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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2006

                     4/3/2006 - SOCIALISMO EUROPEO

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Il socialismo europeo:
identità e proposte per un partito e per l’Italia


Con il vertice del 16 gennaio tra Prodi, Fassino e Rutelli, si sono definite le modalità di presentazione di DS e Margherita alle prossime elezioni: una lista unitaria alla Camera e liste proprie al Senato, con un riferimento al simbolo dell’Ulivo. Il tutto a preludio del processo costituente che dovrebbe partire a seguito delle consultazioni di aprile e dovrebbe portare al varo del partito democratico.
Mi preme però tornare al febbraio scorso, quando il congresso del nostro partito approvò all’unanimità il cambio del simbolo, recependo le proposte di un appello di cui sono stato convinto ed immettendo la dizione Partito del socialismo europeo ai piedi della Quercia per rendere esplicito, anche da un punto di vista iconografico, l’adesione, piena e convinta, ad una realtà che raccoglie, nel nostro continente, oltre 30 formazioni politiche.
Due i motivi alla base della proposta che ha visti, come primi firmatari, Spini, Benvenuto e Ruffolo: la razionalizzazione del sistema politico italiano, che si sarebbe finalmente conformato alle dinamiche del bipolarismo europeo, e la traduzione sintetica dell’insieme di principi e valori che ci tengono uniti e ci spingono all’attività politica in un nome ed un riferimento internazionale oggi più che mai vivi e vivaci.
Richiamarsi al termine socialista rappresenta, infatti, non solo la volontà di continuare ad avere come priorità programmatica la condizione delle classi più povere ed emarginate della società, ma esprime una profonda spinta al rinnovamento per la sinistra italiana, per legarsi alle esperienze germogliate in Europa a partire dal secondo dopoguerra.
Una socialismo, quello europeo, che certo non vede ormai più nel mercato il nemico da abbattere, ma che, in ossequio alla lezione rosselliana, si batte affinché la Stato attivi tutti i meccanismi affinché le disuguaglianze sociali non diventino insostenibili.
Condivido l’appello di Prodi a ritrovare lo spirito delle primarie dell’ottobre scorso, ma la partecipazione e l’impegno dei cittadini si costruiscono, per quanto ci riguarda, anche, e soprattutto, sull’adesione ad un nome e ad un simbolo figli di una tradizione che incarna un chiaro modello di società da concretare e non un metodo di conduzione del gioco politico.
Ecco perché, nel proporsi agli italiani come forza di governo per i prossimi cinque anni, i democratici di sinistra devono sforzarsi di incarnare, nell’elaborazione progettuale, la ricchezza e la vitalità del socialismo europeo, affinché gran parte degli spunti programmatici che le varie componenti del PSE hanno messo in pratica nei loro paesi possano diventare peculiari anche dell’Italia.
Penso all’attenzione verso i giovani, che ha la sua epitome nelle politiche della sinistra nord europea, che include nel mantenimento della necessaria flessibilità contrattuale l’interesse a tutelare la posizione nella società di coloro i quali ne rappresentano in potenza il futuro. Penso alla promozione di un sistema di tassazione più equo, che non demonizzi aumenti delle tasse che vadano a finanziare politiche e fasce di popolazione più capaci di generare sviluppo. Penso alla necessità di migliorare l’efficienza di un settore, quello pubblico, ancora fondamentale per il nostro paese, non solo per la fornitura dei servizi di assistenza ma come motore di sviluppo, nella forma di finanziamenti alla ricerca di base, che le imprese non compiono, e nelle infrastrutture. Dal punto di vista dell’azione politica, compiti del nostro partito saranno la riforma della società, che metta al primo posto un’etica responsabile nella gestione dell’attività quotidiana e quella della politica per favorire una partecipazione sempre crescente di iscritti ed elettori.
Il programma dell’Unione dovrà riuscire a coinvolgere, coagulando consenso ed entusiasmo, guardando al futuro ma con solide basi nei valori che hanno costituito le radici della nostra storia repubblicana.
Per fare questo imprescindibile sarà l’apporto del maggior partito del centro sinistra italiano, che sarà tanto più efficace quanto riscoprirà nei principi e valori di cui è permeato il suo statuto le chiavi dell’agire politico.
Principi e valori che si incastonano perfettamente in quel più grande edificio che è il partito del socialismo europeo, che i successi della socialdemocrazia svedese, le affermazioni dei socialisti francesi, le vittorie di Blair e Zapatero, unite al grande recupero di Schroeder in Germania, ci mostrano in tutta la sua vitalità, per rispondere alla richiesta di milioni di cittadini di non abbandonare il modello sociale sui quali si sono edificati i nostri Stati nazionali.
Ai DS è richiesto di rafforzare questa tendenza, richiamandosi espressamente, nel nome e negli atti, a questa grande tradizione socialista liberale ed evitando l’assurdo di liberare l’Italia da un’anomalia, battendo Berlusconi, e subito riprodurne un’altra cancellando d’un colpo un’identità forte di una tradizione, che chiede non di essere superata, ma realizzata in tutte le sue moderne potenzialità.
Matteo Bessi
Segretario Sezione DS Sinistra Sì! di Firenze

di Matteo Bessi