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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2006

                     12/11/2006 - DOTTORGIANNONI

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L’opinione del dottorgiannoni

Caro Nanni

prima di tutto devo correggere qualcosa della mia lettera precedente sugli emolumenti del sindaco e compagni: non è del 50 % l’aumento rispetto all’importo precedente, come ho scritto, bensì del 49,48% e qualche cosina. Ho rifatto i conti. Per la precisione.
In questi tempi ho ascoltato discorsi preoccupati: i conti vanno male ed una finanziaria di rigore è necessaria; però il rigore è per noi, non per lor signori .
Certamente vedremo il signor Cimoli ed il direttore dell’Alitalia lasciare i loro seggioloni ben rimunerati e con un ben servito miliardario anche se non sono stati capaci di risolvere i problemi cui erano stati chiamati (e pagati) per risolverli, vedremo sempre pagati con lo stesso stipendio i cosiddetti “grandi comis”. Sentiamo e sentiremo parlare di crisi in Italia da chi riscuote 10.000, 50.000, 100.000 e più euro al mese. Certamente. anche dal Sindaco di Pontassieve (l’ho sentito parlare alle Sieci in tali termini durante la recente campagna elettorale) e dai rappresentanti di un certo calibro della cosiddetta sinistra. Affermare di sentirci presi per i fondelli è un vero eufemismo ed un parlare forbito. In quella prassi non vedo nessun rispetto dei diritti e delle necessità della maggior parte della società. Vedremo chi dice di rappresentarci (e non è vero) continuare a fare i propri interessi. Con sintonia bipartisan.
Ho letto recentemente che veniva consigliato Prodi di parlare in Cina di diritti civili. Non era necessario che Prodi arrivasse in Cina per parlare di queste cose; bastava che in aereo parlasse col seguito di industriali che lo seguivano ai quali non interessa niente dei diritti dei cinesi che lavorano nelle fabbriche da loro impiantate in Cina; costoro stanno dietro solo ai propri interessi, qui e fuori di qui. (E poi si blatera del pericolo cinese).
A proposito di Prodi: leggevo in questi giorni in un quotidiano qualcosa sul suo consigliere economico dimesso. E con la dimissione del consigliere veniva fuori anche la moglie di Prodi, la quale finora mi era stata presentata come donna tutto casa, chiesa e famiglia. Forse, certamente, lo è; ma è anche titolare di interessi economici personali dice notevoli (per i quali utilizzò il condono di Tremonti); interessi che sono in combutta e, mi dicono, amministrati dal consigliere dimesso. Per carità, tutto legale; comunque a me piace poco che il Presidente del consiglio abbia avuto come consigliere personale, politico ed economico, (per me sono la stessa cosa) un tale cointeressato agli interessi di famiglia. Mi ritorna il mio refrain solito: il berlusconi ed i berluschini. E capisco allora l’asserzione del rigore (per gli altri) della finanziaria, sostenuto dall’idea che chi guadagna poco deve sempre guadagnare poco, chi guadagna molto deve sempre guadagnare di più.
Inoltre mi ha dato noia la richiesta di Prodi di togliere l’embargo alla Cina per le forniture militari. E la tanto strombazzata pace? Ad uno che fosse maligno, ma io non lo sono, potrebbe venire da pensare che qualcuno abbia un interessamento economico personale in una qualche ditta che produce armi.
Da qui il passaggio al problema del Partito Democratico è breve e conseguente.
In fondo in fondo essere di sinistra in sé non dice nulla. Giunto alla mia già veneranda età vedo l’umanità divisibile in due fasce, indipendentemente da concezioni religiose o agnostiche: l’una di coloro che stanno bene se anche gli altri stanno bene; l’altra di quelli che stanno bene anche se gli altri stanno male (e chi produce le armi non pensa a strumenti per fare carezze; chi bada ad interessi egoistici sta nella seconda fascia cosiccome chi non si cura di fare in modo che gli altri non stiano male). Anche di questo deve essere tenuto conto nel pensare al partito democratico; (guarda caso ritorno ai concetti espressi all’inizio di questa lettera).
Sento di sottolineare che il conoscere la storia non è soltanto ricordarsi delle date e degli avvenimenti bensì ragionare sui fatti, con senso critico.
Detto questo vedo in tanta parte dei DS un desiderio di svendere ideali e passate lotte per acquisire quei diritti senza le quali lotte mai sarebbero stati raggiunti. Un’analisi storica mi fa dire che se la gente avesse aspettato l’aiuto dall’alto, dal potere dello stato e della chiesa cattolica saremmo sempre al papa re, magari al re Savoia, alla miseria, ai servi della gleba. Mi ricordo bene che la DC si trovò bene con Craxi e non con Lombardi e con Pertini, che quando si doveva votare per riforme già apparentemente scritte nel programma di governo veniva inventata una crisi, tanto che il povero Nenni, oggi riabilitato, si sentì messo in croce. Mi ricordo bene di quei tempi e ne do un giudizio critico.
Ora personaggi importanti che in qualche maniera mi ricordano la DC e che dovrebbero far parte dell’organizzando partito democratico affermano che non vogliono morire da socialisti e che per far parte del nuovo partito dovremmo accettare l’idea interclassista tanto cara alla DC. Ed io dovrei morire da democratico cristiano? Dovrei accettare valido il sistema capitalista, dovrei sopportare il potere della Chiesa? E’ indispensabile piuttosto che finalmente tutti quelli che aspettano e vogliono una nuova organizzazione della società civile, libera, laica e democratica (democratica non solo a parole) e socialista possano trovare una organizzazione in cui riconoscersi senza essere indicati come traditori o estremisti o terroristi; organizzazione che solo per opportunità politica potrebbe federarsi, in chiarezza, onestà e rispetto reciproco, con altri raggruppamenti politici.
E nel nuovo partito, diciamo di sinistra tanto per intenderci, dovrà essere rispettata la regola di essere coerenti fra le idee professate ed il comportamento, lo stile personale di vita, insieme al precetto che la democrazia può nascere solo dal basso; chi oggi è minoranza diventerà domani maggioranza se saprà convincere i più.
Accetterei che tanti ipocriti affermassero una buona volta sinceramente da che parte stanno. Sapremmo come difenderci, (se “democrazia” non è solo una parola; ma quanti ipocriti parlano, soltanto, di democrazia, e non solo a destra). Basta con gli ipocriti.
Che dire infine della “letio magistralis” del Papa, della sua lezione cosiddetta magistrale tenuta in Germania? Penso che l’aria di Baviera i abbia avuto un certo influsso su di lui perché se voleva parlare di rispetto e di colloquio fra le religioni non doveva citare il passo dell’ultimo imperatore di oriente che era in guerra con i musulmani, che si doveva ricordare che il Papa precedente aveva chiesto perdono ai musulmani per le crociate, che si doveva ricordare come si era comportata la chiesa cattolica durante la conquista dell’America. Deve inoltre tener presente che il suo insistere sulle radici cristiane dell’Europa fa per forza ricordare i milioni di morti per le guerre di religione europee, compresa la notte di San Bartolomeo, ed il “Gott mit uns”, il “Dio con noi” delle SS naziste; (non a caso ha trovato il plauso di Fini, delle destre e dei fascisti). Del resto a mio parere il fondamentalismo islamico è un’espressione soprattutto
politica, ed è indice di debolezza che merita una risposta

politica civile e non militare (ciò che non hanno capito né Bush, né il berlusca, né il Fini, che fare la guerra li ricompatta e non aiuta l’islam non fondamentalista). Da parte sua il Papa dovrebbe parlare di religione e non di politica (“il mio regno non è di questo mondo”, parole di Cristo cui si dicono ossequienti), dovrebbe mettere da parte il passato e guardare al futuro, (la memoria fa parte del passato, la speranza del futuro), se vuol seguire il Vangelo.
Tanti altri argomenti vorrei trattare, caro Nanni, (per esempio il rapporto fra Mozart e Bach con lo sviluppo rivoluzionario di una coscienza politica) ma è bene che termini qui, prenderei troppo spazio. Ad un’altra volta, caro Nanni.
Il dottorgiannoni