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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2006

                     4/3/2006 - RIFIUTI, IMPATTO POLITICO…..

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di Enrico Boni
Prima o poi, dice un vecchio detto popolare, i nodi vengono al pettine e in questo caso non sono nodi da poco perché si tratta dei rifiuti, un problema al quale da oltre venti anni nella provincia di Firenze non si riesce a dare una risposta adeguata.
Ripercorrere la storia di un percorso spinosissimo sarebbe troppo lungo; meglio allora soffermarci sull’attualità e sul nostro orticello che come tutti sanno è situato in Selvapiana, si chiamava volgarmente inceneritore, si chiamerà termovalorizzatore perché trasforma il calore in energia elettrica e ci libererà dall’ingombro dell’immondizia per almeno vent’anni.
Ma, come tutte le medaglie, anche questa ha un rovescio, anzi molti punti poco chiari a cominciare dalla filosofia che sta dietro e che determina le dimensioni e i metodi di approvvigionamento della materia prima.
Da quale speculazione scaturiscono le 70.000 tonnellate annue quando la produzione attuale di rifiuti, al netto delle raccolte differenziate non arriva a 50.000, tanto più poi se il proponimento conclamato è quello di intervenire sulla produzione all’origine dei rifiuti e di incrementare le raccolte differenziate almeno fino al cinquanta per cento?
Se poi a ciò andrà ad aggiungersi un’ulteriore selezione dell’indifferenziato nell’impianto di Terranova Bracciolini, partendo dal dato che a regime il termovalorizzatore dovrà contare almeno su 65.000 tonnellate di rifiuti, viene da chiedersi da dove verrà il quantitativo necessario per colmare la differenza.
La seconda conclusione, certamente approssimata perché se, come dovrebbe avvenire per la trasparenza obbligatoria delle istituzioni e delle loro società, non vengono fornite informazioni complete c’è la costrizione a ragionare per ipotesi, porta a cattivi pensieri rispetto ai propositi di riduzione della massa di rifiuti che è una bandiera ormai più logora e perforata di quella del Settimo Cavalleria di Fort Apache.
Oppure, al solito, i tecnici mettono le mani avanti, come nel primo Piano Provinciale che è datato intorno al 1985 e che era tarato su una produzione di rifiuti pro-capite raggiunta dopo venti anni, al lordo però delle raccolte differenziate che allora erano ancora una pia illusione!
Altro motivo di perplessità, dato che altri si occupano e si preoccupano soprattutto delle conseguenze ambientali, problema non secondario ma da affrontare con maggiore razionalità e mettendo in campo non solo l’inceneritore ma tutta la filiera dalla raccolta alla destinazione finale, è costituito dalla complessità del sistema con i viaggi di andata, ritorno e ritorno per e da Terranova.
Il costo economico ed ambientale di questa operazione (almeno a vedere le cifre stimate sul Piano Provinciale c’è da rabbrividire) porta veramente a quello che è l’obiettivo di fondo, insieme all’autosufficienza di bacino, che giustifica la realizzazione di un impianto di quelle
dimensioni, cioè la riduzione dei costi di gestione, il difetto
più grosso dell’attuale impianto?
Con un riferimento alle discussioni del decennio ’85 – ’95 molto più approfondite in tutte le istanze, dai Consigli Comunali, dai partiti e dai cittadini, il livello del dubbio resta molto elevato anche per il fatto nuovo che nel frattempo si è verificato con le Aziende che sembrano avere assunto l’onere delle proposte su argomenti d’interesse generale, nella consapevolezza che la logica aziendale segue per sua natura vie meno democratiche rispetto alle aspettative dei cittadini-utenti i quali però, specialmente ora che si annuncia imminente il passaggio da tassa a tariffa, sono quelli che pagano a totale copertura dei costi anche per eventuali scelte poco felici.
In queste brevi righe sono poste apparentemente poche domande, ognuna delle quali apre un tema da sviluppare molto ampio con richiami ai mille problemi annessi e conseguenti; ragioni di spazio impediscono di approfondire o di argomentare in forma più esauriente, ma la speranza è che questo possa servire non tanto ad aprire un dibattito quanto ad avviare, punto per punto, un dialogo tra eletti ed elettori in un rapporto corretto e non gravato da pregiudizi e sospetti.
Sembra opportuno quindi che i nostri Amministratori, ai quali abbiamo dato fiducia appena un anno fa, non si limitino ad affermare che il nuovo impianto era scritto nel loro programma ma ce lo descrivano in modi comprensibili e motivati, con tutti gli annessi e connessi, e si muovano, al di sopra di affermazioni tanto generiche quanto ovvie, per far fronte a richieste anche esasperate sul versante dell’impatto ambientale e dell’impatto economico portando a conoscenza di tutti dati e conti non approssimati; infine che non recitino la parte delle mosche cocchiere nelle provincia, dato che da vent’anni la crisi fiorentina si è sempre scaricata in quello che una volta era chiamato il contado.
Enrico Boni