimo, ma la richiesta di uscirne ha solo un sapore provocatorio, evidentemente giocabile sullo scacchiere della politica domestica, per provocare divisioni laddove invece abbiamo bisogno di unità.
Quanto al nome socialista, certo nel tempo se ne sono fatti degli usi del tutto impropri, ma questo purtroppo è avvenuto anche per altri nomi gloriosi, come quello di democratico o di liberale.
In realtà il nome socialista, se correttamente inteso, rappresenta un impegno implicito, un messaggio etico a non accontentarsi dei rapporti di forza democratici, ma di porre come priorità i diseredati, gli svantaggiati, quelli che hanno bisogno di idonee condizioni politiche e sociali per sviluppare la loro iniziativa nella loro personalità. Rinunciare al nome socialista è rinunciare a questo messaggio.
Non credo che nessuno possa farlo a cuor leggero, se non in una condizione tale da garantire che i principi sottostanti a questo nome vengano realmente garantiti.

In questo senso, la scelta dei cittadini nelle Primarie del 16 ottobre scorso e’ stata una scelta di unità e di partecipazione. Di unità, però, non significa ricominciare una dialettica e una diatriba che tanto ha torturato in questi mesi le forze di centro sinistra. Di partecipazione significa che non si può disinvoltamente saltare a piè pari il patrimonio di consensi e di militanza che, nel bene e nel male, ciascun partito ha saputo in questi anni esprimere.
La lista comune Ds-Margherita costituirà la forza che con più convinzione e più chiarezza sosterrà Romano Prodi e il suo programma. Cerchiamo, allora, di portarla ad un successo limpido e chiaro in modo da poter rappresentare quel baricentro di cui l’Unione ha bisogno per poter gestire con efficacia il Governo del paese dopo aver vinto le elezioni.
La sinistra democratica italiana si riconosce nell’unità dei riformisti, la auspica e lavora per essa. Ma la sua radice socialista europea non è qualcosa da svellere. E’ qualcosa da valorizzare. Non è del resto qualcosa di chiuso. Non fu senza significato che quando i partiti socialisti governavano almeno 11 paesi su 15 dell’Unione Europea, fu proprio Romano Prodi ad essere designato a presidente della Commissione Europea con un sostegno deciso e senza particolari problemi.
Le radici socialiste europee, di un socialismo democratico e liberale costituiscono un patrimonio che, come tutto quanto è umano, può evolversi e svilupparsi. Non costituiscono, però, un gravame da cui è necessario liberarsi per poter fare efficacemente una politica di centro-sinistra. Non lo sono state per Blair, per Schoreder e per Zapatero. Non lo sono per i Ds. Proprio questo è stato riconosciuto in sede congressuale con l’adozione del nuovo simbolo del partito. E non lo vogliamo certo dimenticare adesso.
Valdo Spini