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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.2 - APRILE 2008

                     30/5/2008 - DISASTRO PER LA SINISTRA

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Elezioni Politiche del 13-14 aprile.
Un disastro per la sinistra

Queste elezioni, hanno visto una schiacciante affermazione alla Camera della coalizione di destra guidata dal Pdl, più Lega e il Mpa con il 46,81% dei voti validi e 340 deputati, distanziando con il 9,26% l’altra coalizione guidata dal Pd e Idv per un totale di 37,55 (vedi tabella 1). Così pure al Senato la coalizione Pdl, Lega e Mpa ha conseguito il 47,32% e 166 senatori, mentre l’altra coalizione composta dal Pdl e Idv ha raggiunto il 38,01% e 130 senatori (vedi Tabella 2).
Altro risultato da queste elezioni è che l’Unione di Centro ha conseguito il 5,62 e 36 deputati alla Camera, mentre al Senato la preso il 5,69% e 3 senatori.
Disastroso invece il risultato per “La sinistra Arcobaleno” e il Partito Socialista, che hanno conseguito percentuali sotto il 4% per la Camera e dell’8%, per il Senato, venendo così meno la propria rappresentanza in Parlamento (vedi tabelle 1 e 2).
Perché siamo arrivati a tanto?
Primo, il Governo Prodi, avrà fatto il risanamento dei conti pubblici, ma non ha operato sul versante delle riforme a costo zero quali: Una nuova legge sul conflitto d’interesse; Abrogazione delle leggi cosiddette a personam; Depenalizzazione del falso in bilancio; La modifica della legge “30” nella sua completezza, per ridurre la precarietà nel lavoro; La riforma della TV e una nuova legge elettorale con il ripristino del voto di preferenza, al fine di dare all’elettore il potere di scegliere la classe politica. Infatti la cancellazione del voto di preferenza è stato che ogni politico eletto oggi non risponde più agli interessi di chi lo vota, ma a quelli della Nomenclatura che lo nomina. Inoltre è mancata una redistribuzione della ricchezza prodotta verso le classi più disagiate della popolazione, creando così un marcato malcontento in una grossa parte dell’elettorato di sinistra, sino a scaturire nell’astensione.
Il voto per la Lega nella coalizione col PdL e per l'IDV nella coalizione con il PD indica che i partiti maggiori
hanno saputo interpretare i bisogni, le frustrazioni e la protesta e neppure il desiderio di legalità e di pulizia della casta politica, da parte dell’elettorato in special modo dei giovani.
Questa legge elettorale che consente ad una minoranza di governare, è una legge veramente antidemocratica e di dubbia costituzionalità per violazione dei principi del voto uguale e diretto (premio di maggioranza e liste bloccate), favorisce le aggregazioni maggiori. PdL e PD che hanno funzionato come delle idrovore nel rispettivo campo.
Il PD, a seguito della tenuta della UCD, non ha conquistato voti al centro malgrado il suo programma e le sue candidature, ma ha svuotato la sinistra. In termini assoluti non ha conquistato elettori rispetto alle liste Ulivo della Camera nel 2006, tenendo conto dell'apporto degli elettori radicali e socialisti della Rosa nel Pugno. Visto il risultato, il voto utile è stato inutile, anzi dannoso sino al punto di aver fatto scomparire la sinistra dal Parlamento in tutte le sue espressioni, caso unico in Europa.
La débâcle socialista è un altro dei tasselli della disfatta della sinistra.
Le giustificazioni contingenti ci sono e di peso: il processo costituente è stato affrettato, ma neppure si è concluso. Le potenzialità delle speranze suscitate dal processo costituente sono state soffocate sul nascere dalla inevitabile gestione per antiche provenienze.
Necessario aprire subito un confronto non diplomatico o consolatorio a tutti i livelli dentro la sinistra per organizzare da subito la rivincita alle prossime elezioni europee.
Restano intatte le ragioni di una sinistra, che non rinunci al socialismo nel XXI secolo. Le crescenti minacce all'ambiente, i venti di guerra, le intollerabili diseguaglianze economiche e delle condizioni di vita tra diverse parti del mondo ed all'interno dei singoli paesi, il nostro compreso, sono fatti che non consentono rinunce.
Una sinistra che voglia esistere politicamente e non fare testimonianze ha davanti a sé un compito difficile, difficilissimo, ma non impossibile, ricominciando piuttosto a far politica tra la gente ed organizzare a far politica in modo diverso.