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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2008

                     30/6/2008 - PARTITO DEMOCRATICO

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Adesso il Partito Democratico risolva la questione socialista
Di Rino Capezzuoli

Le elezioni del 13-14 aprile sono passate ed i socialisti come altre forze politiche più o meno nobili non siedono più in parlamento. L’Italia ed i suoi cittadini hanno problemi ben più gravi da affrontare. Spariti gli onorevoli socialisti resta intatta la questione socialista.
Messi al bando dal veto irresponsabile di Veltroni l’1% dell’elettorato italiano non è tanto un problema numerico quanto un grave problema politico per il PD vero sconfitto di queste elezioni. Non ci sembra che le riflessioni post elettorali siano inclini ad affrontare la questione socialista anzi continuano a snobbarla anche se certe incrinature si cominciano ad avvertire dentro il PD. Eppure c’è un vuoto politico che solo risolvendo la questione socialista potrà essere colmato dando nuovo slancio a quel riformismo che può far tornare a vincere ……
sinistra democratica nel nostro paese.
Il Partito Democratico non è ancora un partito riformista ,anche se a parole dice il contrario.
forse lo diventerà in futuro se con serietà cercherà di elaborare una strategia per risollevare l’Italia partendo dagli ideali fondamentali che devono guidare una vera forza riformista, libertà, uguaglianza, solidarietà guarda caso gli stessi ideali ispiratori del socialismo.
Al di là delle buone maniere di Veltroni per adesso non si va; e si assiste al paradosso che certi contenuti riformisti vengono cavalcati sia pure in salsa populista dal centro destra.
Manca nel Pd una cultura del riformismo poiché è sbagliato pensare che dall’incontro tra ex cattolici ed ex Pci possa nascere in modo indolore un modello riformista.
Manca soprattutto una elaborazione culturale e politica del riformismo poiché gli ex cattolici hanno una visione nella risoluzione dei problemi essenzialmente solidaristica ma che non affronta in modo pratico il cambiamento di sistema che l’applicazione solidale richiede, per cui si fanno battaglie anche radicali su qualche tema ma si è costretti a lasciare il quadro generale inalterato. Gli ex pci hanno in mente un cambiamento tutto ideologico e quando si spostano sul terreno pratico del cambiamento mostrano tutta la loro fragilità ed i loro ritardi nell’affrontare in pratica i cambiamenti necessari alla nostra società.
Queste due aree la cattolica e la ex comunista possono evolvere nel tempo verso il riformismo socialista. trovando in esso il punto di equilibrio e la necessaria linfa per proporre al paese una strategia vincente per tornare al governo del paese.
I SOCIALISTI cosa devono e possono fare in questa situazione? Sarà il tema del prossimo congresso di cui sentiremo parlare poco. In pratica possiamo ricominciare in ogni comune in ogni paese creando dal basso i circoli socialisti, riattivando le società di mutuo soccorso, rielaborando contenuti pratici di riformismo utile per il paese che li renda riconoscibili e propositivi, per tornare più in generale a stilare una lista delle idee pratiche su cui aggregare il consenso dei cittadini. Mi limito a dare qualche suggerimento a) un sistema creditizio etico, b)forme di ridistribuzione della ricchezza a partire dalle pratiche aziendali, c) creazione di associazioni di consumatori che si battono oltre che contro l’aumento dei prezzi e le speculazioni cose ovvie e che dovrebbero già fare ma anche per produzioni etiche e per nuove scelte di vita da parte dei cittadini cioè di tutti noi.
Tutto questo può diventare l’embrione su cui ricostruire nel tempo un progetto ed un programma riformista con un dibattito continuo con coloro che dovrebbero essere se lo vorranno i naturali interlocutori cioè i PD.
Rino Capezzuoli