adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2007

                     24/5/2007 - PONTASSIEVE FRA LE DUE GUERRRE

<<<

Un libro di Paola Veratti

“Un portamonete, un orologio con catena, uno specchietto rotto, un rasoio, alcune lettere, delle foto, un piccolo coltello, talvolta una penna o degli assegni non percepiti: alla fine della prima guerra mondiale molte famiglie ebbero indietro solo gli effetti personali dei loro ragazzi.” Comincia così, con una felice descrizione, di taglio narrativo, l’esemplare ricostruzione di Un paese tra le due guerre, il volume che Paola Veratti ha dedicato alla storia di Pontassieve fra il 1918 e il 1940. Suddiviso grosso modo in due parti, il libro presenta un’accurata ricostruzione cronologica degli anni che condussero dalla fine della guerra alla piena affermazione del fascismo, limitandosi, per gli anni successivi, a trattare alcuni temi di particolare rilevanza, quali il progressivo aggravarsi delle difficoltà economiche, la difficile situazione finanziaria del comune, il ferreo controllo dell’educazione, la mobilitazione paramilitare, ma anche le tensioni sociali, dovute alla presenza crescente di un nucleo di disoccupati, e l’esistenza di un’opposizione al regime, silenziosa e non organizzata, ma da cui maturò quel movimento resistenziale che, nell’area di Monte Giovi, dette importanti esempi di mobilitazione antifascista. Tutto naturalmente in una dimensione locale, ma sempre senza dimenticare le vicende nazionali, per gli ovvi riflessi che queste ebbero sulla vita di un centro come Pontassieve, niente affatto isolato nella sua collocazione geografica ed economica.
L’autrice segue così le raccomandazioni di numerosi storici che hanno individuato nello studio delle dinamiche locali la prospettiva privilegiata per lo studio del movimento fascista e della realtà politica italiana del “ventennio”, caratterizzata da una forte frantumazione localistica. C’è in effetti, nella storia italiana, un intreccio essenziale fra il livello nazionale della politica e gli sviluppi locali e questo intreccio persiste anche sotto il fascismo, nonostante che, in quegli anni, le istituzioni locali perdano progressivamente la loro rappresentatività, soprattutto a causa della trasformazione istituzionale che, con l’introduzione dei podestà, aveva di fatto azzerato l’autonomia degli enti locali, in nome di una politica nazionale accentratrice e dirigistica. Tutto ciò ha conseguenze anche sullo storico che si accinga a intraprendere uno studio come quello condotto da Paola Veratti, che si trova a dover affrontare alcuni inevitabili problemi di ricerca. Innanzitutto i fondi degli archivi storici vanno incontro, a partire dalla seconda metà degli anni ’20, a un notevole impoverimento, frutto della perdita di autonomia del potere locale, di cui si è già detto. Inoltre la stampa subisce un significativo appiattimento sulle posizioni di regime, che esercita un controllo capillare sui periodici, ma anche sui libri e persino sui documenti privati. Infine le stesse fonti orali risultano parziali, non solo per i noti limiti delle testimonianze, soprattutto se raccolte a così grande distanza di tempo, ma soprattutto perché i nodi irrisolti, che la fine del fascismo non è riuscita a districare, inducano ancora, a sessant’anni di distanza, a risposte emotive, poco distaccate e oggettive. Nonostante questi problemi, Paola Veratti è riuscita a dare un quadro significativo e, per quanto possibile, completo della realtà locale negli anni che hanno visto nascere, affermarsi e declinare, fino alla sconfitta, il regime fascista. Inoltre, incrociando i risultati della ricerca d’archivio, che, per esperienza diretta dell’archivio storico di Pontassieve, non posso che definire esemplare, con lo spoglio dei periodici e le testimonianze orali raccolte, ma anche con una bibliografia approfondita, Paola Veratti ha individuato nella storia di Pontassieve tra le due guerre alcuni processi rilevanti non solo per la storia locale, ma anche per chiarire alcuni problemi storiografici generali, come, per esempio, l’uso pretestuoso, da parte del fascismo, della Grande Guerra e della sua memoria: un vera e propria sacralizzazione, che nascondeva il vero oggetto del contendere politico, che non era una questione di patriottismo o nazionalismo, ma piuttosto quella della ridistribuzione del potere, economico e politico, esercitato fino ad allora dalle famiglie dei grandi proprietari terrieri e dei pochi industriali. Tale ridistribuzione era stata l’obbiettivo principale dei movimenti sociali, economici e politici che, dopo la prima guerra mondiale, avevano attraversato l’Italia, suscitando speranze e timori che il fascismo seppe “leggere” meglio di qualunque altro movimento politico e sociale. Il caso di Pontassieve è al riguardo esemplare e il libro lo ricostruisce con grande accuratezza.

Paola Veratti ha pubblicato Un paese tra le due guerre grazie all’intervento della Banca di Credito Cooperativo di Pontassieve, che dobbiamo ringraziare per aver messo a disposizione di tutti uno studio meticoloso, particolareggiato e ben scritto, anche se l’importanza del lavoro avrebbe meritato una veste editoriale più appropriata.