adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2006

                     17/9/2006 - 1956 - UNGHERIA

<<<

1956: un anno da ricordare
di Gabriele Parenti

Il 1956 è stato, per molti versi, un crinale della storia. Il vento del cambiamento iniziò da Mosca. Al XX congresso del PCUS, il nuovo segretario generale Krusciov denunciò i crimini di Stalin provocando un vero shock nell’Europa orientale e nei partiti comunisti dell’Occidente.
In particolare gli ungheresi, che avevano mal sopportato il pugno di ferro di Stalin, ritennero che fosse il momento di esigere una svolta. E ottennero il ritorno del riformatore Nagy esiliato dagli stalinisti.
A questo punto, incoraggiati anche dalla propaganda occidentale ( ma senza alcun avallo politico dei Paesi Nato) la popolazione chiese l’indipendenza dall’URSS e l’uscita dal Patto di Varsavia. I sovietici che presidiavano i punti strategici del Paese si trovarono di fronte all'intera capitale in rivolta. Così, il primo novembre 1956 aderirono alla richiesta di Nagy di lasciare l’Ungheria. Mentre a Budapest si abbatteva la grottesca statua di Stalin alta 20 metri, lunghe file di carri armati si diressero verso la frontiera. Ma era solo un modo per prender tempo.
Quando fu chiaro che l’occidente non avrebbero rischiato una guerra per l’Ungheria - perché l’America intendeva rispettare gli accordi di Yalta - e quando l’invio di truppe inglesi e francesi ad occupare il canale di Suez distolsero l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, i sovietici scatenarono la repressione.
Ancora una volta il colonialismo diveniva, di fatto, il miglior alleato del regime sovietico perché le violazioni all’autodeterminazione dei popoli finivano per compensarsi e ciò frenava l’indignazione dell’opinione pubblica internazionale- Indro Montanelli, inviato del Corriere della Sera a Budapest, ha raccontato la tragedia del popolo magiaro nel lavoro teatrale, poi divenuto film, I sogni muoiono all’alba. Per un mese gli ungheresi combatterono nelle strade, armati solo di fucili. I mezzi corazzati sovietici divelsero le barricate e schiacciarono la rivolta. Nagy fu arrestato, deportato in una prigione segreta in Romania e poi impiccato il 16 giugno 1958. Sulla neonata democrazia ungherese – scrisse Montanelli- calò, definitivamente, la cortina di ferro.
La repressione di Budapest divenne ben presto un’arma propagandistica in mano a chi si opponeva al processo di distensione, un argomento “di destra”, per boicottare il dialogo con i comunisti.
Eppure il 1956 è stato un anno di svolta. Per la prima volta veniva messa in discussione la logica dei blocchi contrapposti e della spartizione dell’Europa fra le due superpotenze. Per la prima volta l’Europa annichilita dalla seconda guerra mondiale, tornava a interrogarsi su come ritrovare la sua autonomia politica.
Il sacrificio degli ungheresi non è stato vano: a chi ha mostrato perplessità sull’allargamento dell’Europa portando argomentazioni di politica economica si deve rispondere che nell’idea di Europa il fattore economico non è l’argomento esclusivo né lo sono le affinità storico-sociali. Perché quel idea di Europa che nasce dalla dissoluzione dei blocchi contrapposti ha cominciato a germogliare nell’opinione pubblica internazionale proprio a seguito degli eventi del 1956.
Gabriele Parenti
Il 1956 è l’anno in cui cadono i veli che coprono la sostanza del socialismo “reale”. Le rivelazioni sui “crimini di Stalin”, il soffocamento delle libertà in Polonia e in Ungheria rendono palese che non di socialismo si tratta quanto di dittatura.