adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2006

                     15/6/2006 - L’opinione del dottorgiannoni

<<<

Caro Nanni
sarà bene fare una certa premessa: sono stato per anni Segretario del Partito Socialista ed da quell’epoca non potevo essere che socialista. Alla caduta del muro di Berlino e col disfacimento del regime sovietico, proprio per quella caduta e proprio per quel disfacimento venne la possibilità e la necessità di essere più radicali. Ora posso schierarmi alla sinistra dei Ds. La necessità mi viene anche per tutte le becere panzane deliranti del berlusca.
Il convincimento proviene dall’analisi razionale della prassi del capitalismo. Il modo di fare del berlusca e del suo governo non è la stortura del capitalismo bensì la forma estrema della corretta prassi capitalistica basata sull’interesse personale, mascherato magari come legge di mercato, legge per la quale, per esempio, in una carestia posso ,se lo posseggo, aumentare il prezzo del grano anche se chi deve mangiare è alla fame e povero. Da qui alla delittuosa prassi mafiosa, fare quattrini col massacrare le persone, il passo è breve. Sfruttare chi si può sfruttare, questa è la legge. Il colonialismo fa parte della prassi capitalistica. Ho capito che, per il mio interesse personale, il mio benessere si deve basare sull’interesse sociale, generale. Sto bene se tutti stanno bene, non sto bene se gli altri stanno male, o peggio (seguendo il modo di fare capitalista) sto meglio se gli altri stanno peggio (mi potrei tagliare così un pezzo più grosso della torta). Mi spiegherò meglio nella prossima lettera.
La certezza della bontà della scelta mi è stata data dai cinque anni di governo del caimano, dagli scandali Cirio e Parmalat, dalla fame nel mondo, dalla guerra in Iraq.
Il mio convincimento si accresce se guardo l’umanità proiettata nella storia futura. Continuando nella sfrenata corsa dei consumi, alla base dell’ideale capitalista, si sfocia nel baratro della fine delle risorse della terra, nel baratro della fine dell’umanità se non si cambia modo di vivere (e vivere sobri non vuol dire stare peggio di adesso). La tecnica deve fare i suoi passi, la ricerca di fonti alternative deve essere trovata, senza però sprechi, con proficua morigeratezza di tutti (sono incappato non volendo in una parola che parla di “morale”, di “etica”, parola sconosciuta al berlusca ed alla sua prassi di governo). Non ci si potrà più permettere di usare energia per produrre oggetti di moda, da gettare anche se sono ancora buoni, il superfluo e l’apparenza dovrà essere dimenticata. (In fondo anche adesso si vive perché si respira l’aria, che deve essere respirabile; ci si disseta con l’acqua, che deve essere bevibile, e magari anche con qualche bicchiere di vino, buono, pur non ubriacandoci, di nuovo ritorna la morigeratezza; ci si sfama con i prodotti dell’agricoltura con l’avvertenza di evitare quelli che fanno male; non per il superfluo, seguendo la moda; e ci si difende dal freddo vestendoci con panni adatti e dal caldo stando all’ombra e vestendo panni leggeri. Non capisco perché, d’estate debbano essere costrette, per bisogno economico, persone che asfaltano strade a stare peggio della bestie. Lavorare nei campi e nei boschi dovrà essere dignitoso e rispettato, magari conoscendo due o tre lingue, avendo la possibilità di capire, di pensare e giudicare (era l’ideale di don Milani che fu mio maestro di vita). A proposito, voglio raccontarti un fatterellino: stavo zappando il mio campo all’Impruneta, (lo sai che ho l’orgoglio di aver prodotto ciò che mi serviva per vivere); passarono vicino a me due che parlavano in francese; in francese li invitai a bere un bicchiere di vino. Li vidi sbalorditi; certamente pensarono di essere in un altro pianeta, “Come, un contadino in Italia che parla francese?” Bene; io sogno contadini che sanno parlare più lingue ed insieme, sarti, calzolai, operai, postini e così via. Non sarebbero più presi per il bavero dal berlusca e dai padroni. Lavorare tutti, lavorare meno ed aver tempo per pensare, per leggere, per scrivere, per suonare, per dipingere, per scolpire, per andare nei musei, per andare a spasso.
Non capisco tante cose, lo sai che sono duro di comprendonio. Per esempio non capisco la furia che c’è oggi, una malattia che prende tanti, troppi. E la furia fa fare bischerate. Per la furia, per arrivare prima a Roma, qualcuno prende l’aeroplano. Per il tempo perso per andare all’aeroporto e dall’aeroporto al centro di Roma arriva due ore dopo di me se vo col treno. Così si dica per il voler usare il mezzo proprio; io mi metto comodo a sedere ed il treno, mezzo pubblico, mi porta a destinazione. E così la smania di possedere. Miliardi per un quadro, per una scultura, magari riposta al buio in una cassetta di sicurezza in una banca per paura dei ladri, il padrone la possiede e non la gode. Io gratuitamente entro nei musei pubblici, ho più di settanta anni, e godo Ricasso, Michelangelo, Donatello, Modigliani e tutti gli altri.
E’ da stupidi voler guadagnare più di quello che basta per vivere decentemente. Il brutto è che tanti non si contentano mai; per un ideale, per l’ideale capitalista, ideale comune a tanti, anche a certi che si dicono di sinistra ed ai loro amici di raggiri e di sotterfugi, specie quando esercitano potere politico.
Altra osservazione: tanti capitalisti anticomunisti berlusconiani hanno messo le loro fabbriche in Cina, dove ancora regnano comunisti tipo URSS, dove il rispetto della persona umana non esiste. Tutto fa brodo quando si tratta di fare quattrini. L’etica è un’optional. Poi ci dicono di aver paura della Cina quando dobbiamo aver paura di loro!
Parliamo d’altro, (anche se in verità si tratta di cose analoghe. Ora è scoppiato il bubbone del calcio che, se si guarda bene, è strutturale al sistema di far soldi in tutti i modi, contro legge, funzionale all’andazzo degli ultimi anni.
La cosa che rianima è che tante cose belle sono accadute nei medesimi tempi.
1°: la condanna della Vanna Marchi imbonitrice degna del berlusca.
2°: la sconfitta del berlusca, piazzista più bugiardo della Vanna Marchi, babbeo istigatore di paure infantili per orchi che mangerebbero bambini lessi (e ci sono state tante persone infantili che vi hanno creduto) ma che in verità era l’ultima difesa di tanti disonesti che nell’illegalità non pagano né vogliono pagare le tasse, compreso lui.
3°: l’elezione di un comunista ( che dice di essere stato sempre un socialdemocratico) a Presidente della Repubblica, atto che ha evidenziato la sconfitta della propaganda del berlusca basata sul viscerale anticomunismo del tapino, fuori moda e fuori tempo
4°: il venire alla luce lo scandalo del calcio (ahi, le solite rotture delle toghe rosse !).
5° La nomina di Prodi a capo del governo (dopo il passaggio delle consegne lo sconfitto sbagliava ridicolmente direzione dirigendosi verso l’ufficio che fu suo e non verso l’uscita).
Ho visto Casini, il difensore della famiglia, esigere che il conduttore di Ballarò si indignasse a suo comando. Un figuro, insieme a Fini, che non ha il coraggio delle proprie idee, che votò leggi per l’interesse del padrone. Un certo Sciascia parlò di quaqquaraqquà.
I soliti, ma c’è qualcuno anche nell’Ulivo, si indignano se qualcuno fischia la Moratti e se Bertinotti osa, con discrezione, criticare il Papa. Bene, la Moratti si è alleata con la peggio feccia nazi-fascista. Proprio si doveva far vedere col babbo in carrozzella alla manifestazione che ricordava la sconfitta dei fascisti (ci siamo dimenticati i danni, le rovine, i lutti causati dai fascisti col trascinarci in guerra?) lei che mai era intervenuta in simili manifestazioni? Se suo babbo voleva andarci bastava che avesse trovato un badante, e così salvava capra e cavoli (suoi). Come? è già proibito di nuovo manifestare il proprio dissenso? E se il Papa vuol parlare, denunzi ingiustizie, (ce ne sono tante), e prepotenze (che sembra non vedere), smetta di esigere privilegi, anche economici, si renda conto che nello sfascio attuale della famiglia è farisaico parlare a vanvera di pacs che non si trovano nel programma dell’Unione. Si rivolga direttamente al berlusca, al Casini, per esempio. Prima di guardare la pagliuzza nell’occhio degli altri il Papa guardi la trave che è negli occhi dei suoi seguaci. Caro Nanni, avrei ancora cose da dire però mi accorgo di aver superato il mio spazio. Alla prossima volta. Abbracciandoti ti saluta. il dottorgiannoni