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SIEVE NEWS - NOTIZIE ED EVENTI IN VALDISIEVE E MUGELLO

Circolo Fratelli ROSSELLI VALDISIEVE
Periodico Laburista NOTIZIE

A cura della Redazione  |  E-Mail: rosselli.valdisieve@alice.it

 

      LABURISTA NOTIZIE - N.1 - FEBBRAIO 2009

                     26/2/2009 - DEGRADO DEI CENTRI STORICI

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A PROPOSITO DI DEGRADO DEI CENTRI STORICI


A maggio del 2008 e’ uscito il volume “I Negozi storici di Pontassieve” di Irene Mazzuoli e realizzato con il contributo della Regione Toscana e della BCC di Pontassieve. Descrive le botteghe storiche nella loro evoluzione sino ai nostri giorni e nella presentazione si afferma che “l’opera documenta il patrimonio di botteghe storiche del nostro territorio e che la dimensione legata all’attività commerciale e artigianale riveste un ruolo importante che assume un valore costitutivo dell’identità locale”.
I concetti sono assolutamente da condividere e fotografano una realtà che si sta evolvendo purtroppo verso un possibile degrado senza ritorno.
Sabato 10 gennaio 2009: nel tardo pomeriggio si va in V. Ghiberti nel Centro Storico di Pontassieve.
E’ il primo fine settimana dei tanto attesi Saldi: dalla gente per comprare a prezzi ribassati abbigliamento e altri generi di prima necessità il cui acquisto e’ stato rimandato a causa del sempre più ridotto potere di acquisto delle famiglie. E atteso anche dai commercianti per le scorte di magazzino smaltite in misura inferiore rispetto al passato.
La via è praticamente deserta. Pochi nuclei familiari di due/tre persone più un bambino camminano lungo la via e qualche gruppo di giovanissimi che fanno simpaticamente chiasso. Costeggiano negozi drammaticamente semivuoti. Sulle vetrine degli stessi negozi un cartello:

IL MERCATO STORICO NEL CENTRO STORICO

Assale una sensazione di disagio per quella mancanza di popolo per le strade della propria cittadina, per la mancanza di voci, di incontri, di saluti, di auguri per il nuovo anno. Si pensa è la CRISI. Si notano due grandi sporti chiusi.
Si effettua un piccolo acquisto e poi ci si sposta al nuovissimo e ampliato Centro Commerciale che divide il paese in due similmente alla ferrovia.
E qui il panorama si capovolge: coda per entrare al parcheggio e flussi ininterrotti di popolo che si riversano nel Centro e nei nuovi negozi della galleria. In un negozio, quello dei due sporti chiusi alla Porta Aretina e trasferitosi qui, si possono contare 10/12 persone in prossimità delle casse e una certa folla all’interno anche di quelli contigui.
Viene alla mente un pensiero: nulla da eccepire a chi, gestendo al meglio il proprio business (Centro Cooperativistico o singolo imprenditore) investe per cogliere nuove opportunità e se ne assume anche i rischi. Il risultato di tali operazioni purtroppo catalizza l’attenzione dei cittadini verso la concentrazione di una più ampia gamma di prodotti e lo pone quale modello di un “più avanzato e più moderno” modo di effettuare la spesa settimanale. Viene qui a mancare il rapporto di fiducia, la cordialità e la simpatia tra cliente e bottegaio cementata negli anni. Il parcheggio gratis per due ore, anche senza acquisti, invita al suo utilizzo e pigramente si rimane nel comodo centro e dintorni.... e se si ha un bimbo/a in carrozzina non e’ così agevole raggiungere il vecchio polo commerciale del Centro pur attraente con le sue storiche botteghe.
Si diceva di una realtà già vista altrove: e’ quello che si può definire “effetto Mall” già esistente nelle città di dimensioni medie dell’Europa del Nord o degli Stati Uniti: la concentrazione al centro delle città di una serie di edifici collegati tra di loro e riempiti di decine di negozi e spazi commerciali. A volte non c’e’ neppure bisogno di attraversare la strada per passare da un edificio all’altro: una passerella aerea evita il disagio dell’uscire all’aperto al caldo o al freddo.
Purtroppo gli spazi congestionati di merce, di carrelli e di popolo “inducono una frequentazione più fredda e anonima” e non permettono certo quella socializzazione che da sempre viene spontanea lungo le strade e le piazze dei Centri Storici delle nostre città.
E scompaiono i pedoni proprio come in V. Ghiberti il 10 gennaio scorso.
Ma se cambiano le abitudini e si abbandonano al loro destino di degrado i negozi che si affacciano su quelle via e i loro proprietari/gestori non riescono più a mantenere il corretto rapporto Ricavi/Costi e quindi di un Margine operativo sufficiente, alla fine il risultato sarà brutale. Se si abbassano per sempre i bandoni di alcuni perderanno il loro aspetto gradevole e rimarranno inerti sino a che il Centro negozi e non fosse possibile riaprirli con nuove diversificate attività, quegli edifici Storico piano piano verrà a trasformarsi in un dormitorio di disperati che non sarà facile gestire.
Non occorre andare molto lontano per vedere esempi di simile trasformazione già in essere oggi nel centro storico di Firenze, con gravi problemi di convivenza.
L’approvazione in Consiglio Comunale dello spostamento del Mercato Settimanale dal Centro Storico ai Villini, se confermato, deve essere compensato dalla collettività con interventi a favore delle attività commerciali esistenti e con incentivazioni per la loro diversificazione, attirando giovani risorse a impegnarsi a mantenere viva la realtà del Centro Storico. Aumentare le occasioni per attrarre la gente TUTTI i giorni e non solo in occasione di eventi speciali.
Fernando Romussi