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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2006

                     19/5/2006 - VITTORIA DELL'UNIONE

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Elezioni Politiche del 9,10 aprile,

Vittoria di misura dell’Unione, ma certamente con queste elezioni si cambia pagina. Però ci sono voluti diversi giorni, per avere la conferma definitiva dei risultati da parte della Cassazione che ha confermato - con qualche piccola differenza di voti - i risultati indicati dal Viminale, che assegna all’Unione per le elezioni della Camera circa 25.000 voti in più (tabella 3), facendo scattare il premio di maggioranza ed assegnare all’Unione 340 parlamentari. Mentre al Senato la legge elettorale assegna il premio di maggioranza su base regionale, qui in vantaggio la Cdl, la situzione si è capovolta con i seggi degli italiani all’estero che assegna all’Unione la maggioranza per soli 2 seggi (tabella 2).
Questo risultato di misura ha portato il cavaliere uscente, Presidente del Consiglio in carica, a non riconoscere la vittoria dell’Unione, anche dopo la conferma della Cassazione, usando un linguaggio eversivo e pericoloso per il Paese. Fino ad oggi non si era mai visto uno sconfitto rinnegare il verdetto delle urne. Prodi ha detto “a casa “. Speriamolo perché era l’ora.
Ma veniamo al risultato, la coalizione dell’Unione ha il diritto e il dovere di governare ma tanto meglio potrà farlo se non nasconderà a se stessa, cosa significa l’incertezza estrema di un risultato che fotografa la spaccatura a meta del Paese e il perché siamo arrivati a questo risultato,quando i sondaggi davano 4-5 punti di vantaggio sulla coalizione di destra a poche settimane dal voto. Altro
elemento da considerare riguarda le regioni conquistate il 3 aprile 2005, che risultano perse il 9 – 10 aprile ’06.
Forse è mancata un’analisi seria del Paese e dei suoi umori, oppure fa presa una facile propaganda del Cavaliere, quando promette l’abolizione della tassa sulla prima casa come l’Ici ed in ultimo l’abolizione anche della tassa sulla nettezza. Tutto questo dovrebbe far riflettere i dirigenti del centro sinistra. Forse non si doveva seguire il cavaliere su uno scontro tutto mediatico, oppure il messaggio dell’Unione sulle tasse non è stato preciso, ma anzi ha alimentato un pronunciamento pasticciato velleitario e confusionario.
Oppure nel Paese, vi sono antichi retaggi che fanno ancora presa e perciò sarebbe necessario un parlare più chiaro e velocizzare il ricambio dei dirigenti politici, perché non si può essere per tutte le stagioni. L’altro riguarda l’attuale sistema elettorale, che con l’abolizione delle preferenze ha dato un serio colpo alla partecipazione della gente alla cosa pubblica, aumentando a dismisura il potere dei gruppi dirigenti dei partiti. E’ mancata la partecipazione attiva dei cittadini, aumentando un fossato tra questi e i futuri eletti, alimentando il qualunquismo, a tutto vantaggio di chi si muove sui media. Su questo vi è un brutto precedente anche in Toscana, dove le forze di centro-sinistra sono state per prime a fare una legge in tal senso.
Perciò il lavoro del futuro Governo e delle forze politiche sarà arduo. Oltre al risanamento della situazione economica del Paese, dopo cinque anni di governo di destra, dovrà lavorare per rimettere in moto il Paese con una politica industriale che orienti le imprese verso lo sviluppo di settori ad alto valore aggiunto, per stare sul mercato globale. Poi viene il programma che l’Unione si è dato, basterebbe la realizzazione di alcuni parti più qualificate: Una nuova legge sul conflitto d’interesse, la riduzione dei costi della politica, la revisione della legge 30 per rendere meno precario il lavoro, una nuova legge sul falso in bilancio, una nuova politica sociale e dei diritti e una nuova legge sulla scuola e la televisione. Insieme agli obiettivi del programma dovrà, esserci l’ambizione da parte delle forze di sinistra di darsi in questi anni nuove prospettive e obiettivi politici, che parlino alla gente di valori condivisi, imperniati di giustizia, libertà e solidarietà, per creare anche in Italia un progetto riformista ancorato al socialismo europeo.