adv

AZIENDE, SERVIZI, NOTIZIE E INFORMAZIONE DAL MUGELLO E DALLA VALDISIEVE. NEWS MUGELLO E VALDISIEVE, NOTIZIE DALLA VAL DI SIEVE E NOTIZIE DAL MUGELLO. AZIENDE DI PRODUZIONE, COMMERCIO, SERVIZI, NEWS E INFORMAZIONI DALLA VALDISIEVE E IL MUGELLO. NOTIZIE, TERRITORIO, CULTURA, MODA, SPORT, AGRITURISMO, VINO, PRODOTTI TIPICI TOSCANI. AZIENDE DI PRODUZIONE E VENDITA. PUBBLICITÀ E MARKETING TERRITORIALE.

Home  |  WebMail

SIEVE NEWS

AZIENDE E SERVIZI

PER SAPERNE DI PIÙ

FOTOGALLERY

SIEVE WEB TV

CHE TEMPO FA?

ORARIO TRENITALIA

COMMUNITY

LINKS E UTILITA'

ABOUT US

SERVIZI E MARCHI

HOME PAGE

SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2008

                     12/12/2008 - LA LEGALITA'

<<<

PER PROMUOVERE LA LEGALITA’ NELLA VITA QUOTIDIANA
Di Gabriele Parenti*


Perché si deve pretendere lo scontrino alla cassa? Perché si deve rispettare il codice della strada ? Non solo per evitare pene pecuniarie ma soprattutto perché la legalità conviene, evita eventi dannosi per sé e per gli altri.
Un Convegno su “Legalità violata quale reazione?” organizzato dalle Acli a Pisa l’8 novembre scorso, alla presenza del Procuratore Capo di Palermo e di vari altri Magistrati, ha sottolineato che oggi si avverte un’ assuefazione a comportamenti illegali e certi fatti che dovrebbero lasciarci indignati scivolano via come fossero normali.
D’altronde, la modalità con cui i media affrontano certi temi come la sicurezza urbana e l’integrazione genera paura, incrinando quel desideri di dialogo e di confronto che è a fondamento di tutte le democrazie. I rapporti sociali vengono vissuti come un campo minato pieno di paure e di incognite.
Perciò non si deve parlare di legalità soltanto come fosse uno slogan o un principio astratto. Né basta prenderla in considerazione solo quando si parla della lotta alla mafia o alla grande corruzione che emerge dalla cronaca dei giornali.
Occorre sottolineare (e lo ha ribadito il Convegno di Pisa) che l’emergere delle piccole furberie quotidiane che minano continuamente il senso civico e la percezione del bene comune si spiega con il fatto che la legalità non è più proposta come un modello culturale da seguire. La legalità è violata non solo da chi infrange apertamente la legge ma anche da chi si specializza nell’arte dell’ elusione, (secondo l’amaro proverbio “fatta la legge,trovato l’inganno) e soprattutto da chi non fa ciò che si dovrebbe fare per tutelare la legalità e da chi approfitta del proprio ruolo o della propria posizione sociale.
Da qui la necessità di una risposta culturale che ci aiuti a reagire: una risposta che deve avere come primi protagonisti le istituzioni locali e la società civile.
L’aspetto più importante è proprio quello della riprovazione sociale. L’inasprimento delle sanzioni, come è avvenuto per chi lascia rifiuti in strada, in Campania, ha un’efficacia limitata se non è accompagnato dalla riprovazione sociale, che è una sanzione da adottare ovunque.
Anche da noi si trovano rifiuti ingombranti abbandonati in campagna o per strada. Va tutto bene? Non turba il nostro senso civico? E gli inquinatori che sostano per decine di minuti con il motore acceso? E chi trasforma le nostre aree verdi in depositi di cartacce? Se la coscienza civica non si risveglia, se l’autostima, il rispetto per il territorio in cui viviamo non ci porta a reagire, non c’ è sanzione abbastanza efficace.
E se alla cura per le nostre abitazioni private fa riscontro l’incuria per tutto quello che è pubblico, ne risultano minate le basi della convivenza democratica.
In particolare, la comunicazione istituzionale e sociale gioca un ruolo decisivo per far emergere un nucleo di atteggiamenti e comportamenti la cui incentivazione/disincentivazione non può essere affidata solo ad elementi sanzionatori e ad azioni coercitive, ma deve essere al centro di esperienze condivise e, soprattutto, d’interventi mirati, formativi e divulgativi, capaci di coinvolgere, a tutti i livelli, il sistema educativo, gli Enti pubblici e le diverse espressioni della società civile.
Tornando alla questione dei rifiuti il provvedimento sanzionatorio può avere una ben maggiore efficacia se si accompagna ad strategia di comunicazione che ingeneri un discredito sociale per i trasgressori. Perché essi devono rendersi conto che il loro gesto non è solo antigiuridico ma lesivo della propria rispettabilità, dell’ autostima.
In questa ottica, la televisione – che, come strumento di formazione, è ancora lontana dall’esprimere le sue grandi potenzialità – può offrire un contributo importante: ne è dimostrazione il successo ottenuto da campagne di comunicazione-immagine volte a responsabilizzare i cittadini su temi d’ interesse pubblico.
Allo stesso tempo bisogna stare in guardia per evitare che la capacità di persuasione della televisione incoraggi atteggiamenti e comportamenti border line o alimenti una cultura della “furbizia” rafforzando lo scetticismo cinico di chi pensa che “tanto le cose vanno sempre così”. Invece, le cose possono e debbono cambiare, nella direzione di uno stretto rapporto fra legalità, democrazia diffusa, solidarietà e inclusione sociale.

*(Responsabile Programmi della Sede Rai per la Toscana)