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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2008

                     13/9/2008 - Lega Malleabile

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E’ impossibile che qualcuno non si ricordi i commenti circa l’exploit della Lega Nord alle elezioni di aprile. Per giorni non si parlò d’altro: gli operai emiliani che avevano abbandonato la sinistra per giocare la carta dell’identità e della sicurezza furono le vere star del momento ed ebbero i loro cinque minuti di fama. Accendendo la tv o sfogliando un quotidiano non si poteva che incontrare un’intervista ad un qualche leader sindacale che ammetteva – più o meno a malincuore – che, sì, i suoi ragazzi erano passati al verde padano. Altre volte erano gli operai stessi ad essere intervistati; significativo fu il commento, rilasciato ai microfoni di Porta a porta, di uno di loro che, fedele a Bertinotti, si consolava dicendo che in fabbrica coloro che avevano fatto il salto si guardavano bene dall’andarlo a raccontare.
Gli stessi organi di informazione che all’epoca sembravano incapaci di parlar d’altro, oggi sembrano rifiutarsi categoricamente di tornare sul luogo del delitto. Eppure non sarebbe male cominciare a chiedersi se i neoleghisti si siano pentiti della loro condotta all’interno della cabina o se ne vadano, oggi, fieri.
Nell’attesa che le elezioni europee del giugno 2009 ci diano qualche risposta, si può perlomeno tentare di isolare qualche momento saliente dell’operato degli ottantasei parlamentari padani. Tutto ciò restando consapevoli che le eventuali risposte provenienti dall’eurovoto rischieranno di essere taroccate da ingegnosi trucchetti: quelli preparati dalle forze del nostro meraviglioso quadro politico semplificato, che stanno già discutendo circa i più fantasiosi sbarramenti.
Il dato che salta all’occhio è quello relativo all’impossibilità di accusare i politici leghisti di eccessiva rigidità sulle proprie posizioni.
Ve lì ricordate a festeggiare la bocciatura del trattato Ue da parte del popolo irlandese, brindando pittorescamente con birra Guinness? Ve lì ricordate ad invocare anche per l’Italia un referendum? Ebbene, il trattato Ue è stato approvato all’unanimità sia al Senato che alla Camera. Non si può non sottolineare, però, che i padani si sono rifiutati categoricamente di unirsi all’applauso del resto della Camera. Si sa, loro sono dei duri (si passi l’espressione edulcorata).
Vi ricordate l’emendamento alla manovra anticipata col quale la Lega ha tentato di far fuori i vertici dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas? In tale occasione i padani si sono mostrati doppiamente flessibili. Prima hanno provato a far fuori una voce indipendente: il controllo centrale è qualcosa contro cui hanno sempre lottato, a parole, ma bisogna pur sapersi adattare ai nuovi ruoli. Poi hanno fatto dietro front in seguito all’intervento di Gianni Letta che ha portato le rimostranze di Berlusconi agli alleati. La voce del padrone è sempre la voce del padrone, hai voglia ad essere un duro (si passi di nuovo l’espressione edulcorata).
Vi ricordate l’altro emendamento alla manovra anticipata? Quello col quale la Lega ha tentato di rendere facoltative, anziché obbligatorie, le gare per la gestione dei servizi pubblici locali, temendo di vedere i comuni a nord dell’Appennino costretti a decretare aziende forestiere vincitrici di appalti? Un intervento nello spirito del “padroni a casa nostra” che, stando ai commentatori, ha giocato un ruolo fondamentale nell’esodo operaio dal rosso al verde. Ma cosa è successo quando An ha chiesto di ritirare l’emendamento? Ovvio: è stato ritirato. La voce dell’alleato è sempre la voce dell’alleato, per quanto si possa avercelo duro (quando ci va ci vuole).
Verrebbe fatto di consigliare agli ex operai di sinistra transappenninici di votare – casomai fossero soddisfatti del governo che hanno contribuito a far nascere – direttamente per chi comanda, da qui in avanti. Se non altro, contribuirebbero a rendere ancor più meravigliosamente semplificato il nostro quadro politico.
Eriprando Cipriani