adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2006

                     15/6/2006 - REFERENDUM

<<<

Referendum, pochi giorni per dire NO
di Aleandro Murras

Dopo il rinnovo delle cariche Istituzionali, Presidente della Repubblica, Presidenti della Camera e del Senato, dopo la fiducia al governo Prodi, le elezioni amministrative che, invece di dare l’avviso di sfratto al Governo di Centrosinistra, hanno confermato la riperdita di Berlusconi e del Centrodestra la scadenza del referendum costituzionale fissato per il 25-26 giugno, diventa il momento cruciale del confronto tra le due coalizioni presenti nel parlamento e nel paese.
Berlusconi, con il suo governo di Centrodestra, con il contributo del suo “geniale” ministro della finanza creativa Tremonti è riuscito in questo devastante miracolo per l’economia del nostro Paese:
1. Ha ricevuto nel 2001 dal governo precedente una finanza pubblica con un deficit del 3,1 sul PIL, nel 2006, certificato dal nuovo Governatore della Banca d’Italia, il Governo di Centrodestra lascia un deficit del 4,8 sul PIL;
2. Nel 2001 l’avanzo primario del bilancio ammontava a 4.5, più di 50 miliardi di euro in cifra assoluta. Dopo cinque anni ricolloca mezzo punto sotto allo zero.
3. Il debito pubblico negli ultimi due anni è aumentato di oltre 2 punti. La Banca Centrale Europea ci chiede una manovra bis di 7 miliardi per rassicurare i mercati. Prodi e i suoi ministri stanno discutendo se fare subito una manovra bis o aspettare la nuova finanziaria. Draghi, la BCE e il Presidente della Commissione Europea ci chiedono di far rientrare l’Italia nei parametri di Mastrit entro il 2007 con una manovra finanziaria di 26 miliardi di € (50.000 miliardi delle vecchie £);
4. La spesa pubblica corrente è aumentata nel quinquennio di circa 3 punti di PIL;
5. Le infrastrutture sono ferme al palo per mancanza di fondi, i cantieri in corso rischiano la chiusura per mancanza di fondi;
6. Le famiglie povere sono aumentate, è aumentata l’insicurezza e la precarietà, sono aumentate l’evasione fiscale ed il lavoro nero.
Mi limito a ricordare questi dati di fatto come consuntivo dei cinque anni del governo Belusconi, ma dovrei ancora aggiungere le mancate riforme necessarie ad incrementare la concorrenza nel mercato, l’appesantimento dei processi civili e penali, il fallimento della politica dell’immigrazione, nonché il fallimento della riforma fiscale a pioggia attraverso la riduzione priva di risultati delle aliquote più alte dell’IRPEF e l’innalzamento di quelle più basse.
Il governo di centrodestra non è stato né liberale né liberista, come avrebbe potuto esserlo, avendo a Premier, Berlusconi, il monopolista per eccellenza.
Berlusconi, con il suo estremismo populista, cerca di tenere tutto il centrodestra insieme, ma siamo di fronte a notevoli incertezze e a divisioni interne della coalizione di centro-destra sulla strategia politica da seguire e quindi sul comportamento da tenere di fronte alle proposte della maggioranza. In queste condizioni il Referendum costituzionale potrà registrare atteggiamenti diversi e persino opposti da parte del centro-destra, ma è chiaro che Berlusconi porterà la destra a interpretare la scadenza referendaria come una possibile ulteriore rivincita rispetto al voto del 9-10 aprile.
Il 25 e 26 giugno si vota nel referendum sulla legge di modifica costituzionale voluta dal centrodestra. Moltissimi cittadini non lo sanno. Ignorano esistenza e data del referendum; non sanno su che cosa si voterà né se sia giusto votare sì o No. Pochi i momenti di relativa notorietà della questione: i giorni in cui il referendum è stato chiesto da molti parlamentari, molti consigli regionali e da circa un milione di cittadini.
Pochi italiani ancora oggi non sanno che con la legge di revisione costituzionale approvata deforma in profondità la Costituzione italiana. Genera disuguaglianza tra i cittadini delle diverse regioni nella fruizione della sanità e della scuola. Attribuisce alla sola Camera la legislazione di rilievo nazionale e al Senato quella di rilievo regionale, che la legge toglie al Presidente della Repubblica il fondamento su cui poggia il suo ruolo di garante dell'equilibrio tra i poteri costituzionali. Gli sottrae i poteri sostanziali di nomina dei ministri e scioglimento della Camera e li consegna al presidente del Consiglio, il quale si troverà a detenere allo stesso tempo i poteri di capo del governo e capo dello Stato. Che l'autonomia della Corte Costituzionale sarà limitata dall'aumento dei componenti di nomina politica che il premier potrà sciogliere la Camera se essa non si adatterà alla sua volontà, che quindi il potere esecutivo risucchierà dentro di sé il potere legislativo. Che l'Italia non sarà più una repubblica parlamentare. Il premierato assoluto incrinerà in modo irrimediabile la democrazia. Insomma, un ruolo che si attaglia assai di più a un leader populista che al confronto tra i partiti intesi come strumenti della democrazia cui spetta dialogare con la società civile e cooptare almeno una parte di quella società civile in parlamento.
Sappiamo che la Costituzione è stata realizzata solo in parte e in modo contraddittorio, la nostra non è una battaglia conservatrice, ma una lotta invece per la completa attuazione del dettato costituzionale.
Dobbiamo constatare che a tuttoggi il dominio del centrodestra sui mezzi di comunicazione perdura sostanzialmente intatto: i suoi uomini chiave sono ancora al posto di comando. Le reti pubbliche continuano a obbedire al padrone delle reti private. Al massimo con la riserva di qualche espediente ipocrita. E’ necessario pertanto che i cittadini, le associazioni sociali, di categoria, i partiti dell’Unione si impegnino per far capire i motivi del NO al referendum e che invitino tutti ad andare a votare il 25 e 26 giugno.