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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2007

                     24/5/2007 - ANNA MARIA ENRIQUES AGNOLETTI

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In occasione della festa della del 25 aprile 2007, si ripropone all’attenzione dei lettori l’antifascista e martire

Anna Maria Enriques Agnoletti



Anna Maria Enriques Agnoletti era nata a Bologna nel 1907, da padre ebreo e da madre cattolica, né l’uno né l’altra erano praticanti; l’istruzione impartita ai figli fu dunque laica. Il padre era uno dei maggiori biologi italiani ed era professore universitario e trascorse la giovinezza tra le città di Napoli, Sassari, Padova e Firenze seguendo gli spostamenti del padre dovuti ai susseguenti incarichi di docenza. Nel 1930 conseguì la laurea nel capoluogo toscano con una tesi in storia medievale, trova impiego nel 1932 presso l’Archivio di Stato di Firenze.
Nel 1938 erano uscite le leggi razziali, in quanto figlia di padre ebreo fu cacciata dall’impiego in archivio (L’Archivio di Stato di Firenze dipendeva allora dal Ministero degli Interni) e finì in penose ristrettezze finanziarie.
Intanto, e prima delle leggi razziali ebbe contatti con Giorgio La Pira che approfondì le problematiche spirituali. Maturò così, la sua decisione di entrare nella Chiesa Cattolica.
Giorgio La Pira aiutò Anna Maria a trovare un nuovo lavoro e fu assunta alla Biblioteca Vaticana in qualità di paleografa. Qui maturò le sue convinzioni politiche grazie all’incontro con altri bibliotecari, in particolare con Gerardo Bruni, questo fondatore di un partito cattolico clandestino, il Movimento Cristiano Sociale, alla quale aderì. Fu attiva nell’opera di propaganda e di organizzazione clandestina.
Intanto, nell’ottobre del 1943, Anna Maria aveva abbandonato il lavoro alla Biblioteca Vaticana ed era tornata a Firenze, per essere vicina alla madre rimasta sola – il fratello, ripetutamente imprigionato, era attivo nella resistenza – ma fu continuamente impegnata in attività di organizzazione e di collegamento tra il gruppo romano dei Cristiano Sociali e quelli toscani, al punto di essere il tramite fra i cristiano-sociali e il Partito d’Azione, di cui era dirigente il fratello Enzo Enriques Agnoletti. Tra i due movimenti si strinse, un patto di unità di azione e da allora la lotta fu condotta, in stretto contatto ideale e organizzativo.
Da Firenze prende contatti con i gruppi della Resistenza operanti nel Livornese, in Lucchesia, nella Val di Chiana e in Val d’Orcia, oltre al collegamento con i reparti alleati per la trasmissione di informazioni militari. Inoltre aveva scelto nella clandestinità quello dell’assistenza ai perseguitati sia a militari alleati, che famiglie ebree, cui forniva documenti di identità, benché essa stessa fosse a rischio in quanto figlia di ebreo.
A seguito di delazione di due persone spacciatesi per ex ufficiali, a nome di “amici cristiano sociali”, il 15 maggio 1944 Anna Maria fu arrestata insieme alla madre e portata a Villa Triste in via Bolognese. Fu sottoposta per otto giorni, a brutali interrogatori e successivamente portate al carcere di Santa Verdiana e accusata, di aiuto e spionaggio, funzione dirigente in movimento clandestino di resistenza, senza che fosse stato possibile estorcerle alcune informazioni.
Il 12 giugno è condotta a Cercina vicino a Firenze e uccisa insieme con altri sei giovani, fra cui il capitano Piccagli, sul greto del Mugnone; Anna Maria aveva trentasette anni.

Anna Maria Enriques Agnoletti fu riconosciuta il 7 luglio 1947 “partigiana combattente” appartenente al servizio 1. nella divisione “Giustizia e Liberta”; nel documento si dichiarava che era caduta “in combattimento”. Fu decorata con la medaglia d’oro.
Giovanni Casalini

Fonti: Rosalia Manno Tolu e Francesco Martelli – La Scuola di Archivista Paleografia e Diplomatica “Anna Maria Enriques Angnoletti”; Giorgio Spini - Ricordo di Anna Maria Enriques Agnoletti, testo dell’intervento svolto il 10 giugno 2005.