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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2006

                     23/12/2006 - DOTTORGIANNONI

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Caro Nanni
nelle lettere precedenti ho fatto qualche accenno al nuovo partito, dice democratico.
Con questa lettera te ne parlerò in maniera più organica per dirti ciò che ne penso. Anche di sensazioni protopatiche (il termine vorrebbe indicare emozioni provate a pelle, come si è soliti definire, senza l’intervento del ragionamento cosciente della corteccia cerebrale). Alla prima vien da pensare ad una svendita al primo offerente di un blocco di ideologie, ritenute sorpassate ed inutili, sopportate con fastidio. Ed il compratore è quello che più si dà da fare per svilirne il valore per dar loro un minimo prezzo di mercato; il venditore abbocca e fa la figura di tanti contadini che avendo in casa cassapanche del ‘quattrocento o mobili del ‘settecento, capitati chissà come in casa e dei quali non conoscevano il valore, che per due palanche li dettero via a certi furbini. D’accordo le ideologie non sono mobilia; per me, e conoscendoti anche per te, le ideologie hanno un valore più alto dei mobili di antiquariato.
Fatto sta che ora si vogliono svendere quelle ideologie di grande caratura, pregne di sacrifici, di lotte, di speranza, di orgoglio, di mete raggiunte a caro prezzo. Sono: l’ideale di giustizia sociale, di lotta per i diritti umani, di lotta alle soperchierie, di lotta alla miseria, per la libertà dal bisogno (tutto ciò che in una parola veniva chiamata lotta di classe); gli ideali del socialismo e del comunismo.
Subito mi sorge una considerazione: che l’idea della svendita sia venuta in mente a chi ha usato quegli ideali per fini economici personali, ( così facendo hanno svilito il valore dell’ideale, trovandolo fuori moda se non d’impiccio), l’avevano adoprato non credendoci fidando della buona fede di chi credeva veramente a quegli ideali, utilizzando la loro dabbenaggine ( che ha però un limite, purtroppo per loro). Gente incancrenita ed invecchiata nel potere, difeso a forza di bugie ( che hanno più o meno le gambe corte) e che ora, non sapendo dove andare cercano nuovi giacigli, si sforzano di convincere gli altri della necessità di quel nuovo giaciglio dove loro si accuccierebbero ben bene, che vorrebbero chiamare partito democratico o dell’Ulivo che dir si voglia, tanto le ideologie, gli antichi ideali, sono sorpassati. Gente che ha predicato bene e razzolato male e che vogliono continuare quel giochino. Ipocriti peggio dei pinzocheri falsi!. Tra l’altro: mentre sbraitano che le ideologie sono morte, ( ci si ricordi che nella parola” ideologia” c’è lo stesso nocciolo che c’è nella parola “idea” e nella parola “ideale), sanno che non è morta l’idea di arricchirsi sfruttando il bisogno degli altri, (che in fin dei conti è la loro regola), accettano che le leggi economiche in atto, per esempio, permettano di vendere il grano ad un prezzo più alto in caso di carestia, che si possa raddoppiare, se non triplicare il prezzo delle catene da neve quando c‘è bisogno delle catene. Ciò che è nelle “sante” regole del mercato, nell’ideologia del capitalismo, sempre aiutato dalla Chiesa ufficiale, come anche gli anni del regime del berlusca hanno dimostrato.
Alla fine di settembre, ai primi di ottobre ho partecipato in
Assisi al convegno dei cristiano- sociali. Speravo di assistere a qualcosa di meglio. Ho sentito parlare anche lì di fine delle ideologie, non ho sentito mai parlare delle verità sociali del Vangelo, non ho sentito mai parlare delle storture e dei danni sociali del capitalismo, pinzocheri senza Vangelo che mi hanno dato da pensare che siano entrati nel partito dei DS quando pensavano che l’ideologia fosse morta, per dare l’ultima spallata alla lotta di classe (sempre orbrobiosa per i cattolici), e che proclamavano, in quel convegno, che se i DS non vanno nel nuovo partito, loro ci vanno. Certamente lì si ritroveranno con i vecchi “amici” i quali, come loro, a parole si dicono laici ma che sempre obbediscono ai dettami del papa, qualsiasi cosa si tratti.
A quei pinzocheri senza Vangelo vorrei ricordare che certi chicchi di grano del Vangelo hanno fruttificato anche fra i sassi, anche in tanti che non vanno in Chiesa, ciò che dovrebbe fare universale il Vangelo per ciò che riguarda le questioni sociali, al di fuori della “Santa Madre Chiesa” che continua a legare la libertà religiosa sempre alla libertà economica, che ipocritamente ha sempre affermato di essere dalla parte dei poveri quando in verità è sempre stata dalla parte dei padroni e della guerra (vedi la lettera di don Milani ai cappellani militari, ciò che riferiscono i contadini, quelli che erano contadini di un prete. e la prassi dell’attuale Opus Dei).
A quel convegno parlò in una tavola rotonda anche un esponente dei Ds, anche lui affermò che erano finite la ideologie. Dopo la tavola rotonda domandai a quel figuro: “Ma tu, sei contro il capitalismo?” Rimase perplesso; poi sibilò: Fino ad un certo punto”. Non potetti fare a meno di dirgli: “Pallino, allora vai col berlusca e con Cicchitto, fai prima, non perdere tempo!”. Allora mi guardò con altezzosa sufficienza.
Non ho sentito mai, da parte dei fautori del nuovo partito, una parola di critica all’ideologia capitalista come terreno di incontro e di discussione. Le ragioni sarebbero la convenienza elettorale, il superamento delle ideologie, il superamento di pregiudizi. Sulla base di che? se i cattolici ed il papato, adesso, sono più oscurantisti di prima, hanno gioito per il tentativo di levare di mezzo il concetto di evoluzionismo e gli studi post Darwin, non accettano la libertà di pensiero dando per scontata come vera soltanto la loro “verità” Per dire le prime cose che mi vengono in mente.
E’ chiaro che la prassi capitalistica è fonte di scempi e di sciagure, che ha fatto e fa più morti di quanti ne abbia fatto il bolscevismo (che anche noi detestiamo). Non basta a tanti ricordare Bhopal e il Vaiont, la guerra per il petrolio (in Iraq ed in Nigeria), la logica del nuovo colonialismo (che segue i canoni del liberismo) causa di morte per fame di migliaia di persone, causa di miserie e di inquinamento, gli scandali della Cirio, di Parmalat e dei bot argentini, l’abuso del lavoro nero, le truffe finanziarie, per condannare il capitalismo? So bene che viviamo in un regime capitalista. Lo so bene che tanti ancora accettano il capitalismo. Lo so bene, purtroppo. Ma se qualcuno non vuol morire socialista almeno ci permetta di continuare a non accettare il capitalismo, democraticamente.
L’attuale maldestro tentativo di tacitare antichi ideali deve offrire l’opportunità di dar vita ad un nuovo raggruppamento politico in cui possano convivere socialisti, comunisti, (si, anche comunisti), ambientalisti,
movimenti giovanili, rispettosi gli uni degli altri, senza prefissate egemonie, convinti che con la sola prassi democratica del consenso, acquisito col convincimento, possiamo far cambiare l’idea altrui, senza ricatti o bizze, consci della propria forza del momento. Certo che con un altro partito, la Margherita od il nuovo partito potremo federarci; ci sono tante cose da fare insieme. Purché anch’essa accetti le regole democratiche senza tacciare di fondamentalismo o peggio di terrorismo chi non la pensa come loro. Fedeli alla non violenza. Nella assoluta libertà democratica di pensiero, di pubblica informazione e di rispetto reciproco assoluto.
Forse non basta (ed il “forse” è solo un garbo, un vezzo colloquiale); è necessario che l’agire vada di pari passo al pensare ed al dire. Non possiamo più sopportare il


predicare bene e razzolare male”. Non deve essere possibile usare l’idea socialista o comunista per raggiungere vantaggi economici personali; partendo dai militanti fino ad arrivare ai sindaci, ai deputati, ai governanti; la probità, l’onestà e la morigeratezza devono far parte dello stile di vita di tutti. Inoltre ci dobbiamo convincere che la vita sociale e politica deve essere fondata sul lavoro e sulla vera partecipazione di tutti. Almeno per la parte che ci riguarda.
Se no, siamo punto e a capo o alla fine.
Caro Nanni, spero e credo di essermi spiegato, almeno per sommi capi. In seguito, se potrò, cercherò di approfondire il problema.
Alla prossima.
Il dottorgiannoni