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Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.6 - DICEMBRE 2008

                     12/12/2008 - FINANZA ED ECONOMIA

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Dalla Finanza creativa,
all’economia reale
Di Rino Capezzuoli

E’ in atto una recessione mondiale. Siamo solo agli inizi. Il crollo delle borse mondiali è solo la parte più appariscente di ciò che sta succedendo. Le cause ? La malavitosa gestione della finanza mondiale. Con in testa la Banca Centrale Americana e dietro tutte le principali istituzioni finanziarie del mondo. Naturalmente tutto fatto secondo regole ingiuste ma più o meno legittime. Tutto ciò non basta dietro le istituzioni finanziarie ci sono o ci dovrebbero essere quelle politiche ma ormai è chiaro a tutti che le cose si sono invertite. Comanda l’economia non la politica.Cioè comanda chi possiede le materie prime ed ha la migliore tecnologia militare e scientifica. O meglio chi è riuscito a mischiare tutte queste cose Tecnologia, armamenti, materie prime. E pur di mantenere il potere compie scelte suicide per la maggior parte dell’umanità.
Così in nome del petrolio ci si arma lasciando perdere gli investimenti per l’ambiente.
Facciamo lo scudo spaziale non curiamo il buco dell’ozono. Si inviano nei paesi del terzo e quarto mondo le armi non il cibo o la tecnologia, dopo averli depredati delle loro materie prime assoldando classi dirigenti locali imbelli e corrotte
Siamo comunque tutti più poveri salvo qualche rara eccezione. E questo è solo l’inizio.
La finanza ha fatto crack perché non si poteva continuare a vivere facendo debiti che pagano sempre i soliti. Quotazioni virtuali di ogni bene, dalle aziende agli stati insolventi, emissioni di cartastraccia anziché cartamoneta, avvallate dalle banche centrali che sono a conoscenza delle realtà economiche mondiali. La finanza mondiale che si riproduceva sul nulla finchè il sistema è imploso, un numero sempre maggiore di “veri” produttori di ricchezza chiedono di contare di più. nel paniere dell’economia mondiale ( India, Cina, Brasile) e così si è messo in moto un processo che terminerà quando si ritroverà un equilibrio sul mercato dei beni dando a ciascun oggetto o materia un valore condiviso reale non virtuale. Nel frattempo la crisi si aggraverà e non vi è dubbio che per uscirne dobbiamo dare valore al lavoro a chi produce. Oggi vi sono troppe sovrastrutture inutili ed inefficienti, troppi beni voluttuari troppe prodotti per la morte anziché per la vita.
Dobbiamo tornare all’essenziale, al necessario, smettere di sprecare.
In Italia. a Natale avremo un milione di cassaintegrati in più, che a Pasqua potrebbero essere un milione di disoccupati in più. Comunque sopravviveremo al di là dei bla bla dei nostri capi.
E’ in atto una rivoluzione industriale che richiede il riformismo come contenuti e come metodo per andare avanti per cambiare. per sopravvivere.
Intanto” i poteri” predicano la responsabilità degli altri non la propria e tacciano di sfascismi coloro che sono costretti al pessimismo .per la grave situazione in cui si vengono a trovare.
Da situazioni come questa in altri tempi si usciva con la guerra. Non è detto che ciò non avvenga anche questa volta ,di guerre nel mondo ce ne sono già tante. Noi naturalmente siamo ottimisti perché speriamo che un numero sempre maggiore di abitanti del pianeta si ribelli a questo andazzo per necessità di sopravvivenza. La nostra vera speranza è comunque il ritorno della supremazia dei principi, delle idee, il prevalere dell’intelligenza anche se, la
storia dell’uomo in questo non ci conforta. Che su tutto torni a splendere il sole dei principi, dell’etica, della solidarietà, della tolleranza, ed ognuno si tenga pure la propria fede ed il proprio Dio.
Rino Capezzuoli