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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.4 - AGOSTO 2002

                     16/11/2002 - FALSO IN BILANCIO

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Le realizzazioni urgenti del premier

Con il Decreto Legislativo 11 aprile 2002 n.61, che contiene la nuova disciplina degli illeciti penali e amministrativi riguardanti le società commerciali, arriva al traguardo una prima tranche della più generale riforma del diritto societario prefigurata dalla Legge Delega n. 366 del 3 ottobre 2001.
Il Decreto Legislativo in oggetto è meglio conosciuto come “depenalizzazione del reato di falso in bilancio” che, è diventato operativo il giorno successivo (sic!) alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta il 15 aprile 2002 (n.88/2001), ha profondamente modificato gli articoli dal 2621 al 2638 del codice civile.
Tutto il decreto Legislativo fa perno sugli articoli 2621 e 2622 del c.c. completamente riformulati; le linee principali innovative sono:
- i soggetti attivi dell’illecito;
- la condotta incriminata;
- le soglie di impunibilità;
- la procedibilità a querela.
La legge individua puntualmente i soggetti attivi del reato di falso in bilancio riconducendoli agli amministratori, i direttori generali, i sindaci e i liquidatori. In merito alla condotta incriminata la legge indica che l’omissione di informazioni sulla situazione economica patrimoniale o
finanziaria devono essere poste in modo idoneo a indurre in errore i destinatari sulla predetta situazione, inoltre la distinzione fra condotta contravvenzionale (art.2621) e delittuosa (art.2622) si verifica quando la condotta abbia arrecato o meno un danno economico ai soci o ai creditori. Ne consegue che, tutte le volte che la falsità in bilancio sia stata realizzata , non per fine di profitto personale degli amministratori, bensì nell’interesse della società ancorché penalmente illecito, potrà tutt’al più configurare il reato contravvenzionale (art.2621) e non il più grave delitto di cui al successivo art. 2622.
Strettamente collegato al punto precedente, sono le soglie di impunibilità, applicabili sia all’ipotesi contravvenzionale di false comunicazioni sociali di cui all’art. 2621 sia alle false comunicazioni sociali in danno ai soci o ai creditori di cui all’art. 2622 del c.c.
Tali soglie sono state quantificate nei seguenti limiti: Se le falsità e le omissioni non alterano in modo sensibile la situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo o comunque determinano una variazione del risultato economico d’esercizio al lordo delle imposte non superiore al 5%, oppure determinano una variazione del patrimonio netto non superiore all’1% , oppure se il fatto è conseguenza di valutazioni estimative, che singolarmente considerate differiscono in misura non superiore al 10% di quella corretta, il comportamento illecito non viene perseguito.
Infine, un’altra novità di rilievo è costituita dalla procedibilità a querela di parte del delitto di false comunicazioni ai soci o ai creditori ai sensi dell’art.2622 del c.c.
Questo è il quadro generale del “nuovo falso in bilancio” che in parte per fretta e in parte per calcolo politico si è preferito por mano al testo elaborato della Commissione Mirone, non senza qualche vantaggio pratico. Da un lato si è potuto furbescamente inscrivere la riforma in una logica di continuità, dall’altro lato, dato che sterilizzare è più facile che generare, si è recuperato il cospicuo impianto tecnico della “Mirone” curando però di neutralizzare il significato politico-criminale. Attraverso poi le clausole di procedibilità a querela, cause di estinzioni del reato, autentiche valvole di sicurezza del perseguimento penale, i precetti di cui si compone il nuovo diritto penale societario innescano al loro interno un vero e proprio sistema autoimmunitorio.
Nel suo complesso il sistema sanzionatorio è stato notevolmente ridimensionato, soprattutto quello penale a vantaggio di quello contravvenzionale, anche per interessi politici di parte; da un punto di vista pratico, poiché l’entrata in vigore è stata immediata, il nuovo regime trova subito applicazione anche ai processi in corso alla data, per cui molti sono stati archiviati, altri rinviati in quanto la legge “nuova” impone l’obbligo della querela di parte, che se non presentata anche questi processi verranno stralciati, altri ancora verranno patteggiati dalle parti e con una sanzione minima verranno archiviati.
Penso di poter dire che questa nuova legge del falso in bilancio, si configura come un adattamento della stessa per la risoluzione di problemi giudiziari personali premiando i falsificatori e i processi non si faranno più (vedi le pendenze di Berlusconi e soci), contrariamente a quanto avviene negli Stati Uniti dove il Presidente Bush commina pene draconiane ai falsari del bilancio, fino a 25 anni di carcere. di A.C.