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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2008

                     4/11/2008 - DOTTORGIANNONI

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L’opinione
Caro Nanni,
Sul far del mattino, al sorgere del sole, mi sveglio e mi metto a pensare.
Talora, mi metto a fantasticare. Magari di essere a parlare con Michele Mirabella (che ammiro come persona piacevole, colta ed intelligente) e con tanta gente.
Stamani consideravo come è fatto il mondo che, per me, è un’immensa espressione algebrica, enorme, che prende tutto un libro di mille pagine.
Ed in quella espressione non ci sono soltanto le parentesi “tonde”, “quadre” e “circonflesse” come in tutte le espressioni che abbiamo imparato a ridurre a scuola (ti ricordi? la soluzione: uguale a più uno, meno due, un mezzo); ma anche parentesi “in giù” e parentesi “in su”, parentesi “forse” e parentesi “allo scopo di”, parentesi “devi” e parentesi “per forza, perché così è così”. Ed il bello è che certe parentesi sono visibili soltanto a chi ci fa caso, soltanto a chi cerca di capire come va il mondo; se sono viste cambia il risultato finale, in particolare c’è da fare attenzione per vedere se non ci sia la parentesi ”stai attento che qui c’è un trabocchetto” che è la più difficile a vedere. Allora, per chi si accorge della presenza di tutte quelle parentesi, il risultato, per esempio, invece di “più mille” fa “meno un milione”.
Non basta; i segni non sono soltanto quelli usuali, non soltanto il “più”, il “meno”, il “per” ed il “diviso ma anche il segno del “gioco di prestigio”, (che c’è sempre di fronte al numero che indica l’aumento dell’inflazione), il segno di “truffa”, di “forse”, di “chi lo sa”, e di tanti altri che ora mi sfuggono. Anche questi segni non sono leggibili da tutti quelli che stanno vedendo l’espressione di come va il mondo. Sempre per esempio, se vien trovata la parentesi di “stai attento che qui c’è un trabocchetto” e magari anche quella “allo scopo di” e poi dentro i segni di “chi lo sa”, di “forse”, ci puoi trovare la religione, fatto umano terribile che viene spacciata come segno di pace e d’unione mentre tante, troppe guerre sono state scatenate in suo nome ed in suo nome si dividono le genti fino a creare nemici da sterminare. Gli esempi non si contano, anche nel tempo odierno.
E di religioni ce ne sono tante, anche se si cerca di dire che non sono religioni.
Io vidi, un tempo, che il partito comunista (ma anche il partito socialista) era diventato una religione (e tutte le religioni hanno la propria bibbia o il proprio corano, (a seconda, tanto son tutti libri di bischerate), i propri dogmi, i propri cardinali, i propri vescovi, i propri preti) ma seguire quella “religione” non voleva dire di suo essere socialisti o comunisti, tanti, purtroppo avevano davanti il segno “se mi gira”, se mi conviene”; Pertini era diverso, aveva davanti il segno “dalla parte di chi è più debole”.
E’ capitato che diversi di quei cardinali e di quei vescovi sono diventati, oltre che sindaco, presidenti di qualcosa, (anche di cose grosse), e si sono trasformati in maniera tale che non è più possibile riconoscerli; sembrano altri personaggi. Perché davanti avevano il segno del “gioco di prestigio”, della “truffa”, il segno di “interesse personale” e non avevano quello di “dignità”. (Quanti segni mi vengono a mente, ora!).
Non mi si accusi di vilipendio, non ho fatto i nomi, chiamo il mio avvocato; però c’è il caso che finisca comunque in galera, visti i tempi, perché mi accuseranno di essere comunista, di volere il comunismo che ora è diventato peggio della peste, se qualcuno vien riconosciuto come comunista incolpano la madre di non aver saputo educarlo e gli tolgono la possibilità di vivere con lei per punirla dell’efferato delitto, (tu ridi, Nanni? sappi che è capitato, in Sicilia, a Catania); se invece volessi il capitalismo non parlerei a quel modo perché avrei davanti un altro segno e non dico quale altrimenti tu non mi pubblichi questo scritto.
Anche il gioco del calcio può diventare una religione che non fa vedere la realtà (sta dentro alla parentesi di “a che scopo”, di solito è per non fare pensare a ciò che è veramente importante: uno che ha le corna che non passano da Porta Romana dà di cornuto all’arbitro ed è contento; un disgraziato morto di fame che non si accorge di come è ridotto, può darsi che spenda i pochi quattrini che ha in tasca per andare a veder giocare la squadra della sua setta a cinquecento chilometri da casa sua e se quella squadra vince è tutto contento ed urla “Si è vinto!”. “Ma cosa hai vinto?” Sì ho vinto, ha vinto la Fiorentina!” “Alle olimpiadi s’è vinto le medaglie d’oro!” “Il che tu hai vinto?” “Le medaglie d’oro!” Ma va’ via, non mi rompere i timpani ché tu non arrivi alla seconda settimana del mese:” Ma sono tanto contenti, basta contentarsi di poco. Magari non proprio lontano è scoppiata una nuova guerra e qui ci tocca pagare, in una maniera o in un’altra, i debiti dell’Alitalia che noi non abbiamo fatto.
O l’economia non è una religione? Basta crederci. Basta non curarsi della parentesi di “perché così è così” e di quella “stai attento, qui c’è un trabocchetto” e non accorgersi del segno di “truffa” e di “gioco di prestigio”. C’è stato chi, per il segno “fai un affare, dammi retta” ha comprato debiti; c’è stato chi sotto il segno di “gioco di prestigio” e di quello di “truffa” li ha venduti. Sotto gli ultimi stessi segni c’è chi compra senza avere i soldi per comprare e vende senza avere quello che vende, c’è chi, nello specifico, possedendo il dieci per cento di un’azienda passa per averla tutta e che con quel dieci per cento, con quella diciamo fantasia, compra il quindici per cento di un’altra azienda, tanto ma tanto più grossa della prima e diventa padrone di tutta e così aumenta il capitale (che, ci dicono, è basato sul lavoro). L’ultima: hanno scattivato una mela marcia, una mela della varietà Alitalia; la parte buona, ancora mangiabile e succosa la compreranno per 350-400 milioni di euro; la parte marcia, ma marcia bene, la dobbiamo,( la dobbiamo!) comprare noi per un miliardo d’euro. E tutti zitti perché è un buon affare che non ci si può far scappare!
O la religione del PIL? Parola magica che dobbiamo incensare come sacra: più è grande e il PIL e più si sta bene. E nel PIL c’è l’immondizia (per farla e per distruggerla), c’è la spesa per le puttane, per i manutengoli, per la droga, per gli psicofarmaci, per il calcio e le olimpiadi, per le spese militari, per le opere inutili, per quanto si guadagna e si spende a causa degli incidenti stradali e per i disastri, compresi quelli aerei, per i guadagni illeciti. Tutto fa brodo! Basta che i quattrini girino senza badare dove vadano.
Che bella e complicata espressione algebrica è il mondo!!
Medita, Nanni! Meditate gente, meditate!
Ora parliamo d’altro. Ti devo fare una domanda:che si va in galera a dire che siamo in un regime? Che tanti, nolenti o volenti, anche se non lo portano all’occhiello, hanno in tasca il brigidino come un tempo? Si va in galera a dire che la stampa è legata a chi comanda e che è una stampa di regime, come le televisioni? A dire che, quei bischeri, (escluso i delinquenti ed i ricchi), che votarono come m’intendo io, si meritano di stare come stanno? A dire che non possono rammaricarsi se non arrivano all’ultima settimana del mese essendo pensionati o dipendenti, se sono Co.Co.Co o roba del genere? (E forse qualcuno-tanti neanche alla

seconda settimana?) Si va in galera a dire che tanti sono dei venduti? Ed a quei bischeri anziani che non si ricordano cosa successe quando comandò quel delinquente del duce, quel più puzzone dei puzzoni, che parole debbo usare per poter dar loro di bischeri? A proposito; mi son messo a studiare la storia del fascismo di De Felice, per ora sono al primo volume, quello che parla di Mussolini rivoluzionario che somiglia tanto ad un altro personaggio di questi giorni, della stessa pasta, dello stesso pastone, buono per chi non capisce nulla e che, come quell’altro, porta solo ciance, fanfaronate e fregature. Qualcuno se n’è già accorto. Calma e gesso.
Ciao caro Nanni, alla prossima! Un abbraccio
dal tuo dottorgiannoni.