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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2006

                     15/6/2006 - PRIMO MAGGIO

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UNA FESTA SEMPRE ATTUALE
di Giovanni Ronchi

Lavoro, sviluppo, Costituzione, libertà, con queste parole d’ordine CGIL, CISL e UIL hanno celebrato quest’anno in tutta Italia la festa del primo maggio.
Una festa oggi più attuale di ieri, sentita come ieri.
Una festa che a Pontassieve si celebra ininterrottamente da sessant’anni, sempre con una grande e intensa partecipazione di popolo.
, per fortuna, il caso di Pontassieve non è isolato ma accompagnato da tante altre manifestazioni nella Provincia di Firenze.
Quest’anno i sindacati confederali hanno deciso di tenere la manifestazione nazionale a Locri, città simbolo della lotta alle mafie dopo la coraggiosa e pacifica rivolta contro l’oppressione della malavita, culminata nell’uccisione del Vice Presidente del Consiglio della Regione Calabria Francesco Fortugno. Perché senza legalità non ci possono essere sviluppo, lavoro, libertà, dignità.
L’elezione di due ex sindacalisti, Marini e Bertinotti, alle presidenze di Senato e Camera rappresenta per noi un motivo di soddisfazione che rende ancora più visibile l’importanza del lavoro e dei lavoratori per la vita del Paese.
Ma quanta strada resta ancora da fare per rendere effettivo l’articolo 1 della Costituzione:
“L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.”
Rimane tanta strada da fare per costruire una cultura del lavoro diversa da quella imperante che tende mettere in secondo piano l’importanza del lavoro e le ragioni, le richieste, le speranze dei lavoratori.
L’Italia non è un’azienda, le famiglie non sono S.p.A. le persone non sono numeri.
E’ sempre più attuale l’esigenza di assicurare condizioni di vita dignitose per tutti, ma in particolare per i giovani e le donne.
C’è l’esigenza di liberare il lavoro dalla precarietà e dall’insicurezza.
C’è la necessità di recuperare potere d’acquisto a stipendi e pensioni rispetto al reale costo della vita.
In questi ultimi tempi si sono moltiplicate anche da noi in Toscana crisi delle aziende e dei livelli occupazionali.
Sempre più dobbiamo fare i conti con l’aumento del lavoro precario, del lavoro nero e con la diminuzione dei livelli di sicurezza sul lavoro.
Il cattivo lavoro sta consumando il lavoro buono, la buona occupazione.
Occorre invertire la rotta, rilanciare lo sviluppo, unica e vera medicina per combattere gli effetti negativi della congiuntura e della competizione internazionale sempre più aggressiva.
Il sindacato chiede al nuovo governo un impegno
pronto e straordinario in questo senso, riattivando da subito una vera concertazione sulle questioni fondamentali dello sviluppo economico e del risanamento dei conti pubblici, sulle politiche del lavoro, sulle tutele dello Stato Sociale, su una politica fiscale che faccia una vera lotta all’evasione e faccia pagare tutti per pagare tutti di meno.
CGIL, CISL e UIL si sono schierate apertamente per il NO al prossimo referendum costituzionale che si terrà il 25 e 26 giugno prossimi.
Un no per bocciare la riforma costituzionale del passato governo che rischia di produrre un Paese con diritti a geometria variabile su materie fondamentali come la sanità, l’istruzione, la sicurezza e che rischia di impedire il corretto funzionamento delle istituzioni locali e nazionali, concentrando un potere eccessivo nelle mani del Premier, svilendo così la funzione legislativa del Parlamento ed il ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica.
Un no che deriva dalla convinzione che per garantire una democrazia effettiva ci sia bisogno di un reale equilibrio fra i poteri dello Stato e che si assicuri uno spazio di rappresentanza adeguato ai corpi intermedi della società.
Per la nostra storia e per la nostra cultura crediamo che la partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese debba trovare canali costanti di rappresentanza e che non si possa invece esercitare esclusivamente col voto nel giorno delle elezioni ogni cinque anni.
Certo, ci auguriamo che, una volta bocciata la riforma, si dovrà riprendere il dialogo fra le parti politiche, in Parlamento per proseguire nella ricerca consensuale di quelle modifiche di cui la seconda parte della nostra Costituzione, quella cioè che non riguarda i diritti fondamentali che per noi sono intangibili, necessita.
Un no per guardare avanti nella giusta direzione e non per difendere uno statu quo che comunque non è soddisfacente.
Quelle del sindacato sono richieste importanti e ambiziose ma anche accompagnate dalla disponibilità a contribuire concretamente al rilancio del Paese per migliorare le condizioni di vita e per ridare fiducia a tanta parte della società come lo sono le lavoratrici, i lavoratori, i giovani, i pensionati.
Giovanni Ronchi
*Segretario Generale Aggiunto UST CISL Firenze