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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2008

                     30/6/2008 - L’opinione del dottorgiannoni

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Caro Nanni

continuo la lettera dello scorso numero, sulla Verità, sulla necessità della Verità per poter essere liberi. E ricercare la verità esige la disponibilità della mente. Sforzo mentale, bisogno insopprimibile di essere soddisfatti del Vero in un esercizio mentale incessante che mai può essere tralasciato.
Perché, e non ti sembri antiquato il mio scrivere, la Verità esiste, al di là ed al disopra di tanti che affermano la certezza che ci siano tante verità e tutte rispettabili. No, esiste una Verità, anche se incredibilmente nascosta, anche se è difficile e talora tale da sembrare impossibile raggiungere, al di là di una verità già creduta in passato e perfino imposta come verità rivelata (da chi?).
Per la ricerca della Verità è indispensabile la scienza, non basta l’intuizione filosofica, bensì la dimostrazione attraverso risultati evidenti, inoppugnabili e ripetibili, seguendo metodi precisi, quel tipo di scienza nata poco più di tre secoli fa, osteggiata da chiese “ufficiali”, specialmente da quella cattolica (Galileo è lì a dimostrarlo, come anche l’ostentata avversione di ieri e di oggi contro l’evoluzionismo). Senza contare che la Verità concernente fatti politici, amministrativi, economici, finanziari, viene sviata da reticenze e falsità mediatiche anzi impedita con la diffusione dalla banalità insipiente trasmessa dalle reti televisive per non far pensare. Infatti: pensare è faticoso o meglio, da quel che ci possiamo rendere conto, è più faticoso che lavorare. Ne consegue che in un sistema politico libero non è ammissibile l’impedimento alla libera stampa di rivelare all’opinione pubblica fatti (vedi intercettazioni telefoniche non più segrete) che interessano politici, personaggi pubblici e centri di potere come è intenzione di fare; se ciò avvenisse sarebbe dimostrato che vivremmo in una dittatura. Oltre a ciò la pubblicità, molto spesso bugiarda e fuorviante, pasce troppi gonzi con i suoi bachini di sego ed i gonzi non si accorgono che il bachino di sego è attaccato all’amo a cui restano allamati; i gonzi e i bischeri.
Nella scorsa lettera ti parlavo del libro che sto studiando. Un libro interessantissimo che contiene le ultime scoperte della neurobiologia, cioè dello studio del cervello umano e della sua funzione, la mente umana; interessantissimo per conoscere verità dell’agire umano, studi presenti anche in altri libri scientifici pubblicati e di possibile consultazione. In particolare per ciò che riguarda i “neuroni a specchio” corticali, cioè di specifiche cellule nervose della corteccia cerebrale, chiamate “a specchio”, importanti nel determinare “l’empatia”, cioè la capacità per l’uomo di provare sensazioni ed emozioni analoghe a quelle osservate in persone che soffrono o gioiscono, a seconda, in pratica di “flere cum flentibus” e di “gaudere cum gaudentibus”, (traducendo: di “piangere con chi piange” e di “gioire con chi gioisce” di evangelica memoria). In ciò si afferma che l’empatia è importante nel comportamento altruistico di aiuto, nel ragionamento etico –morale ed è fondamentale per i legami sociali; inoltre l’empatia si attua non solo di fronte al dolore fisico relativo ad un danno del corpo ma altresì di fronte ad un danno psichico o sociale e che la compartecipazione del dolore altrui è importante per la sopravvivenza umana; tutto ciò è avvenuto nello svolgimento dell’evoluzione umana. Se i filosofi, sia dei secoli scorsi come del novecento, hanno parlato che le nostre sensazioni sono personali ed individuali, gli scienziati di oggi hanno dimostrato che negli esseri umani l’espressione sociale del dolore giunge e si scatena in neuroni che si agganciano al dolore altrui (ed all’altrui gioia riguardo all’espressione sociale della gioia. ).
Prego di tener conto dei risultati scientifici sopra esposti. E di tener conto di come l’uso di particolari strutture corporee (vedi l’allenamento) porta ad un rinforzo funzionale di quelle strutture mentre il non uso porta alla perdita di quella funzione (il non esercizio fisico alla perdita della funzione motoria, il non esercizio mentale alla perdita della funzione intellettiva) con conseguente degrado e depauperamento della natura della specie. In particolare, per l’uomo, lo porta ad un livello più basso, di ominide, essendo l’attività intellettiva propria della specie umana. Tenendo conto che il cervello è un apparato di estrema plasticità, con l’esercizio aumenta l’attività neuronale, delle cellule nervose ed il numero dei loro collegamenti, le cosiddette sinapsi, insieme all’aumento del patrimonio intellettivo; col non esercizio al degrado, sia fisiologico-anatomico che mentale.
“Ergo”, perciò: il pattume attuale (morale, politico, culturale, mentale, intellettivo, sociale) crea e determina i non pensanti, gli schiavi contenti, gli atei-credenti, l’egoismo organizzato, i bischeri che parlano ed agiscono (e lo prendono regolarmente in….quel posto). Allo stesso tempo crea e determina esseri subumani appartenenti ad una razza inferiore, con un cervello regredito a livelli inferiori ( tutt’al più paleoencefalici se non diencefalici, un cervello posseduto anche da animali inferiori). Ricordo che un bambino alla nascita non possiede un apparato cerebrale corticale, ha soltanto sviluppato il cervello affettivo-emotivo primordiale; della corteccia ha soltanto la possibilità evolutiva che, se non sviluppata, resta a quei livelli.
E con ciò voglio specificare che il fascismo (con la sua soperchieria, con la sua rozzezza culturale, con la sua dea
con la sua dea incrollabile della guerra e della cosiddetta, banale, stupidamente asserita sua superiorità della razza, meglio strombazzata dal nazismo) era proprio forse, chissà, dell’uomo maschio di Neandertal o meglio dell’australopiteco che avevano un cervello-mente molto ma molto inferiore ad un uomo odierno. Che sia però un uomo.
Lo sappiano i non pensanti, gli schiavi contenti, gli atei-credenti, i succubi televisivi, i rimasti a livello neo-natale, gli egoisti, i bischeri che hanno votato il berlusca, i fascisti.
Qualcuno ardirà, forse, chiamarsi ancora compagno. Io non sono compagno a loro, non sono uguale a loro perché ho un diverso cervello. E’ come me chi ha ancora funzionanti i “neuroni a specchio” e le relative connessioni.
Per la Verità, per la verità scientifica. Contenti loro……..
La volta prossima ti parlerò del secondo gradino, della Libertà. A risentirci.
Il dottorgiannoni