adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2007

                     28/5/2007 - IL TRATTATO DI PACE DEL 1947

<<<

1947 L’ITALIA FIRMA IL TRATTATO DI PACE – PESANTE RIPERCUSSIONI SUL GOVERNO
di Mauro Messeri



L’Italia, alla fine della seconda Guerra mondiale, venne a trovarsi in un quasi totale isolamento sul piano dei rapporti internazionali. I Paesi alleati, vincitori del conflitto, tenevano per l’Italia solo relazioni regolate dalle clausole firmate al momento dell’Armistizio dell’ 8 Settembre ’43. Questa situazione si protrasse fino alla sigla definitiva del trattato di pace. Tra l’estate e l’autunno del 1946, le cinque potenze: Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna, Francia e Cina, forti della loro vittoriosa potenza, stilarono un progetto di trattato di pace che fu presentato all’approvazione dei rappresentanti di 21 Nazioni, convenuti alla Conferenza di Pace a Parigi. I risultati furono favorevolmente recepiti dai quattro ministri degli esteri e la bozza del trattato venne in poco tempo ultimata. Nel febbraio, il giorno 10, il testo completo fu firmato dai rappresentanti italiani. Il nostro parlamento, dopo un acceso dibattito, il 31 Luglio 1947, dette il via libera alla ratifica.
Nel trattato di pace, non potevano non entrare prepotentemente le grosse questioni territoriali dell’Istria e Trimestre e quelle dell’Alto Adige. Senza entrare nel merito, - sarebbe estremamente lungo e complesso dar conto di situazioni che si trascinavano dalla 1^ Guerra mondiale – è giusto ricordare le posizioni dei quattro “grandi”. La linea di comportamento, in ambedue le situazioni, degli Anglo-americani fu nettamente più favorevole all’Italia, che non quella dei Sovietici, difensori degli interessi iugoslavi, volti a invadere in profondità i territori dalmati e giuliani. Decisa, nel braccio di ferro, fu la mediazione della Francia di De Grulle. Infatti la questione Trimestre fu tralasciata dalle discussioni e rimandata a successive sedute. Si ricorderà che il territorio di Trimestre venne diviso in due zone: la A e la B. La prima, con l’intera città di Trimestre, fu amministrata da un governo militare Anglo-Americano. L’altra, con l’intero territorio dell’Istria passò all’Amministrazione jugoslava. Tuttociò per sette anni fino al 1954, quando finalmente sulle coste di San Giusto tornò a sventolare esclusivamente il tricolore italiano.
In Italia, frattanto, si stavano muovendo delle scottanti pedine sul piano politico e governativo. Il trattato di pace fu accolto dall’opinione pubblica con grande delusione. Per raggiungere clausole più dignitose, tanta fiducia era riposta nel riconoscimento, da parte degli alleati, del gravoso impegno profuso nel 1944-45 dal nuovo esercito di liberazione, oltre alle miglia di partigiani combattenti. In pochi Paesi tanto sangue e tante lacrime furono versati a causa delle rappresaglie nazi-fasciste.
Algide De Gasperi, convocato a tre incontri soltanto, uno a Londra e due a Parigi, pur registrando scarso interesse tra gli ex nemici verso l’Italia, non si dette vinto. Fu invitato finalmente a Wshington ad un Forum sull’impegno post-bellico degli Stati Uniti in Europa. Ebbe incontri ad alti livelli: Ministri dell’Amministrazione Truman, Senatori, banchieri, alti prelati ed infine il Presidente degli Stati Uniti. Emerse subito chiaramente, salvo rare eccezioni, l’intendimento di dare all’Italia il massimo aiuto, puchè l’On. De Gasperi liberi il suo Governo dalla presenza dei comunisti e socialisti. Si apre così, nel contesto di una già avanzata “guerra fredda” mondiale, una delle crisi politiche più lunghe e laceranti della storia del nostro Paese.
Ma ci fu ben poco da fare. Una scissione dal PSIUP dell’On. Saragat, porterà alla costituzione del Partito Socialista Democratico impegnato subito ad un totale appoggio a De Gasperi. Pietro Nenni, storico segretario del Partito Socialista rimane invece fedele al rapporto privilegiato con i comunisti.
Le relazioni tra USA e URSS si erano nel contempo ancor più deteriorate. Questo concorse ad abbreviare i temi decisionali da parte di De Gasperi, il quale si sentiva forte dell’appoggio promesso dagli Stati Uniti. Gli Inglesi ed i Francesi con l’Italia erano più scostanti e sospettosi.
Il leader democristiano tornò in Italia con risultati concreti. Centomilioni di dollari di credito a tasso zero, oltre a numerosi aiuti in derrate alimentari e materiali di ogni genere per la ricostruzione. Tuttavia De Gasperi, dopo alcuni tentativi andati a vuoto per legare al governo qualche tecnico gradito alle sinistre, bruciò le tappe: il 31 maggio 1947 varò un governo monocolore D.C. che lo stesso De Gasperi definì “quello della rinascita e la salvezza del Paese”. La formazione di questo governo, sorretto dai partiti laici e dai social democratici, mette la parola “fine” ad un periodo esaltante della storia politica italiana. La collaborazione dei partiti nel CNL per sconfiggere il Nazi-Fascismo, pur avendo nel complesso operato bene per la riconquistata libertà non esiste più.
Il primo centro sinistra, con il PSI di Pietro Nenni e presieduto da Aldo Moro vedrà la luce, dopo strenue opposizioni al limite della legalità sedici anni dopo, esattamente nel novembre del 1963. I comunisti, pur con un nome diverso, torneranno al governo nel 1996. Fu un prezzo molto alto per i due partiti della sinistra storica italiana, ma fu pagato dignitosamente senza velleitarismi e disordini di piazza. Si trattò dunque di un prezzo pagato all’altare dei blocchi contrapposti Est-Ovest.
A questo punto c’è da pensare che su tutta la vicenda italiana abbiano influito gli accordi di Yalta. I fatti d’Ungheria, il muro di Berlino, la primavera di Praga sono lì a dimostrarlo. Nessun Paese della Nato, nonostante gli appelli degli insorti mosse un dito per aiutarli. Lo status quo stabilito dalle grandi potenze nella suddivisone dell’Europa, ha disgraziatamente confermato nel corso del tempo la propria efficacia.