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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2006

                     12/11/2006 - T.I.A.

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TIA: Tariffa Imposta Arbitrariamente.

Secondo il sacrosanto principio di politica ambientale “Paga chi inquina”, siccome inquina Pantalone, è giusto che Pantalone paghi: resta da chiarire come e quanto paga per i rifiuti che produce.
Ed ecco che allora si trasforma la generica TARSU in TIA, da tassa a tariffa, come prevede una legge ormai vecchia di dieci anni e come sarebbe giusto che fosse.
Ma – ed è qui che casca l’asino – una tariffa, per interpretazione letterale, pone la sua validità sulla misurazione dei consumi: è così che paghiamo luce, gas, acqua e telefono per i quali abbiamo un contatore che segna scatti o metri cubi che ognuno di noi è in grado di controllare.
La tariffa poi può essere ritenuta giusta o ingiusta, troppo cara o poco (mai), comunque si avvale di uno strumento di misurazione che indica una quantità precisa.
La TIA invece no: si avvale di strumenti approssimativi e discutibili valutando con i metri quadrati dell’abitazione, come la superata TARSU, il numero dei componenti del nucleo familiare in base all’equivalenza tante persone uguale tanti chili di rifiuti, stimando un conto pro-capite sulla produzione totale dei rifiuti stessi per cui chi statisticamente a ciascuno in ugual misura, come se già cent’anni fa Trilussa non ci avesse insegnato “che d’è la statistica”.
Mi viene subito da porre una domanda - io che sono stato, come qualcuno ricorda, il primo Assessore all’Ambiente del Comune di Pontassieve e per tanti anni ho condotto il Consorzio dei Comuni della Valdisieve occupandomi del sudicio - : a che cosa sono serviti anni di educazione ambientale nelle scuole e tutte le iniziative che hanno coinvolto un gran numero di cittadini sensibili al problema, quando chi risparmia è equiparato a chi spreca, quando chi si preoccupa di separare il loglio dal grano subisce lo stesso trattamento di chi fa di ogni erba un fascio?
Fa ridere tra l’altro che l’unico premio reale, un piccolo sconto, venga attribuito a chi si è fatto fornire la compostiera, riempita al novanta per cento con erba e potature che non sono un rifiuto (altrimenti nella vecchia TARSU o nella nuova TIA uno avrebbe dovuto pagare anche per la superficie dl giardino), gratificando quindi chi non commette un abuso (portare sfalci e potature a cassonetto) quando viceversa dovrebbe come tale, visto che c’è chi lo fa, essere sanzionato, e creando una disparità sociale di trattamento con chi vive in condominio e non ha il giardino.
Gli altri sconti – si vedrà quando l’Azienda si sarà attrezzata con i dovuti strumenti di misurazione – sono lasciati al vago come incentivo (quasi una promessa di paradiso piccolo piccolo per chi ha fede nell’aldilà) a chi in ogni caso giustamente pone davanti la tutela dell’ambiente a tre soldi di risparmio.
Quali vantaggi porta dunque al cittadino la TIA rispetto all’iniqua Tarsu?
E’ difficile da spiegare perché in effetti non cambia nulla sul piano formale.
Quello che non si capisce chiaramente è intanto il
perché in una Società che annovera dieci comuni, soltanto in tre si mettano a fare le mosche cocchiere, mentre gli altri sette continuano come prima con una evidente incongruenza all’interno dell’utenza della medesima Azienda.
C’è da supporre che i tre, dopo essersi liberati, con grande guadagno dei contribuenti, di tante beghe che hanno esternalizzato non vogliano neppure più rispondere agli elettori delle eventuali disfunzioni del servizio di igiene urbana o, meglio ancora, non vogliano più trovarsi davanti il solito problema di riempire la differenza che esisteva con la Tarsu tra costo del servizio ed entrate del tributo, con un aumento dello stesso del quale non assumersi la responsabilità (vedi acqua).
Sì perché, mentre la tassa poteva avere una copertura contributiva anche inferiore al costo effettivo ed i Comuni vi avrebbero fatto fronte con altre entrate, la tariffa pretende la copertura al cento per cento in quanto vale il principio del pareggio tra costi e ricavi.
A questo punto, a proposito di costi e tariffe, è determinante per la comprensione dei lettori aprire una parentesi sulla concezione corrente di politica amministrativa ripercorrendo sommariamente le tappe di un’involuzione che vanno a finire anche sulle polemiche attuali per l’inceneritore, pardon, il termovalorizzatore.
A suo tempo avevamo individuato forme di risparmio per i contribuenti nell’allargamento del vecchio Consorzio per i Servizi della Tutela Ambientale ai Comuni del Mugello con un Accordo di Programma, per poi coinvolgere anche i Comuni del Valdarno fiorentino, così come nell’ampliamento dell’inceneritore per una taglia compatibile con la possibilità di recupero energetico – economie di scala -; le carte erano già pronte, accettate, quasi sottoscritte, il beneficio portava ad un abbattimento di circa il 20 per cento sui costi, quando i Comuni della Valdisieve sconfessarono il tutto perché dovevano scindere la vecchia Comunità Montana per farsi la loro,entrando in rotta di collisione con il Mugello..
Andammo avanti con il Valdarno, il CSTA divenne AER s.p.a. e i costi continuarono a crescere (in parte anche per tutto il nuovo apparato dirigenziale, dal CdA all’ATO, prendendo a riferimento l’articolo del Dottorgiannoni sul precedente numero); la scala delle economie era in salita e salirà ancora di più se andrà avanti il percorso programmato per lo smaltimento dei rifiuti, perché, a prescindere da tutto il resto, 38 milioni di euro per il nuovo impianto rappresentano una cifra difficile da smaltire senza far ricorso di nuovo alle tasche del vecchio, ma sempre più amareggiato, Pantalone.
Se il limite di queste righe sta in gran parte dall’aver affrontato i problemi soltanto nell’ottica economica e si vogliono mettere in campo per contraltare le “magnifiche sorti e progressive” sul piano ambientale, possiamo anche farlo, ma per favore con meno approssimazione di come è stato fatto fino ad ora, a partire dalla TIA.

Enrico Boni