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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2006

                     17/9/2006 - DOTTORGIANNONI

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L’opinione del dottorgiannoni

Caro Nanni

Qualcuno ce l’avrà a morte con me per ciò che sto per scrivere. Già nelle lettera scorsa c’era qualche accenno, un baturlo lontano che prevedeva grandine.
Veniamo al sodo: nel decreto ministeriale n. 119 del 4 maggio 2000 sulle norme per la determinazione della misura dell’indennità di funzione e dei gettoni di presenza per gli amministratori locali, a norma dell’articolo 23 della legge n. 265 del 3 agosto 1999, prevedeva mensilmente per il Sindaco dei Comuni da 10.001 a 30.000 abitanti (fra questi c’è Pontassieve) una indennità di £ 6.000.000, pari ad euro 3.098,74. Per il vicesindaco di un analogo comune prevedeva un importo pari al 55%di quella dovuto al Sindaco e per gli assessori uno del 45%. Faccio notare che dagli anni 2000 l’importo della pensione per i pensionati e della paga degli operai e degli impiegati è rimasta pressoché invariata.
Però con deliberazione della giunta municipale di Pontassieve n. 86 del 27 settembre 2005 presenti Mairaghi Marco, Mugnai Alessio, Fini Paolo, Iacampo Giovanna, Marini Monica, Pini Manila, Sarti Alessandro, Selvi Sauro, l’indennità del Sindaco veniva portata ad euro 4.647,67 pari a £ 8.999.143, più il 50% della precedente indennità. Della stessa percentuale aumentavano i cespiti per il vicesindaco e per gli assessori.
Erano stati previdenti perché avevano tenuto conto che il governo del berlusca nella finanziaria del 2006 aveva diminuito del 10% per cento le spettanze in corso; già che c’erano non hanno badato a spese (di quelle degli altri).
Rende bene la politica (il Giusti, a suo tempo scrisse: “Fruttò il carbone saputo vendere”, parlando della Carboneria massone). Certamente lor signori non possono dirsi rappresentanti di chi, lavorando, e sodo, raramente prende più di 1500 euro al mese (non si parli dei pensionati che se arrivano a mille euro son miracolati).
Le Organizzazioni Sindacali protestarono contro questo obbrobrio, senza avere, che io sappia, risposta. E’ un detto dei mafiosi: “Chinati junco, ca’ passa ‘a china”, “Chinati giunco perché passa la tempesta”. Nessuno si indigna? Mai lor signori rispondono, non ci rispose neanche Prodi alla lettera di accompagnamento
del contributo che gli inviammo per la campagna elettorale nella quale accennavamo a problemi analoghi.
E’ comprensibile pertanto l’impaccio a votare nelle scorse elezioni politiche: tanti non seppero vedere la differenza fra i berlusconi ed i berluschini, la somiglianza induceva un certo daltonismo, non si distingueva bene il rosso dal nero. E se non cambiano musica sarà sempre più evidente un distacco-rifiuto della partecipazione politica della gente. E sarà inutile progettare qualsiasi partito democratico, un altro specchio per le allodole.
Su questo se ne parlerà nella lettera del prossimo numero.
E’ di questi giorni la polemica con Zapatero perché non è andato alla messa del Papa. Prima lo insultano, lo trattano come un pellaio, poi lo vorrebbero ossequiente ad una manifestazione più politica che religiosa. Mi ha stupito il portavoce del Papa: il non andare a messa è un atto di maleducazione; cioè sembra che, per loro, andare a Messa è solo una manifestazione formale, un atteggiamento magari diplomatico, non un atto di Fede. Poverini, se non hanno altri moccoli…. A mio parere sarebbe l’ora che imparassero a rispettare chi non la pensa come loro, con un po’ di evangelica umiltà e forse di un po’ d’amore, una loro abusata parola, tanto strombazzati da quei sepolcri imbiancati.
Avrei ancora tante riflessioni da esternare. Sarà per un’altra volta. Solo devo dire che mi sento preso in giro dalla papale intenzione di pregare, per i due fratellini scomparsi, all’arrivo nel fresco della valle di Aosta nello stesso tempo che ha l’intenzione, tornando a Roma, di partire subito per la villeggiatura di Castelgandolfo.
Inoltre circa il problema palestinese asserisco che è benefica la forza del diritto quanto esecrabile il diritto della forza. Ma ne riparleremo più estesamente.
Un saluto dal
dottorgiannoni