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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2008

                     30/5/2008 - RISPARMIO-RISORSA TABU'

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Una risorsa tabù: il risparmio.

Purtroppo, senza prescindere dalla collocazione politica di chi scrive e di chi mi ospita, il risultato delle elezioni è stato più disastroso di quanto si potesse immaginare, ma, sempre a prescindere dall’insieme dei rapporti politici e sociali, ne trarrà purtroppo le conseguenze peggiori chi non ha potuto esprimere il proprio voto: l’ambiente.
Il decisionismo senza se e senza ma, ora che la cosa appare permessa e possibile dall’assenza di un’opposizione reale nella sostanza ( nel senso di chi esprime istanze diverse e punti di vista da un’altra angolazione), risolverà nel peggiore dei modi il problema dei rifiuti della Campania (già evaporati appena ha stravinto Berlusca) o ovunque si presenti, e darà risposte alla fame energetica del paese rimettendo in campo tutte quelle fonti a cui fino ad ora colpevolmente una brutta sinistra aveva costretto a rinunciare.
La febbre del pianeta spetterà ad altri curarla, soprattutto ai sottosviluppati, perché qui non si può retrocedere di un passo per salvare il PIL, unica ancora a garanzia di stabilità, di progresso e di arricchimento (naturalmente di pochi a danno di molti).
Ecco perché dobbiamo continuare a produrre l’inutile che diventa in buona parte rifiuto, ecco perché dobbiamo continuare a sprecare energia per esempio continuando a fabbricare auto invece che potenziare le ferrovie, auto tra l’altro che, a fronte di un limite massimo di velocità, sancito per legge, di 130 km orari, continuano a poter raggiungere velocità dai 160 ai 300 km orari, ecco perché devono continuare per quasi due mesi le luminarie natalizie nei grandi e minuscoli centri.
Sono piccoli grandi esempi se moltiplicati per milioni, anche se per i non sprovveduti scarsamente significativi nel mare dell’inutile in cui navighiamo per produrre una torta che offre un buon dessert anche a mafia e camorra, mentre Pantalone continua a lamentarsi per le tasse essenziali a garantire i servizi essenziali di tutti e non si accorge di quanto è turlupinato nell’acquisto di prodotti in cui l’involucro vale più del doppio del contenuto utilizzabile.
La cura per la parte dell’occhio, nella società dell’immagine, o per la presunta praticità del sacchetto di plastica fa perdere di vista la parte della tasca e della salute propria e dell’ambiente; basta poi, per sciacquarsi la coscienza, entrare in un comitato contro l’inceneritore o la discarica tanto per chiudere il cerchio!
Ma seriamente vogliamo pensare che grandi opere, ponti sullo Stretto, TAV, rigassificatori e termovalorizzatori, peggio ancora il nucleare, siano in grado di garantire il presente e il futuro dei nostri figli e del pianeta febbricitante?
Di sicuro crediamo che la crescita del PIL sia la panacea di tutti i mali sociali che ci affliggono?
Ma che cosa misura il PIL oltre al fatto che cresce o decresce la ricchezza nazionale senza preoccuparsi se la fetta maggiore di questa ricchezza, anche in tempi di vacche magre, è sempre appannaggio dei soliti noti, mentre per tutti gli altri, con la forbice che si è allargata a dismisura, basta la garanzia di farcela ad arrivare alla quarta settimana?
Ecco spiegato negli interrogativi perché il risparmio, una fonte di energia a basso costo e antinquinamento, è tabù: non fa crescere il PIL, anche se non inciderebbe minimamente sul nostro tenore di vita perché smettere di produrre l’inutile ci toglierebbe anche molti impicci e preoccupazioni.
Di certo, pur senza incorrere nei temi superati della vecchia sinistra, minimalista o meno, questo presuppone un ripensamento del modello dilagante che sembra non avere alternative e ci illude con le firme di protocolli (leggi Kyoto) che sembrano i trattati che il Grande Capo Bianco firmava con i pellerossa nell’epopea del Far West.
Se vogliamo continuare a farci prendere per i fondelli in prima istanza dal Berlusca, a ruota da Walter, se vogliamo affondare questa specie di Titanic che sta divenendo il pianeta, continuiamo pure a sperperare risorse ed energia, perché il PIL ci tenga a galla, ma, mentre petrolio, grano e riso galoppano come prezzo, non potremo poi lamentarci se le settimane sostenibili diventano tre e se i nostri figli e nipoti ci spediranno nelle orribili riserve per vecchi rincoglioniti, come ringraziamento per aver rovinato il loro futuro. Enrico Boni