adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.5 - OTTOBRE 2008

                     4/11/2008 - ALITALIA

<<<

Alitalia: il riformismo che non c’è
Di Rino Capezzuoli

La vicenda Alitalia è una palese dimostrazione del riformismo che non c’è.
Ed ha messo in luce con chiarezza uno spaccato del Paese politico economico e sindacale incapace di cambiare e di affrontare in modo nuovo e più moderno i problemi insoluti del’Italia di oggi.
Chiara fin dal’inizio l’iniziativa del centrodestra e del governo. L’Alitalia è un simbolo importante dell’Italia nel mondo e va salvata e pur di riuscire nel’intento si può passare sopra alle regole, alle persone, ai sindacati ,al mercato, e magari guadagnarci qualcosa. Quindi si mettono insieme una cordata di finanzieri amici gli si offre la polpa senza i debiti della compagnia (che saranno pagati dagli italiani) e poi alla faccia dell’italianità si vende ad una compagnia “straniera europea” in grado di far volare gli aerei.
Il partito democratico all’opposizione denuncia questa situazione ma non può fare molto perché è stretto in un angolo dalla destra che lo accusa di “averla voluta vendere ad una compagnia straniera senza tentare il salvataggio e dice senza mezzi termini che l’alternativa è il fallimento con 20000 persone a casa e quindi bisogna accontentarsi del meno peggio”.
IL sindacato subisce, incapace di far sentire la sua voce e profondamente diviso su questa situazione, così come i lavoratori che dormono finché non si rendono conto con molto ritardo di ciò che accade sulle loro teste e cominciano a chiedere garanzie, che il governo cerca di far passare per privilegi e la sinistra per diritti.
Dopo qualche mese “ perso” per la maggioranza, necessario per il PD per coinvolgere tutti nell’operazione, si delineano i due schieramenti. e si chiariscono i termini dell’operazione. Con i lavoratori che dimostrano che senza di loro non si lavora e non si vola, alla faccia di qualsiasi governo e padrone, con il Pd che fa rispettare alcune regole elementari delle normative legislative e di mercato, con il sindacato che comincia a fare il suo mestiere .e con Di Pietro che fa intravedere l’intervento della magistratura per palesi violazioni di leggi e normative di mercato
Non parlo poi di coloro che davanti a queste situazioni dicono solo” lotta dura senza paura “cosa legittima ,ma che non basta per risolvere i problemi, come dimostra la stagione del 1968,durante la quale forse qualche lotta in meno e qualche problema in più affrontato e risolto avrebbe portato anche ai lavoratori più vantaggi.
C’è una notazione che mi viene subito: i lavoratori delle altre categorie che non hanno mestieri così professionalizzati di cui non si può fare a meno, tali da interdire qualsiasi decisione delle direzioni aziendali e politiche che fine farebbero ?
Così come le migliaia di piccole e medie fabbrichette che costituiscono il tessuto industriale italiano che si trovino in crisi aziendale come l’Alitalia ?
Avete mai sentito pronunciare la parola riformismo durante questa vicenda ?
IL mio amico Riccardo Nencini appena eletto segretario del Partito Socialista ha perso una buona occasione per far sentire la voce del riformismo in questo Paese così spaesato. Lo stesso Veltroni si è trovato in difficoltà ed il Pd ha mostrato tutta la sua debolezza di fronte a queste situazioni. Da qui la necessità per i socialisti e per il partito democratico di dialogare e far divenire centrale la questione del riformismo in Italia che certo non può essere sviluppato dalla cultura cattolica o pseudo comunista, né tantomeno dalla destra.
Cosa avrebbe fatto un riformista per affrontare e risolvere questa vicenda?
Avrebbe messo di fronte ai dipendenti e agli Italiani la situazione economica di questa azienda cominciando a tagliare sprechi ed eventuali privilegi. I vergognosi stipendi dei manager o certi vantaggi corporativi dei dipendenti. Poi avrebbe cercato di rimpinguare le casse della compagnia sia trattando con i fornitori che cercando alleati sul mercato. Poi se ciò non fosse bastato e visto che l’impresa Alitalia è di interesse nazionale avrebbe lanciato un prestito di “azionariato diffuso” garantito dallo stato per raccogliere i mezzi finanziari per andare avanti nella sua attività. ristrutturando adeguatamente la compagnia e cercando di diversificarne le attività in settori complementari ( mi viene in mente il turismo ma perché non alcuni servizi per l’esercito ecc..). Se tutto questo non fosse bastato avrebbe messo sul mercato l’Alitalia cercando partners che garantissero ed implementassero l’attuale servizio e mantenessero il marchio della compagnia. E’ chiaro che tutto questo sarebbe stato molto faticosa ed avrebbe richiesto consapevolezza, tempi adeguati, ma soprattutto una cultura economica del paese che non esiste. Basta guardare il nostro sistema creditizio ancora fermo a” rubacchiare” qua e là sui conti correnti dei clienti (il tutto secondo normative ingiuste ma legittime), anziché farsi motore di sviluppo e di traino per l’economia del Paese.
Concludendo il riformismo che non c’è, non lo si realizza con una parte politica od un partito, lo si costruisce con un grande risveglio culturale di tutti gli italiani.
Rino Capezzuoli