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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2007

                     4/3/2007 - PARTITO DEMOCRATICO, SOCIALISMO, RIFORMISMO

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Partito democratico,
riformismo, socialismo
di Rino Capezzuoli
L’eventuale nascita del partito democratico sembra, riportare in auge due questioni date per scomparse: il riformismo ed il socialismo.
A parole il gruppo dirigente sia dei Ds che della margherita dicono di voler fare il PD ma al di là di una volontà politica peraltro tutt’altro che unanime non si vede un disegno ideale, culturale sociale compiuto che tenda in questa direzione. Nello schieramento di centrosinistra non si riesce a giustificare la nascita del Pd se non con la necessità di semplificare lo schieramento politico, (facendo scomparire le forze politiche minori ??)e l’unità di due forze unite dal continuare a governare il paese.
Una unità così fatta segnerebbe solo la sconfitta del ds e la supremazia ideale del mondo cattolico che potrebbe generare un governo di fatto catto comunista populista.
Il paese non è pronto per questa operazione politica di “unificazione” che, se fatta in tempi troppo rapidi, può avere effetti tutt’altro che positivi. Come la storia politica dimostra ci saranno subito due scissioni una nei DS e l’altra in quei cattolici che non vorranno entrare nel Pd. Ci sarà la crisi di governo e tornerà al potere la destra, magari sotto la guida di Casini. Mentre a sinistra torneranno le liti.
Soprattutto il paese non è in condizioni economiche e sociali tali da permettere una simile operazione, prima c’è bisogno di recuperare condizioni sociali ed economiche con i fatti e soprattutto con il fare le riforme, tali da recuperare credibilità non teorica ma concreta nel gruppo dirigente di questo centrosinistra, e di questo paese, che ha comunque bisogno di rinnovarsi.
C’è la necessità che si formi quel gruppo sociale realmente riformista capace di cambiare il paese che oggi solo si intravede ma ancora non ha dato prova di se.
In quel momento si porrà il problema del perché Partito democratico e non partito del socialismo europeo ? Che sarebbe la cosa più logica. E quindi ecco che tornerà la questione socialista in tutta la sua portata ideale di riformismo e di equilibrio come punto di incontro del riformismo possibile. La creazione del partito democratico porrà in modo speculare inevitabilmente la questione socialista. in tutta la sua portata
Gli attuali dirigenti Ds e Margherita invece pensano di risolvere la questione socialista riabilitando in qualche modo Craxi e dando un contentino allo Sdi purché entri nel PD.
Un percorso questo, miope, come pure è miope quello dell’ultrasinistra, che pensa di trarre beneficio dalla formazione del PD e finirà invece travolta elettoralmente dalle condizioni del paese che vedrà in essa il capro espiatorio del ritorno della destra al potere.
Invece è giusta a nostro parere l’intuizione di coloro che vedono per la sinistra un percorso in sintonia con il progetto del socialismo europeo fortemente riformatore che affronta e risolve i problemi del paese con un forte europeismo, una concezione di dialogo costruttivo tra stato e chiese, una riduzione delle disparità sociali in Europa e tra l’Europa ed il sud del mondo.
Il centrosinistra si deve dare delle priorità: a) Progetto culturale ideale politico; b) costruzione di un blocco sociale economico vincente; c) cambiamento del sistema elettorale; Tutte queste cose dovranno forse essere fatte contemporaneamente ma ciò non deve far dimenticare le priorità e soprattutto deve trovare un suo motore di propulsione che ancora non esiste oppure non è ben individuabile perché di riformismi ce ne sono apparentemente troppi .
Cioè troppi riformismi nessun riformismo e vittoria della destra!!
Concludendo il riformismo è qualcosa di molto concreto che molti di noi recepiscono solo in astratto. Finché a sinistra non si sarà superato questo atteggiamento non potrà realizzarsi quella nuova prospettiva che a parole anche a sinistra si dice di voler realizzare.
Un gruppo dirigente politico lungimirante dovrebbe girare il paese in lungo e largo spiegando come si realizza in pratica il riformismo cioè come si cambia il paese giorno per giorno.
Quello che sta accadendo per le liberalizzazioni e per i monopoli, energia, credito, materie prime e specularmente sull’innovazione ci dice che andiamo troppo lentamente in questa direzione e per il riformismo italiano non vi sarà un altro appello perché domani sarà un altro giorno comunque diverso dall’oggi.
Rino Capezzuoli