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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2008

                     4/11/2008 - FIRENZE 2

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(continua da FIRENZE 1)Di Valdo Spini
Una città da riconciliare e da rilanciareChe cosa si intende dire? Alla luce delle considerazioni precedenti, vi sono tre insiemi di persone che dobbiamo riconciliare: chi risiede a Firenze e che non dobbiamo certo indurre ad andarsene, anzi dobbiamo far invertire la tendenza; chi viene a Firenze giornalmente per lavorare e per studiare, o magari per acquisti o per utilizzare servizi (nell’articolo di Franco Angotti, si parla 100.000 pendolari il giorno tra studenti, lavoratori e consumatori in genere) e infine chi viene a Firenze per turismo richiamato dalle incomparabili bellezze della città (si parla di 7/8 milioni di persone l’anno). Oggi queste tre realtà confliggono. Farle convivere è un problema di adeguati strumenti di programmazione urbanistica e del traffico.
Non ho voluto parlare di immigrazione perché ritengo si debba lavorare per superare l’antinomia tra accoglienza e sicurezza per parlare invece di “cittadinanza” nel senso usato dal Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari,nel suo saggio “La città” (II ediz, 2006). Cacciari sottolinea come questo sostantivo venga dalla civitas romana un concetto che, a differenza della polis greca, si lega non tanto all’origine dell’abitante quanto alla condizione di cittadino (civis).Un cittadino che condivide onori e oneri ed è parte della società urbana. Un soggetto quindi, la città, capace di aprirsi agli apporti esterni, ma che ha come elemento unificante l’assoggettamento di tutti alle stesse leggi. Oggi, peraltro, questo non è sempre vero.
Firenze 1998-2008. Analisi di una città difficile si intitola il nostro “Quaderno”. Perché? Perché a fronte di molti problemi emersi, si è risposto con strumenti politico-amministrativi del tutto inadeguati e soprattutto inattuati: la dismissione di fatto del Piano Strategico per l’area metropolitana fiorentina è stato un primo segnale. Quanto ai piani urbanistici, basta l’esempio del Piano Strutturale, approvato alla fine dell’estate scorsa in consiglio comunale ma che al primo problema (nuovo stadio per la Fiorentina) si è dimostrato inadeguato e “impreparato” ad affrontare un tema sul tappeto da almeno vent’anni. Un piano a maglie larghe, che demanda troppe scelte ai Piani attuativi, primo fra tutti il Regolamento Urbanistico.
I segnali di allarme e di insoddisfazione della società fiorentina , peraltro non sono mancati. Come mette bene in evidenza Antonio Floridia nel suo saggio, dal punto di vista elettorale, Firenze vede corrispondere ad un’espressione politica nazionale verso il centro-sinistra nettissima, una serie di pronunce critiche sui problemi amministrativi locali inequivocabili. Queste vanno dai risultati delle stesse elezioni amministrative del 2004, quando il Sindaco uscente ha dovuto affrontare il ballottaggio nonostante che il candidato del centro-destra fosse talmente improvvisato da lasciare quello schieramento all’indomani delle elezioni stesse (ed in cui si verificò un consistente successo della candidata della sinistra critica) fino al risultato negativo del referendum sulle linee 2 e 3 della tramvia, mentre in parallelo si andavano formando una serie di Comitati dei Cittadini per dare espressione a richieste che non trovavano sbocco né nei partiti né nella rete tradizionale della partecipazione sul territorio. Questi segnali non sono stati presi sul serio, in nome di una continuità del potere che veniva comunque assicurata. Salvo poi, adesso che la campagna elettorale è praticamente cominciata, vedere la stampa diffondere la notizia di un possibile cambiamento di percorso che escluda il Duomo. Il che, tra l’altro, di fatto, avvalora la nostra richiesta di moratoria.
A tutto questo non rimedia la frammentazione dell’offerta politica tradizionale e tantomeno uno scontro tra persone, che pure è, in democrazia, fisiologico, ma sarebbe meglio avvenisse sulle scelte e sui programmi.
A tutto questo può e deve rimediare una politica basata sull’analisi dei problemi, la ricerca delle soluzioni, il confronto sulle proposte di contenuto, l’intervento diretto delle cittadine e dei cittadini di Firenze sulle scelte, una politica capace di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità dialogando alla pari con tutti i cittadini.
Vogliamo quindi partire dall’analisi dei problemi. Per questo, oltre che pubblicare il questionario, abbiamo chiesto a 25 autori di dare il loro contributo al “Quaderno”, senza pensare peraltro di avere esaurito né le tematiche né i contributi all’analisi stessa. Per questo abbiamo invitato qui, a presentare la nostra pubblicazione, degli interlocutori qualificati a cui daremo ora la parola. Per questo contiamo anche sull’intervento del pubblico e chiediamo di inviare al nostro sito altri, ulteriori, specifici contributi.
Venerdì 14 novembre 2008 ore 17,30
Palazzo Comunale Sala della Giunta
Via Tanzini, 30 Pontassieve

Presentazione del libro

EUGENIO AZZERBONI
(1860 – 1906)
Il “poeta-fabbro”
di Pontassieve e le origini del
socialismo toscano

di Donatella Cherubini

Pagnini Editore, 2008
Invito

Circolo Fratelli Rosselli Valdisieve
Comune di Pontassieve
Una città da riconciliare quindi,ma anche da rilanciare. Se i centri direzionali delle imprese che siano industriali o dei servizi, abbandonano Firenze, se vi è una crisi dell’università, il ruolo della città viene ad essere declassato, con conseguenze occupazionali pesanti sul lavoro qualificato e quindi sul futuro dei nostri giovani a cui non viene data una scelta tra restare a Firenze o collocarsi in altre città o altre nazioni, ma che spesso hanno quella di andarsene come unica scelta per realizzare le loro aspirazioni. Se questa tendenza continua Firenze richiamerà sempre di più solo manodopera a bassa qualificazione. E questo è un depauperamento gravissimo delle energie più vitali della nostra città e un allarme per il suo futuro.
Ma prima di dare la parola ai relatori vorrei richiamare un testo che ritengo sempre attuale. L’autore è la persona che presiedette nel settembre 1944 alla fondazione di questo circolo, o meglio alla rifondazione del Circolo di Cultura, intitolandolo ai fratelli Rosselli, e cioè Piero Calamandrei.
“Parlare di Firenze”. Così Piero Calamandrei intitolava una sua bellissima conferenza tenuta in quattro città della Svizzera nel 1955. Questa conferenza ci può ancora aiutare oggi. Anzi, ci fa introdurre due ulteriori aspetti nel nostro dibattito. Intanto perché colloca la realtà urbana fiorentina nel suo paesaggio: “Io credo che il primo incanto di Firenze derivi proprio da questa armonia, da questa fusione tra natura ed arte, tra campagna e città……. la città è posata lì come una perla al centro di una conchiglia preziosa…”. Si propone così il tema dell’ambiente come intrinsecamente connesso a quello della nostra realtà urbana. E poi perché descrive con grande efficacia il genius loci, lo spirito e la cultura particolare dei fiorentini: “questo popolo artista ed arguto, critico e motteggiatore, risparmiatore e misurato, amante del parlar chiaro…è stato sempre ed è capace di grandi passioni politiche.”
Come tutte le cose umane anche il genius loci fiorentino ha i suoi non piccoli difetti, ma ha anche un pregio: la critica, nella sua corrosività, è rivolta a stimolare l’intelligenza e l’azione, appunto la passione civica.
Ed è a questa passione civica dei fiorentini che vogliamo rivolgerci non per inviti di circostanza alla fiducia e alla speranza, ma perché tutti insieme possiamo affrontare, criticamente e costruttivamente, la nostra opera “Riconciliare e rilanciare la nostra città”.

Intervento alla presentazione di Firenze 1998-2008. Analisi di una città difficile. (“Quaderni del Circolo Rosselli”, n.2-3 del 2008, Alinea editrice ,Firenze). Firenze 29 settembre 2008