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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2006

                     15/6/2006 - RIFORMA COSTITUZIONALE

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LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE ALLA PROVA ELETTORALE
di Mauro Messeri

Si avvicina il giorno del referendum per la revisione costituzionale. Gli italiani, infatti saranno chiamati al voto il prossimo 25 Giugno. Tuttavia dobbiamo ammettere che, a partire dai media, non sembra che intorno al problema vi sia una adeguata informazione, eppure sono occasioni che hanno una eccezionale importanza per l’avvenire del nostro Paese.
C’è l’idea, in particolare nei vertici delle forze politiche, che l’opinione pubblica sia piuttosto disinteressata alla delicata questione.
Diamo atto al Coordinamento nazionale “Salviamo la Costituzione” presieduto da Oscar Luigi Scalfaro che, oltre raccogliere le 500 mila firme necessarie per la richiesta popolare di referendum prevista dall’art.138 della Costituzione, è riuscito a mobilitare all’attenzione di una notevole fascia di elettori, rendendoli consapevoli dell’importanza della posta in giuoco. Il referendum del 25 Giugno è venuto a trovarsi, dopo la prova elettorale, con l’inizio della nuova legislatura, inoltre in prossimità delle importanti consultazioni amministrative di Roma, Milano, Napoli e Torino. Da considerare infine che siamo già nella stagione estiva, con ciò che ne consegue.
Tutti i partiti del centrosinistra, per bocca dello stesso Romano Prodi, hanno assicurato il pieno sostegno al NO referendario, necessario a bocciare la riforma voluta dalla Casa delle Libertà. Agli elettori democratici, ma soprattutto agli indecisi, è necessario far capire che andare a votare per ribadire il NO, senza se e senza ma, significa operare nell’interesse della Repubblica e dell’Italia.
Ha ragione il costituzionalista Prof. Leopoldo Elia, quando dice che la globalità del quesito e il dilemma della risposta hanno unificato nel NO gran parte dei partecipanti al ristretto dialogo sulla riforma. La contestazione delle modifiche apportate è diretta particolarmente verso la cosiddetta “devolution”. In particolare senza scendere nei particolari dell’intera legge, la riforma voluta dalla CDL concentra poteri abnormi al Primo ministro, creando forti squilibri nei rapporti del Governo con il Presidente della Repubblica, con la Camera dei Deputati e lo stesso Consiglio dei ministri.
Sempre per quanto concerne la “devolution”, è chiaro che la mina vacante delle sue possibilità di dissociazione, nel nuovo testo è sempre presente affiancando nelle medesime competenze –vedi istruzione e sanità-, sia le Regioni nonché lo Stato centrale. Con tale modo di operare si creano disagi e difficoltà nel governare. L’importante è di non stare inerti ad attendere l’esito del referendum con eccessiva sicurezza. Il rischio della mancata necessità del quorum dei votanti, richiesto invece per i referendum abrogativi di leggi ordinarie, potrebbe indurre una partecipazione al voto bassa, apparendo come una ulteriore delegittimazione della Costituzione.
L’impegno è importante ad ogni livello. L’Unione deve mobilitare le proprie capacità operative per guidare la campagna per un deciso NO alla riforma della Costituzione varata dalla maggioranza parlamentare della XIV Legislatura.
Mauro Messeri