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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2008

                     12/12/2008 - TAV E SPRECHI

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A proposito ……di sprechi per Tav e disastro per pendolari


Pare quasi di essere pedanti a dover tornare sulle scelte politiche/clientelari degli ultimi 20 anni di questo nostro depresso Paese, in termini di trasporto su rotaia e delle conseguenze di quelle scelte. Ma occorre farlo e con dati attualizzati per testimoniare e continuare a ricordare a tutti gli italiani, che tendono a dimenticare in fretta e ad ascoltare e metabolizzare soltanto le affermazioni dei vari politici interessati a far passare un messaggio coerente con gli interessi delle loro lobby, e quindi portare alla luce quali e quanti disastri quelle scelte abbiano provocato nell’attuale qualità dei servizi ferroviari italiani.
Si era nel 1991, a metà del decennio di nani e ballerine, di favori a “qualcuno” per poter trasmettere su frequenze tv già destinate ad altri e di relativi fondi neri e tangenti compensatrici, di grandi opere e commesse assegnate senza gare di appalto ai propri sponsor.
Sul Treno Alta Velocità (l’acronimo e’ TAV che e’ di genere maschile ma viene declinato al femminile, la TAV) le scelte che furono fatte allora hanno comportato maggiori costi di realizzazione già dai progetti base e poi l’affidamento a un General Contractor dei progetti esecutivi e degli appalti SENZA GARE ha causato l’attuale risultato di sprechi diffusi. Le linee TAV sinora realizzate hanno consuntivato un costo per chilometro sino a 6 volte superiore a quelli verificatisi in Francia, in Germania e in Spagna per simili lavori.
I capitali impegnati dallo Stato (cioè da NOI) per decine e decine di Miliardi di Euro sono stati spesi per rimpinguare le tasche di imprese e intermediari e per anni non si sono trovate risorse per l’ammodernamento della rete, delle stazioni e principalmente del materiale rotabile destinato al trasporto della massa degli utenti, di coloro che usano il treno per recarsi al lavoro o a scuola ovvero i pendolari.
Una recente esperienza personale ha portato a verificare de visu il salto di qualità esistente tra il servizio offerto a un viaggiatore AV (con tariffa molto maggiorata ma con eccellenza di trattamento) e un viaggiatore normale di una tratta secondaria e locale.
Si scende al binario X da un treno ultramoderno che vola a 220Km/h e subito si vede sul binario Y lo spettacolo indegno e depressivo offerto da quello che una volta era chiamato “accelerato” e che ora e’ un treno locale: carrozze con vernice scrostata, colori indefiniti, pulizia esterna e interna da miserabili, guarnizioni dei vetri siliconate alla meglio per evitare infiltrazioni di acqua, ecc, ecc.
E si sale su quel treno “accelerato” e ci si trova in numero pressoché doppio dei posti a sedere; e si sta in piedi per una o due ore magari a fine di una giornata faticosa. E monta la rabbia a tutti; rabbia qualunquista di solito di chi vota senza analizzare perchè e chi ha causato ciò. E ci si scaglia contro la gestione attuale e solo chi ha coscienza politica e si informa e quindi sa come sono stati spesi in modo truffaldino i soldi dello Stato, quando le Ferrovie erano di proprietà dello Stato stesso, comprende che democrazia significa che le scelte non possono essere delegate alla rappresentanza degli eletti. Occorre nuovamente tornare a una partecipazione e a un controllo ampio dei cittadini sulle scelte e sugli indirizzi delle spese strategiche statali. Ora che Treni Italia e’ una Società a sé stante e con bilanci da riportare per lo meno in pareggio, come tutte le aziende private, e che non riceve più soldi pubblici (se non da alcune Regioni virtuose) si realizza che occorreranno anni prima di risanare una situazione degradata a livelli vergognosi.
Anche nella nostra Valdisieve la situazione non e’ delle migliori, nonostante le risorse e gli sforzi della Regione Toscana abbiamo treni vetusti e con episodi di inefficienza tali che qualcuno e’ stato portato gratuitamente dalle Sieci sino a Pontassieve e ritorno a causa della impossibilità di aprire una porta…La cadenza dei treni e’ poi ancora lontana dalle necessità dei pendolari su Firenze.
E allora vengono in mente i proclami sull’arretratezza dell’Italia nelle infrastrutture e sui 16 Miliardi che il Governo attuale ha appena deciso di stanziare per opere pubbliche. Ottimo se serve a rilanciare attivita’ che creino lavoro in questa fase di crisi, ma raccapricciante a pensare all’approccio avuto dalla stessa Destra nel quinquennio 2001-2006 con la famigerata Legge Obiettivo senza analisi di impatto ambientale, con appalti gestiti in modo privatistico, con scelte di tracciati e opere in modo clientelare e senza controlli adeguati su costi/benefici di ogni opera.
Basta pensare all’assurdità (per noi ma non per la criminalità organizzata) del progetto del Ponte sullo Stretto. A proposito era nel programma di Rutelli nel 2001.
L’esperienza di viaggio citata e’ avvenuta su due linee del Nord non propriamente secondarie:
- linea Milano Torino – treno locale.
- linea Torino Modane – treno locale.
In questo caso si tratta della linea che il famoso corridoio 5 (Francia – Italia) deve sostituire con una linea di TAV. Dopo la tolleranza zero di Berlusconi/Lunardi del dicembre 2005 (scontri con feriti alle 4 del mattino a Venaus) l’Osservatorio istituito poi dallo stesso governo Berlusconi ha portato (tecnici, politici e popolazione locale) ai seguenti risultati.
La linea attuale e’ utilizzata per meno del 30% delle sue possibilità di trasporto merci.
Il Progetto prevede un traffico merci a 100-120 Km/h che e’ realizzabile sull’attuale linea.
Per anni i treni francesi TGV non saranno compatibili con la rete italiana TAV e viceversa!!!
Esistono vincoli locali infrastrutturali sul nodo di Torino da superare prima di perforare la montagna, e si prevede che saranno eliminati verso il 2030-2035!!. Allora quali sono gli interessi italiani e francesi per eseguire il tunnel ora?
Gli Amministratori locali hanno commissionato un’analisi tecnica ad esperti sotto la guida del Politecnico di Torino, in carenza di studi seri dello Stato. L’analisi ha portato alla luce le contraddizioni di cui sopra e ha definito un percorso tecnico/logico/funzionale e temporale da seguire per tener conto di TUTTE le esigenze ed evitare lo spreco di denaro pubblico.
Hanno chiamato tale proposta operativa: F.A.R.E. – Ferrovie Alpine Ragionevoli ed Efficienti.
La proposta e’ stata inviata a Luglio 2008 ai Governi Italiano e Francese e alla Commissione Europea. Servirà a far tornare serenità nelle scelte strategiche senza minacciare di nuovo l'uso della forza come ha appena fatto il nostro ineffabile Primo Ministro? Fernando Romussi