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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2006

                     19/5/2006 - MAFIA, CANCRO ITALIANO

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di Alberto Trifoglio

La differenza tra organizzazioni italiane malavitose e quelle estere è che, a quanto si sente dire, le nostre controllano ampi territori del nostro territorio nazionale mentre le altre sono solo associazioni (scusa se è poco).
La ndrangheta controlla parte della Calabria, la camorra parte della Campania e la mafia siciliana parte della Sicilia (forse tutta).Le notizie dicono anche che queste organizzazioni si sono espanse anche nel resto del territorio italiano e come non potrebbe essere così se anche il nostro presidente del consiglio aveva un mafioso come stalliere nella sua villa di Arcore (non se ne era accorto).
Queste organizzazioni sono un vero e proprio cancro in quanto non permettono lo sviluppo normale di un territorio, come fa un imprenditore a sviluppare una impresa se deve pagare il pizzo ad una organizzazione malavitosa solo perché deve avere la protezione, ma da chi se non da loro che si spartiscono i territori. Un magistrato ha affermato che addirittura in Calabria le famiglie malavitose fanno sposare i figli tra di loro, questo la dice lunga sul modo di essere e di fare! Prima viene per loro la famiglia, tutto il resto è un mondo senza per loro regole da rispettare.
Come estirpare questo cancro? Bene i ragazzi di Locri! Credo che sia una delle strade, ma non credo sufficiente, la malavita ha le armi e le minacce, i cittadini hanno lo stato (che non sarebbe poco) se questo però è efficace, certo ci vuole la collaborazione della gente ma questa arriverà se l’esempio viene dall’alto, cioè se le cose si sanno e non si interviene la cosa è preoccupante. Il ministro Pisanu aveva detto una cosa credo giusta e cioè: è un problema internazionale; pensare che la ndrangheta aveva previsto un sottomarino per portare la droga dalla Columbia la dice lunga sulla pericolosità di queste organizzazioni.
Il denaro apre molte porte, se queste organizzazioni riescono a comprare un individuo posto in un luogo a loro utile questo può informarle su cose di loro interesse. L’allarme che l’on. Violante ha lanciato, è che la mafia si sta infiltrando nell’agricoltura! Dopo gli scarichi illegali, gli appalti, la droga, le estorsioni, ora anche la frutta ed i prodotti agricoli! Speriamo bene!
Con che modo si può combattere questa mentalità? Per tutto c’è una soluzione e forse anche per le organizzazioni malavitose! Senz’altro dovrebbero essere risolutive, perché con queste organizzazioni lo stato dovrebbe essere a tolleranza zero o no? Ricordiamoci quando fu mandato l’esercito in Sicilia (vespri siciliani), ma a quando sembra la mafia c’è sempre.
La mentalità è difficile da cambiare, ma con il tempo potrebbe, se si fa anche una azione mediatica. Cosa intendo dire, se ad esempio si identifica il mafioso come un danno alla società, indicandolo come un parassita, un vigliacco, persone che vivono nell’ombra senza il coraggio di affrontare a viso aperto le forze dell’ordine ma solo uccidere gente indifesa ed innocente compresi i bambini, ricordiamoci che Brusca ha ucciso il figlio di un suo avversario e che Riina disse: tanto di bambini ne muoiono tanti nella guerra in Jugoslavia.
Se non si interviene in modo deciso questi non si fermeranno mai! Un capo mafia calabrese con arresti domiciliari a Prato riceveva regolarmente gli affiliati e continuava a fare affari (è stato ripreso da telecamere nascoste).
Speriamo che il prossimo governo ci pensi in modo deciso, per toglierci questa vergogna dal nostro bel Paese! Ricordiamoci anche che la chiesa viene anch’essa colpita, sarebbe il caso di dire questa volta: Laici e Cattolici uniti in questa lotta