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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.3 - GIUGNO 2008

                     30/6/2008 - I SOCIALISTI

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Di Paolo Bagnoli
I socialisti e il cono d’ombra


E’ ormai difficile essere informati di cosa succede di quelle forze politiche che non ce l’hanno fatta a tornare in Parlamento; per saperne qualcosa occorre navigare la rete per avere qualche notizia.
Così, per esempio, si scopre che i socialisti stanno preparando un congresso con ben tre candidati per la segreteria e ognuno di essi, sicuramente, è il punto apicale di uno schieramento interno formatosi, come avviene, attraverso intese stipulate dai maggiori esponenti. E’ inimmaginabile che si saranno riprodotti i problemi di sempre. Se si pensa a quella che è stata la storia del socialismo italiano, pur con tutti i suoi errori, ma nessuno ne è esente, è difficile non provare tristezza per un presente “underground” e anche rammarico poiché anteporre il congresso a un approfondito ed esteso esame su cosa comporti rimettere in piedi un soggetto che si chiama socialismo non ci sembra il modo migliore per risorgere. Oltretutto in un contesto politico che chiede a tutta la sinistra di reinventarsi.
A risultato elettorale caldo, l’ex ministro Lelio Lagorio disse che si trattava della certificazione di una scomparsa già avvenuta da tempo. Per cui, più che pensare alla riorganizzazione, occorreva dedicarsi alla riflessione culturale. E’ difficile dire se, per far vivere un partito, ci sia prima e un dopo: certo che lo scavo culturale è fondamentale; di esso, tuttavia, non se n vede traccia. Lagorio, però, fino a un certo punto ha ragione: il Psi, infatti, è stato lasciato morire. Crediamo che, invece, esso poteva essere salvato anteponendo le ragioni di una storia a quelle di una vicenda, ma nessuno dei dirigenti di allora si mosse e la sorte di Bettino Craxi segnò il tutto. I moncherini dello Sdi e del Nuovo Psi non si potevano certo definire come tentativi di salvataggio del Psi; quest’ultimo, poi, stava addirittura a destra e quando Gianni De Michelis è transitato nella Costituente lanciata da Enrico Borselli nemmeno tutti i suoi lo hanno seguito. Nella storia da scrivere bisognerà pure spiegare perché dei dirigenti che facevano corona a Craxi nessuno si pose il problema di guardare avanti se si ritiene, come in fondo sostiene Lagorio, che il socialismo italiano è finito con Craxi allora è utile riprovarci. Così, naturalmente, non è. Comprendiamo che il “primum vivere” sia l’esigenza vera del congresso, ma non è qui che sta l’equivoco poiché le elezioni hanno cancellato sia la Costituente sia lo Sdi; una verità che tende a ignorare forse perché in giro ci sono consiglieri e assessori socialisti e perché, se le elezioni europee si svolgeranno con il sistema proporzionale qualcosa può essere raggranellato; sempre che la soglia non sia troppo alta, ma il 3% di cui si vocifera anticipa un suono a morto. Il cono d’ombra, infine, è reso ancora più freddo dall’assoluta mancanza di fervore intellettuale.

Paolo Bagnoli
da ItaliaOggi del 11 giugno 2008