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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2006

                     4/3/2006 - DOTTORGIANNONI

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L’opinione
Caro Nanni

riprendo dall’ultima lettera, volutamente concettosa, che alla fine stancava dato il contenuto, che riuniva concetti già svolti qua e là nelle mie lettere.
Avrei voluto parlare, in quel “caro Nanni”, anche dell’essenza della democrazia ma avrei oltrepassato lo spazio concessomi. Bene: voglio qui ora affermare che democrazia non vuol dire soltanto andare a votare. Anche in U.R.S.S. si andava a votare, anche negli U.S.A. si va a votare. E’ democrazia quando lo stato (democratico) ed il governo sa offrire ai cittadini la preparazione e la possibilità di sapere giudicare e scegliere, coscientemente e razionalmente, i programmi ed i candidati, di valutare l’operato del governo in carica riguardo i propri diritti, i propri interessi, i propri bisogni.
A tale scopo serve una stampa ed una televisione seria, autonoma e libera ma soprattutto che il livello politico-culturale del popolo sia sviluppato adeguatamente allo scopo di raggiungere la prassi democratica.
Se un governo, come l’attuale, fa di tutto per rendere la scuola e la giustizia prone e succubi ai propri voleri ed alla prepotenza degli interessi politici, economici e giudiziari della classe che detiene il potere e fa di tutto per banalizzare, per abbrutire la coscienza della gente, vedi ciò che la televisione propina, ad esempio “il grande fratello” e “l’isola dei famosi”, vere palestre di stupidità (e chi guarda queste trasmissioni dimostra di essere veramente cretino e stupido), un governo che basandosi sull’infimo livello culturale, volutamente indotto, cerca di far credere vera la bugiarda reclame che sta facendo, non può dirsi rappresentante della democrazia.
Un grande uomo che fu anche grande uomo di cultura, San Paolo, ebbe a dire: “La verità vi farà liberi”. Senza verità non c’è libertà.
Libertà. Parola abusata, specie da tanti malfattori che l’intendono come passaporto ai loro biechi disegni e interessi, specie quando diventano capi di governo. “Noi siamo per la libertà” sbraitano ad ogni piè sospinto mentre mettono alla fame i non abbienti, mentre insultano chi non accetta i loro soprusi ed i loro inganni. La pornografia parla di libertà.
Libertà. Parola invocata ipocritamente per poter fare i propri comodi ed i propri interessi, calpestando istanze etiche. .
So di suscitare dissenso ma lo affermo ugualmente. Ci sono azioni che non possono essere fatte (e non mi si dica che è illiberale, non mi si parli di censura); non è ammissibile invitare a rubare, imbrattare con scritte inutili muri magari imbiancati da poco, fare i propri bisogni corporali in un luogo pubblico, in un museo, in una Chiesa, accettare comportamenti contrari al senso comune della decenza (ad esempio mettersi ad avere rapporti sessuali in pubblico non può essere ammissibile), cosiccome usare la televisione per invogliare alla imbecillità, alla brutalità, per fare pubblicità ingannevole, non può essere accettata. A tal proposito sarebbe indispensabile fare seguire allo spot pubblicitario ingannevole uno spot che dimostri l’inganno (penso alla réclame che mette in evidenza una immagine grafica di germi che poi scancella volendo illudere che lo stesso effetto l’abbia il prodotto pubblicizzato).
Cioè una civile convivenza ha bisogno di un regolamento etico. Una società civile che voglia essere democratica nel rispetto di tutti.
Detto questo mi viene da pensare che la società civile, che deve essere laica, non ha bisogno di interventi esterni, che spesso mascherano interessi di potere. Senza mezzi termini parlo, come ben capisci, caro Nanni, delle continue ingerenze nella vita civile della Chiesa cattolica.
Su questo argomento, tenendo conto di come parla il Vangelo, devo concludere che i massimi esponenti della Chiesa cattolica sembra proprio che non abbiano letto il Vangelo, che nel loro modo di fare seguano idee non proprio evangeliche, forse da sempre.
Ma lasciamo il passato, voglio ricordarti fatti ai quali anche noi abbiamo assistito.
Per le elezioni del ’48 Pio XII scomunicò i comunisti, Eppure nel Vangelo c’è scritto: “Beato chi ha fame di giustizia”. Tuo babbo ne soffrì tanto perché essendo buon cristiano ma anche affamato di giustizia e comunista vide quella condanna come un oltraggio ed un tradimento. Sì, anche un tradimento perché il Vangelo è la più dura condanna contro i ricchi ed i potenti. Ma da sempre i ricchi hanno lasciato i loro beni in eredità alla Chiesa cui tiene tanto, i poveri non hanno beni da lasciare.
Vedemmo, a suo tempo, con chi si schierò la Chiesa ufficiale nella faccenda di Don Milani con i cappellani militari; eppure il Vangelo parla chiaro in fatto di guerre, eppure don Milani citava, nella sua difesa, sia fatti storici sia dettami evangelici La stessa cosa si può dire oggi, a proposito della guerra in Iraq, Con chi sta il cardinale Ruini? Ma anche il Papa; perché non scomunicò sia il berlusca che Aznar al quale quando andò a fargli visita in Vaticano prima della guerra, gli fece addirittura un dono? Io e te, come tanti altri, abbiamo visto in Chiesa i gagliardetti fascisti benedetti dai preti.
La Chiesa cosa vuole? O cosa crede una certa Chiesa che ci siamo dimenticato di tutto? Che ci siamo dimenticati che di solito i parroci proprietari di terreni erano scritti alla Associazione dei padroni? ( tra l’altro si diceva: “ Siamo come ci vedete – scalzi, ignudi e contadin d’un prete”, per indicare lo stato di estrema indigenza).
La Chiesa deve sapere che tutti siamo contro l’aborto, tutti sappiamo che la maggioranza delle donne, anche se abortiscono, ne soffrono, Ma certi preti e certi cattolici che rispolverano certe questioni per non far pensare a problemi più urgenti, che in qualche modo li toccano, su quelle questioni fanno terrorismo psicologico, non si ricordano delle parole di San Giovanni; “La misericordia di Dio è più grande del nostro cuore”.
E la stessa cosa si dica per il divorzio. Lo dicano al berlusca ed a Casini, che si professano tanto ossequienti alla Chiesa. (Di Casini non ne parliamo; si vuol far vergine dopo essersi prostituito al berlusca per cinque anni!) Come vedi, Nanni, non parlo in modo indecente come forse sarebbe appropriato..
Per la Chiesa un tempo c’era solo lo spettro del quinto comandamento specie per noi ragazzi (tramite il quale faceva il solito terrorismo psicologico minacciando inferno e malattie) e non c’è il “non rubare”, (vedi l’attuale difesa di Fiorani e di altri, non imputabili perché sono “ottimi cattolici”; Dio ci salvi dai buoni cattolici, verrebbe da dire).
Tutto il trionfalismo della Chiesa e la sua ingerenza puzzano. O nel Vangelo non c’è scritto: “Dai a Cesare quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio”? O non c’è scritto che i seguaci di Cristo devono essere “come il lievito, come il sale”? “Cosa avverrà se il sale diventa scipito?” Quel che avviene ora: ad una certa Chiesa non dà retta nessuno, è una nullità. Eppure il Vangelo ha una carica dinamica irresistibile, una spinta rivoluzionaria inarrestabile. Ma la Chiesa non sa diventare povera e senza potere temporale. Allora sarebbe forte e credibile. “Il mio regno non è di questo mondo”, disse quell’Altro. E tanta Chiesa non se lo ricorda.
Di tante altre cose vorrei parlare, ad esempio della ingordigia economica di certi sindaci, anche locali, che sembrano trovare acquiescenza anche dal partito che rappresentano (altrimenti questo farebbe sentire la sua voce, ciò che non fa), ma mi manca lo spazio tipografico. Dovrei parlare della COOP. Direi cose già dette. I dirigenti di sinistra implicati non devono, come dicono i berlusconoidi fare autocritica di fronte a quel branco di farabutti e di manutengoli (tra l’altro usano questo modo di dire desueto e comunista, ci sarebbe da dire che paradossalmente i “comunisti” sono loro), bensì devono chiedere scusa ai militanti onesti che credono ancora al socialismo e smettere quel modo di fare ambiguo. Te ne parlerò con la prossima lettera.
E, con tanti auguri di buon anno, saluto con affetto te e chi mi legge.
Il tuo dottorgiannoni