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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2008

                     30/5/2008 - LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA

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LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA, PATRIMONIO DI TUTTI GLI ITALIANI
di Mauro Messeri


Un avvenimento essenziale per la vita democratica del nostro Paese, ci riporta a sessanta anni orsono, il primo Gennaio 1948. In quella data l’Assemblea Costituente promulgò ufficialmente la Costituzione della Repubblica Italiana. Il vivace ed emozionante dibattito appassionò l’opinione pubblica che, dopo vent’anni di dittatura, poteva finalmente ascoltare parole e concetti mai sentiti fino allora.
L’Assemblea Costituente, eletta nel 1946, era composta da 556 “onorevoli costituenti”. Numericamente facevano la parte da “leone” nell’’ordine: La Democrazia Cristina – 207 costituenti -, il Partito Socialista - 125 -, i Comunisti con 104. C’erano altri raggruppamenti minori, alcuni dei quali come i Repubblicani e i Liberali, pienamente inseriti nella politica italiana. Ciò non può dirsi per il glorioso Partito d’Azione che, nello stesso 1946, si sciolse. I suoi uomini, in gran parte intellettuali e personaggi di cultura, confluirono nell’area socialista libertaria e, in minor misura, nel Partito Repubblicano modellato da Ugo La Malfa quale strumento necessario per l’avanzamento democratico.
Ci sembrava pleonastico ricordare che all’interno dei 556 onorevoli, fu nominata la famosa Commissione dei 75, la quale materialmente redasse, punto per punto, la Carta Costituzionale. Presidente di questa Commissione fu nominato, dopo un veloce passaggio di Giuseppe Saragat, Umberto Terracini prestigioso dirigente comunista, inviso a Mosca per la sua libertà di giudizio, in particolare sui crimini di Stalin.
Tra i dibattiti più accesi nei quali i “costituenti” si divisero, ricordiamo il richiamo dei Patti Lateranensi e quindi dei rapporti in genere tra Stato e Chiesa Cattolica. Ricordiamo il clamoroso assenso del PCI all’art. 7 che testualmente recita: “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
L’articolo venne approvato con il determinante voto del PCI, tra i sonori e vivaci scherni della sinistra, in particolare dei socialisti, dei repubblicani e liberali. Togliatti dichiarò poi che il voto dei comunisti era stato a favore della parte religiosa in seno alla comunità italiana. C’è chi sussurra che su questa motivazione vi fosse anche la “benedizione” di Stalin sicuramente interpellato.
Altra votazione delicata, decisa infatti a scrutinio segreto quale voto di coscienza, sulla indissolubilità del matrimonio. Questa norma passò per soli tre voti, uno scarto minimo che lasciò per vari anni una scia di polemiche.
Tra i deputati costituenti fiorentini, ne ricordiamo alcuni dei vari schieramenti. Il democristiano Renato Cappugi, battagliero sindacalista cattolico, che sarà uno dei fondatori della CISL. Lavorerà bene anche come futuro sottosegretario al Lavoro e Previdenza sociale. Il comunista Renato Bitossi, partigiano combattente, sarà vice sindaco nella prima giunta comunale di Firenze guidata dall’indimenticabile esponente socialista Prof. Gaetano Pieraccini. Ricordiamo l’angelo biondo di Montecitorio la socialista democratica Bianca Bianchi, una delle 21 donne elette alla Assemblea Costituente.
La presenza di Giorgio La Pira, cattolico mai iscritto alla DC, il quale ripeteva spesso: “la mia tessera è il Battesimo”. La Pira segnò una grande impronta di uomo di profonda fede, che lo accompagnò in tutti i lavori di formulazione degli articoli della Carta Costituzionale, in particolare dove si poteva venire incontro alle attesa della povera gente.
Un ricordo particolare è per il grande giurista Piero Calamandrei, una delle figure eccezionali dell’antifascismo, nell’area azionista e socialista. Calamandrei, dopo l’8 Settembre ’43, pur ricercato dalla polizia fascista, non abbandonò la resistenza attiva contro il regime e l’occupante tedesco.
Durante la guerra, aveva clandestinamente aderito a “Giustizia e Libertà” divenendo poi uno dei fondatori del Partito d’Azione. Allo scioglimento di questo, entrò nella vasta area del socialismo democratico.
Dalla liberazione di Firenze, nell’Agosto ’44, fino all’Ottobre ’47, fu nominato Magnifico Rettore dell’Università.
Deputato alla Costituente, si distinse con i suoi interventi nei dibattiti in aula, specie su quelli che si riferivano al dettato costituzionale: accordi lateranensi, potere giudiziario, indissolubilità del matrimonio.
Nel 1948 Calamandrei venne eletto in Parlamento con “Unità Socialista”. Insieme a lui, nelle scelte di antifascismo e nella lotta di liberazione , si affermano le capacità politiche di Tristano Codignola, fiorentino, aderente al Partito d’Azione nonchè “onorevole costituente”.
Nel 1947 i Professori Calamandrei e Codignola li troviamo insieme alla fondazione di “Unità Popolare”.
Per il comprensorio fiorentino nel 60° della Costituzione, va un doveroso omaggio a coloro che, con professionalità e passione, ci hanno rappresentato. Il proficuo lavoro approvato dall’Assemblea dei “costituenti” con larghissima maggioranza, ha fornito al nostro Paese una Costituzione che non appartiene a una parte politica, ma a tutti gli italiani.